sabato 18 novembre 2017

S. Basilio, vescovo di Cesarea, (329-379): Omelie contro l'avidità-Domenica IX di Luca la parabola del ricco stolto-

https://iconesacremirabile.files.wordpress.com/2014/01/basilio13web.jpg?w=1400&h=9999

Come chi vaneggia non vede oggetti reali, ma il frutto delle sue passioni, così la tua anima, ossessa dal demone dell’oro, vede solo e ovunque oro e argento. Preferisci vedere l’oro che il sole; vorresti che tutto si tramutasse in oro, e ogni tuo pensiero, e ogni tuo affetto è orientato a esso. Cosa non escogiti e non intraprendi per l’oro? Il frumento diventa per te oro, il vino si trasforma in oro, la lana la muti in oro; ogni occupazione, ogni affare ti procura oro. L’oro produce se stesso, perché si accresce con l’usura. Eppure non sarai mai sazio e le tue brame non cesseranno mai. Ai bambini golosi ordiniamo spesso di non saziarsi con le loro leccornie, perché l’uso smoderato non rechi loro la nausea. Ma per chi è avido di ricchezze ciò non avviene mai: più ne riceve, più ne brama. Se la ricchezza affluisce, non attaccarci il cuore (Sal 61,11). Tu invece imprigioni questo flusso, e sbarri le uscite. Esso diventa come il mare, che fa poi? Fracassa gli sbarramenti e, pieno da traboccare, distrugge i granai del ricco, ne abbatte al suolo i magazzini. Egli ne costruirà di più grandi? Non è certo neppure che egli non debba lasciarne i resti abbattuti al suo erede; presto infatti può essere rapito, prima ancora che i nuovi granai siano costruiti, secondo i suoi avidi progetti. Il ricco ha trovato la fine che corrisponde al suo animo perverso Ma voi, se mi seguite, aprirete tutte le porte dei vostri magazzini e baderete che la ricchezza ne esca il più possibile. Un gran fiume si riversa, in mille canali, sul terreno fertile: così per mille vie tu fa’ giungere la ricchezza nelle abitazioni dei poveri. Come una fontana dà acqua sempre più pura se da essa si attinge, mentre l’acqua imputridisce se non la si usa, così è la ricchezza che giace inutile; ma se si muove e corre, diventa fruttuosa, utile alla comunità. Che lode a te si innalza da parte di quelli che soccorri, una lode che tu neppure sospetti! E che lode avrai dal giusto giudice, di cui non puoi dubitare! 

La teologia dei Padri, III, a c. di G. Mura, Roma 1975, p. 24

venerdì 10 novembre 2017

Teodoro Studita, dalla Piccola catechesi 52 A Maria



 Teodoro Studita



Teodoro Studita, dalla Piccola catechesi 52
A Maria
 
 
A Maria

Ave, o nube luminosa,
che nel deserto della vita
adombri il nuovo Israele
mediante la tua intercessione.
Grazie a te, vengono uditi
decreti di grazia
e da te è venuto
il Sole di giustizia
che tutto illumina
con i raggi dell'incorruttibilità.
Ave, o candelabro,
vaso aureo e solido della verginità,
il cui stoppino
è la grazia dello Spirito
e il cui olio è quel corpo santo
preso dalla tua carne illibata.
Da essa è nato Cristo,
luce che non conosce tramonto.
A coloro che siedono nell'oscurità
e nell'ombra della morte,
tu hai acceso
una luce di vita eterna.
Ave, o piena di grazia,
creatura e nome
spiritualmente più ricco
di ogni gaudio.
Da te è venuto al mondo Cristo,
gioia immortale e medicina
per la tristezza di Adamo.
Ave, o città risonante
del Grande Sovrano.
In te si apre la reggia dei cieli
e vivono nella gioia i terrestri
che vi sono iscritti come cittadini
 
 
Per una presentazione orante e catechetica di San Teodoro Studita  faccio riferimento(senza problema alcuno) alla meditazione
di un odierno ieromonaco eremita di città datata  27 maggio 2009.
 
