giovedì 3 aprile 2014

Il nostro Padre tra i Santi Isidoro di Siviglia

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Il nostro Padre tra i Santi Isidoro di Siviglia 

Leggiamo un brano di un suo testo, il “Lamento di un peccatore”. 
 
   “In tutti i tuoi atti, in tutte le tue opere imita i buoni; competi con i santi, guarda all’eroismo dei martiri, segui l’esempio dei giusti. Desidero che la vita e gl’insegnamenti dei santi siano per te un incoraggiamento alla virtù. Sii di buono spirito, mantieni la tua buona reputazione e non comprometterla con alcuna cattiva azione, né lascia che cada nel disonore. Fai vedere come la pensi con il portamento e il modo di camminare. Sii semplice nel modo di presentarti, puro nel cammino, grave nei gesti, onesto nei passi. Non ti sfuggano gesti lascivi, arroganti o superficiali. La postura del corpo è un segno che rivela l’anima. Pertanto il tuo modo di camminare non mostri superficialità; il tuo passo non sia un insulto per te stesso o per il tuo prossimo. Non diventare occasione di pettegolezzo per gli altri; non lasciare che il tuo onore si degradi. Non passare il tuo tempo con dei perdigiorno. Evita il cattivo; ammonisci il pigro. Fuggi la compagnia di chi perde tempo, tanto più se si mostra incline al vizio. Cerca i buoni, desidera la loro compagnia. Cerca soprattutto l’amicizia dei santi. Se imiti il loro comportamento alla fine acquisterai le loro virtù. Se cammini con i saggi diventerai un saggio; ma se cammini con gli idioti diventerai anche tu un’idiota, perché il simile cerca il simile. È pericoloso passare il tempo con i cattivi, è dannoso stare insieme ai perversi. Se sei amico di persone indegne ti nutrirai della loro infamia. È meglio sopportare l’odio dei malvagi che la loro compagnia. Così come dalla vita dei santi s’imparano molte cose buone, così molte cose cattive vengono dalla vita dei malvagi, perché chi tocca la sporcizia si sporca anche lui”




« Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro / d'Isidoro, di Beda  e di Riccardo , / che a considerar fu più che viro. » (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, X, 130-132)

Saint ISIDORE, frère de saint Léandre, de saint Fulgence et de sainte Florentine, confesseur de la foi orthodoxe dans les dernières années de l'arianisme wisigothique, évêque de Séville (600-636) et primat d'Espagne, encylopédiste (636). (Office composé en français par le père Denis Guillaume et publié au tome XIII du Supplément aux Ménées.) Ultimo dei Padri latini, S. Isidoro di Siviglia (560-636) ricapitola in sè tutto il retaggio di acquisizioni dottrinali e culturali che l'epoca dei Padri della Chiesa ha trasmesso ai secoli futuri. Scrittore enciclopedico, Isidoro fu molto letto nel medioevo, soprattutto per le sue Etimologie, un'utile "somma" della scienza antica, della quale con più zelo che spirito critico condensò i principali risultati. Questo volgarizzatore dotatissimo della scienza antica, che avrebbe esercitato su tutta la cultura medioevale un influsso considerevole, era soprattutto un vescovo zelante preoccupato della maturazione culturale e morale del clero spagnolo.
Per questo motivo fondò un collegio ecclesiastico, prototipo dei futuri seminari, dedicando molto spazio della sua laboriosa giornata all'istruzione dei candidati al sacerdozio. La santità era di casa nella nobile famiglia, oriunda di Cartagena, che diede i natali verso il 560 a Isidoro: tre fratelli furono vescovi e santi, Leandro, Fulgenzio e il nostro Isidoro; e una sorella, Fiorentina, fu religiosa e santa. Leandro, il fratello maggiore, fu tutore e maestro di Isidoro, rimasto orfano in tenera età.
Il futuro dottore della Chiesa, autore di una immensa mole di libri che trattano di tutto lo scibile umano, dall'agronomia alla medicina, dalla teologia all'economia domestica, fu dapprima uno studente svogliato e poco propenso a stare chino sui libri di scuola. Come tanti coetanei marinava la scuola e vagava per la campagna. Un giorno si accostò a un pozzo per dissetarsi e notò dei profondi solchi scavati dalla fragile corda sulla dura pietra del bordo. Comprese allora che anche la costanza e la volontà dell'uomo possono aver ragione dei più duri scogli della vita.
Tornò con rinnovato amore ai suoi libri e progredì tanto avanti nello studio da meritare la reputazione di uomo più sapiente del suo tempo. Chierico a Siviglia, Isidoro successe al fratello Leandro nel governo episcopale della importante diocesi. Come il fratello, sarebbe stato il vescovo più popolare e autorevole della sua epoca, presiedendo pure l'importante quarto concilio di Toledo (nel 633).

http://www.santiebeati.it/dettaglio/26600 

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La conferma definitiva di un giusto orientamento di vita Isidoro la cerca nell’esempio di Cristo e dice: “Il Salvatore Gesù ci offrì l’esempio della vita attiva, quando durante il giorno si dedicava a offrire segni e miracoli in città, ma mostrò la vita contemplativa quando si ritirava sul monte e vi pernottava dedito alla preghiera” (o.c. 134: ivi). Alla luce di questo esempio del divino Maestro, Isidoro può concludere con questo preciso insegnamento morale: “Perciò il servo di Dio, imitando Cristo, si dedichi alla contemplazione senza negarsi alla vita attiva. Comportarsi diversamente non sarebbe giusto. Infatti come si deve amare Dio con la contemplazione, così si deve amare il prossimo con l’azione. E’ impossibile dunque vivere senza la compresenza dell’una e dell’altra forma di vita, né è possibile amare se non si fa esperienza sia dell’una che dell’altra” (o.c., 135: ivi, col 91C). Ritengo che questa sia la sintesi di una vita che cerca la contemplazione di Dio, il dialogo con Dio nella preghiera e nella lettura della Sacra Scrittura, come pure l’azione a servizio della comunità umana e del prossimo. Questa sintesi è la lezione che il grande Vescovo di Siviglia lascia a noi, cristiani di oggi, chiamati a testimoniare Cristo all’inizio di un nuovo millennio."
sta in
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20080618_it.html
Preghiera allo Spirito Santo (Sant'Isidoro di Siviglia)  
Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo;
sentiamo il peso delle nostre debolezze,
ma siamo tutti riuniti del tuo nome;
vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori;
insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci tu il cammino da seguire,
compi tu stesso quanto da noi richiesto.
Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni,
perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso;
non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace;
non ci faccia sviare l’ignoranza;
non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone;
tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità;
fa’ che riuniti nel tuo santo nome, s
appiamo contemperare bontà e fermezza insieme,
così da fare tutto in armonia con te,
nell’attesa che per il fedele compimento del dovere
ci siano dati in futuro i beni eterni. Amen.
 http://luciodp.altervista.org/articoli/principe/img/25_Isidoro_miniatura.jpg

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