 https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090527.html
 

domenica 5 novembre 2017

La Divina Liturgia nelle varie tradizioni cristiane.Il Prefazio parte IV





Evangelista Matteo con manto azzurro. L’immagine è tratta dall’Evangeliario di Saint-Médard de Soissons, IX secolo. © Bibliothèque nationale de France, Département des Manuscrits, Latin 8850, folio 17v 

la Liturgia Mozarabe

Es digno y justo, equitativo y saludable que te consagremos siempre alabanzas y acciones
de gracias a Ti, Señor, Padre eterno, Dios omnipotente, Divinidad única, Trinitaria
Majestad, inseperable en las Personas, Dios único y no solitario, unidad triple, trinidad
simple, sabiduría múltiple, unión inconfusa, distincion indivisa. A quien confesamos
sustancialmente Padre, Hijo, y Espiritu Santo. Tú que eres reconocido en uno solo trino y
confesado trino en uno sólo. A quien alaban los Angeles y Arcangeles con una sola voz
proclamando:


Coro: Santo, Santo, Santo, Señor Dios del Universo.
Llenos están los cielos y la tierra de tu majestad gloriosa.
¡Hosanna al Hijo de David!
Bendito el que viene en nombre del Señor. ¡Hosanna en el
cielo!





Divina Liturgia
Del Nostro padre fra i santi
Gregorio
Papa di Roma, Patriarca d’Occidente
E’ veramente cosa buona e giusta, nostra gioia e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Dio Padre, Onnipotente ed Eterno.  Con l’Unigenito Figlio Tuo e con lo Spirito Santo sei un Dio solo, sei il Solo Signore. Non nella singolarità di una sola persona, ma nella Trinità una sola sostanza. Ciò è infatti per tua rivelazione, noi crediamo alla tua gloria: lo affermiamo anche, senza distinzione o differenza, del Figlio Tuo e dello Spirito Santo. Così che proclamando la Fede nell’unica ed eterna Divinità  noi adoriamo ad un tempo e distinguiamo le Persone e l’Unità della loro Natura, ma l’uguaglianza della loro Maestà, che gli Angeli e gli  Arcangeli esaltano, e con  loro i cherubini e i serafini cui ci uniamo umilmente sempre cantano in ogni momento l’inno della gloria del Tuo Nome: … I concelebranti si in inginocchiano.
Coro e Sacerdote: Santo, Santo, Santo, il Signore, Dio degli Eserciti: il Cielo e la Terra sono pieni della Tua gloria. Osanna nell’alto dei Cieli, Benedetto colui che viene nel nome del Signore; Osanna negli Eccelsi.


Dal testo in lingua spagnola della Divina Liturgia di San Dionigi di Francia 





SACERDOTE: Pensamientos, almas y corazones de todos estén en este momento
elevados al alto, donde Cristo Reina en la Gloria del Padre.

TODOS: Ya los elevamos a Él en la Gloria del Padre.

SACERDOTE: Demos gracias a Dios.

TODOS: Es digno y justo.

SACERDOTE: Es digo y justo alabarte Dios Uno y Trino: Padre, Hijo y
Espíritu Santo, junto a las huestes celestiales y a todas las criaturas visibles
e invisibles, clamando y cantando (o diciendo):

(INCENSANDO EL ALTAR - TRES VECES)

TODOS: (Suenan las campanillas)

Santo, Santo, Santo.
Es el Dios del Universo,
el Cielo y la Tierra proclaman Tu Gloria
Hosanna en las alturas,
Bendito es el que vino y todavía viene,
en nombre del Padre
Hosanna en las alturas.





venerdì 3 novembre 2017

La Divina Liturgia nelle varie tradizioni cristiane.Il Prefazio parte III


Risultati immagini per foto dello spartito del Sanctus


Divina Liturgia secondo l'uso della Chiesa di Sarum/THE MASS ACCORDING TO THE USE OF SARUM.

 S.It is meet and right, true and just that we should always and everywhere give thanks to thee, O holy Lord, Father Almighty, Eternal God, through Christ our Lord. Through whom angels praise thy Majesty, Principalities adore, Powers tremble. The heavens, and heavenly virtues, and blessed seraphim with united exultation praise thee. With whom we pray that we may be admitted to join our humble voices, in suppliant confession, saying:
 

Popolo :Holy, holy, holy, is the Lord God of Hosts. Heaven and earth are full of thy glory. Hosanna in the highest. Blessed is he who cometh in the name of the Lord. Hosanna in the highest.


ORDINARIUM MISSAE IUXTA RITUM SANCTAE ECCLESIAE MEDIOLANSIS MCMLIV.
 + Alafridus Hildephonsus Schuster Card. Archiepiscopus

Praefationes Communes Praefatio n 4 


S.Vere quia dignum et justum est,
æquum et salutare, nos tibi semper hic, et ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, æterne Deus:Unde profusis gaudiis totus in orbe terrarum mundus exultat: sed et supernæ Virtutes, atque angelicæ concinunt Potestates, hymnum gloriæ tuæ perpetim sine !ine dicentes


Popolo :Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli, et terra gloria tua. Hosanna n excelsis.Benedictus, qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis.



Dal Messale della Divina Liturgia della Chiesa Siro-Ortodossa di Antiochia, Traduzione di I. Unal, Introduzione di E. R. Galbiati, Milano 1999. 

 

S. Colui che glorificano le schiere celesti visibili e invisibili il sole e la luna, tutti gli astri, la terra, i mari, i primogeniti i cui nomi sono scritti nella Gerusalemme celeste, gli angeli, gli arcangeli, i principati, le potestà, i troni, le dominazioni, le virtù (dei cieli), i Cherubini dai molti occhi e i Serafini dalle sei ali, che si coprono i volti e i piedi e volano l'uno verso l'altro mentre proclamano la tua santità, gridando e dicendo: Santo.
POPOLO: Santo, Santo, Santo, Dio onnipotente, il cielo e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli, Benedetto colui che è venuto e verrà nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

 

 

 

giovedì 2 novembre 2017

La Divina Liturgia nelle tradizioni delle chiese cristiane: Il Prefazio Parte II

  http://www1.unipa.it/oadi/oadiriv/wp-content/uploads/2017/06/gui01.jpg

Divina Liturgia detta di San Pietro (in disuso da secoli)

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino di venerata memoria

http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=2604:divina-liturgia-detta-di-san-pietro&catid=189:grande-efcolojio&lang=it

 

Il sacerdote, a mani levate:
S   E’ degno e giusto renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perché, fedele interprete dei tuoi disegni, eserciti il tuo dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorifichi te, creatore e Padre, per Cristo nostro Signore. E noi,
con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto e proclamiamo insieme la tua gloria:
T   Santo, Santo, Santo, il Signore dell’universo: il cielo e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.


ORDO MISSÆ SECUNDUM RITUM GALLICANUM ANTIQUISSIMUM a sancto Germano episcopo descriptur et sancto Iohanne  Dionysiano episcopo restitutum

S: Vere dignum et iustum est, æquum et salutare, nos tibi semper et
ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, æterne
ineffabile inenarrabile, invise et immutabile Deus, per Christum Dominum nostrum. Per quem gloriam tuam laudant angeli, adorantdominationes, tremunt potestates. Cœli cœlorumque virtutes ac beata seraphim socia exultatione concelebrant. Cum quibus et nostras voces, ut iubeas deprecamur, supplici confessione dicentes 
Omnes: Sanctus, sanctus, sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cœli eterna  gloria tua, Osanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini, Osanna in excelsis
 
Cél. Il est vraiment digne et juste, équitable et salutaire, de Te rendre grâ­ces en tout temps et en tous lieux, Seigneur saint, Père tout-puissant, Dieu éternel, ineffable, indescriptible, invisible et immuable, par le Christ notre Seigneur...

C'est par Lui que les anges louent ta Gloire, que les dominations T'adorent, que les puissances se prosternent en tremblant. Les cieux, les vertus des cieux et les bienheureux séraphins s'associent à leur exul­tation et concélèbrent avec eux. Daigne ordonner, nous T'en supplions, que nos voix confessantes puissent se mêler aux leurs en disant :


Ts Saint, Saint, Saint, le Seigneur Dieu Sabaoth. Les Cieux et et la Terre sont remplis de ta Gloire. Hosanna au plus haut des Cieux. ? Béni soit Celui qui vient au nom du Seigneur.

Hosanna au plus haut des Cieux !
Dal Messale Romano edizione del 1962 (nell' ultima stesura del Missale Romanum,pubblicata con l'autorità di Papa Giovanni XXIII nel 1962 e utilizzata durante il Concilio Vaticano II per come previsto  dal motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI) 


S: Vere dignum et iustum est, æquum et salutare, nos tibi semper et
ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, æterne
ineffabile inenarrabile, invise et immutabile Deus, per Christum Dominum nostrum. Per quem maiestatem  tuam laudant angeli, adorantdominationes, tremunt potestates. Cœli cœlorumque virtutes ac beata seraphim socia exultatione concelebrant. Cum quibus et nostras voces, ut iubeas deprecamur, supplici confessione dicentes 
Omnes: Sanctus, sanctus, sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cœli eterna  gloria tua, Osanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini, Osanna in excelsis


LITURGIE selon le MISSEL de LORRHA-STOWE

 
Prêtre: Il est digne et juste, légitime et salutaire pour nous, ici et maintenant, toujours et partout, de Te rendre grâces par Jésus-Christ, notre Seigneur. Tu es le Dieu saint, tout-puissant et éternel. Toi, O Dieu, Tu es, avec Ton Fils unique et avec le Saint-Esprit, le Dieu unique et immortel, le Dieu impérissable et qui ne peut changer, le Dieu invisible et fidèle, le Dieu merveilleux et digne de louange, le Dieu vénérable et puissant, le Dieu très haut et magnifique, le Dieu vivant et véritable, le Dieu plein de sagesse et tout-puissant, le Dieu saint et incomparable, le Dieu grand et bon, le Dieu redoutable et pacifique, le Dieu de toute beauté et de toute perfection, le Dieu pur et doux, le Dieu béni et juste, le créateur et saint, Qui es Dieu, non en une personne mais en une Trinité consubstantielle. En Toi nous croyons, nous Te bénissons, nous louons Ton Nom dans l'éternité et pour les siècles des siècles. Car c'est Toi qui as sauvé le monde. Tu es la vie des hommes, Tu es la résurrection des morts.
 Les anges louent ta majesté, les dominations T'adorent, les forces des cieux sont saisies de crainte et, ensemble avec les puissances célestes, les bienheureux séraphins Te glorifient. A leurs chants, nous Te supplions de laisser se joindre nos voix, afin que nous disions et confessions: 
 
Peuple: Saint, Saint, Saint, le Seigneur Sabaoth. Le ciel et la terre sont remplis de ta gloire. Hosanna au plus haut des cieux. Béni soit Celui qui vient au nom du Seigneur. Hosanna au plus haut des cieux.

Il

mercoledì 1 novembre 2017

La Divina Liturgia nelle tradizioni delle chiese cristiane: Il Prefazio Parte I



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Nella Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo 

S. Degno e giusto è cantarti, benedirti, lodarti, renderti grazie e adorarti in ogni luogo del tuo dominio. Tu infatti sei Dio ineffabile, inconoscibile, invisibile, inattingibile; sempre esistente, sempre uguale, tu, e il Figlio tuo unigenito, e il tuo Spirito santo. Tu ci hai tratto dal non essere all'essere e, caduti, ci hai ristabilito, e non hai mancato di far di tutto fino a ricondurci al cielo ed elargirci il tuo regno venturo. Per tutto questo noi rendiamo grazie a te, e al Figlio tuo unigenito, e al tuo Spirito santo, per tutto ciò che sappiamo e che non sappiamo, per i benefici manifesti e quelli immanifesti operati per noi. Ti rendiamo grazie anche per questo servizio che hai voluto accettare dalle nostre mani, anche se stanno davanti a te migliaia di arcangeli e miriadi di angeli, i cherubini e serafini dalle sei ali e dai molti occhi, innalzandosi, alati,
S. Cantando, esclamando, gridando l'inno trionfale e dicendo:
C. Santo, santo, santo, il Signore Sabaoth; pieno è il cielo e la terra della tua gloria. Osanna negli eccelsi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna negli eccelsi.

Nella Divina Liturgia di San Basilio

S. Esistente, Signore, Dio Padre onnipotente e adorato, degno è davvero, giusto e congruo alla magnificenza della tua santità lodare, cantare, benedire, adorare, render grazie, glorificare in te l’unico Dio realmente esistente, e offrirti con cuore contrito e spirito di umiltà questo nostro culto razionale, poiché sei tu che ci fai grazia di conoscere la tua verità. E chi è in grado di riferire le tue opere potenti, far udire tutte le tue lodi e narrare tutte le tue meraviglie in ogni istante? O Sovrano dell’universo, Signore di cielo e terra e di ogni creatura percepita e non percepita, tu che siedi sul trono di gloria e guardi sugli abissi, eterno, invisibile, incomprensibile, incircoscritto, tu sei il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, gran Dio e Salvatore, speranza nostra; egli è immagine della tua bontà, sigillo pari al modello, e in se stesso rivela te, il Padre; è verbo vivente, Dio vero, sapienza da prima dei secoli; è vita, santificazione, potenza, luce vera; da lui lo Spirito santo si è manifestato Spirito della verità, carisma dell’adozione, pegno della futura eredità, primizia dei beni eterni, forza vivifica, fonte della santità; ogni creatura razionale e intelligente, ricevendo da lui vigore, ti serve e ti innalza il perpetuo canto di gloria, poiché tutte le cose ti sono servitrici. Te infatti lodano gli angeli, gli arcangeli, i troni, le dominazioni, i principati, le virtù, le potenze e i cherubini dai molti occhi. Te assistono tutt’intorno i serafini, sei ali l’uno e sei ali l’altro: con due coprono il volto, con due i piedi e con due volano; gridano l’uno e all’altro con labbra inesauste e con canti di gloria mai silenti.
 
 
S. Cantando, esclamando, gridando l’inno trionfale e dicendo:
C. Santo, santo, santo, il Signore Sabaoth; pieno è il cielo e la terra della tua gloria. Osanna negli eccelsi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna negli eccelsi.


Nella Divina Liturgia di San Giacomo 

S. E' veramente degno e giusto, conveniente e dovuto, lodare Te, inneggiare a Te, benedire Te, adorare Te, rendere grazie a Te, Creatore di tutte le creature visibili e invisibili, tesoro dei beni eterni, fonte di vita e di immortalità, Signore e Dio di tutte le cose; Te cantano i cieli dei cieli e le loro schiere, il sole, la luna e tutto il coro delle stelle, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi. Gerusalemme, l'assemblea celeste,e chiesa dei primogeniti scritti nei cieli, gli spiriti dei giusti e dei Profeti, le anime dei Martiri e degli Apostoli; gli Angeli, gli Arcangeli, i Troni, le Dominazioni, i Principati, le Potestà, le Virtù terribili, i Cherubini dai numerosi occhi, i Serafini dalle sei ali, che con due ali coprono i loro volti, con due i piedi e con due sì librano gridando l'un l'altro con labbra inesauste le lodi interminabili.  
A voce alta: SACERDOTE: L'inno trionfale delle tua gloria meravigliosa a gran voce cantano, esclamano, lodano, gridano e dicono: POPOLO:Santo, santo, santo, il Signore Sabaoth; pieno è il cielo e la terra della tua gloria. Osanna negli eccelsi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna negli eccelsi.


Nella Divina Liturgia di San Marco  (L’antichissima anafora alessandrina attribuita all’evangelista Marco fu certamente usata dagli ortodossi romani in Sicilia e nel resto della Grande Grecia, ancora in tarda età.)


 [E’ veramente degno e giusto, nostro dovere e utile alle anime nostre, rendere lode a te, unico vero Sovrano, Signore Dio, Padre onnipotente, inneggiare a te, renderti grazie, proclamare i tuoi prodigi, notte e giorno, con bocca che non si stanca, con labbra che non sanno tacere, con un cuore che non si appaga. Tu hai creato il cielo e tutto ciò che si trova nel cielo, la terra e quanto si trova sulla terra, i mari, le sorgenti, i fiumi, i laghi e quanto si trova in essi. Tu hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza e l’hai messo in possesso del paradiso delle delizie. Quando egli ha disubbidito alla tua volontà, tu non lo hai disprezzato, o Buono, non l’hai abbandonato, ma lo hai richiamato con la Legge, lo hai istruito per mezzo dei profeti, e infine lo hai riplasmato con questo tremendo, vivificante e celeste mistero, per mezzo della tua Sapienza, la vera luce, l’unigenito Figlio, Dio nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo. Per mezzo suo rendiamo grazie a te, assieme a lui e allo Spirito Santo, e offriamo questo culto spirituale e incruento. Te lo offrono, Signore, tutti i popoli, dall’oriente all’occidente, dal settentrione al mezzogiorno, perché grande è il tuo nome tra tutto le genti e in ogni luogo si offrono al tuo nome incenso, sacrificio puro e offerte. Noi ti preghiamo e ti supplichiamo, o Buono amico dagli uomini: ricordati della santa Chiesa, una, cattolica e apostolica, diffusa da un confine all’altro della terra; di tutti i popoli e del tuo gregge. Accorda a tutti i cuori la pace che viene dall’alto e donaci anche la grazia e la pace nel corso di questa vita. Regola nella pace la nostra Nazione, il Governo, l’Esercito, chi ci sta accanto e ogni nostra azione. Re della pace, da’ a noi la tua pace; sii nostro padrone nella concordia e nella carità: noi non conosciamo altro Dio al di fuori di te, il tuo nome invochiamo. Da’ vita alle nostre anime, perché su di noi e su tutto il tuo popolo non prevalga la morte del peccato. Nella tua misericordia e compassiono visita e guarisci i nostri malati, allontana da loro e da noi ogni morbo, malattia o debolezza. Fa’ alzare dal letto chi vi giace ormai da tempo e guarisci chi è tormentato da impuri spiriti. Abbi pietà e libera tutti i carcerati, i condannati ai lavori forzati, gli esiliati, gli imputati e tutti quelli che sono afflitti da amara servitù o debiti. Tu infatti sei il nostro Dio; tu che spezzi le catene, rialzi gli abbattuti, speranza dei disperati, aiuto degli abbandonati, risurrezione dei caduti, porto dei naufraghi, vendicatore dei perseguitati. A tutti i cristiani afflitti e tribolati concedi misericordia, remissione e sollievo. Medico delle anime e dei corpi nostri, cura le nostre malattie dell’anima e le infermità corporali. Tu che vegli sull’umanità, visitaci e guariscici per l’opera della tua redenzione. Guida in ogni viaggio per mare, sui fiumi, per terra, i nostri fratelli che stanno per partire o che sono già in viaggio; guidali a destinazione sicura, fatti loro compagno di viaggio e fa’ che possano tornare ai loro cari con gioia e anche essi pieni di salute. Conserva anche il cammino di questa nostra vita tranquillo e immune di ogni danno. Invia una pioggia benefica dove ne manca e ne è bisogno: rallegra e rinnova la faccia della terra con la sua caduta, affinché il suo scroscio rallegri ogni germe. Alza il livello dei fiumi sino a giusta misura, rinnova e rallegra con il loro scorrere la faccia della terra e irrigane i solchi, moltiplica i germogli. Benedici, Signore, i frutti della terra; conservali sani e intatti, siano anche per noi sementi ricchi di raccolto. Benedici, Signore, l’arco dell’anno nella tua bontà, per i poveri del tuo popolo, per la vedova e l’orfano, per gli stranieri e gli emigranti, per noi tutti che speriamo in te e invochiamo il tuo santo nome. Gli occhi di tutti sono rivolti verso di te e tu dai loro il cibo a suo tempo. Tu che nutri ogni vivente, riempi di gioia e allegria i nostri cuori in modo che, non mancando mai del necessario, possiamo abbondare in opere buone, in Cristo Gesù, nostro Signore. Re dei re, Signore dei signori, concedi ai nostri governanti cui hai affidato di reggere la terra, un governo pacifico, coraggioso e giusto; ispira nei loro cuori il bene per la tua santa Chiesa cattolica e apostolica e per tutto il popolo cristiano, affinché noi pure, in questa loro pace, trascorriamo piamente e degnamente una vita quieta e tranquilla. Dona riposo alle anime dei nostri padri e fratelli che si sono addormentati nella fede di Cristo, Signore Dio nostro, memore di coloro che ci hanno preceduto da secoli: progenitori, padri, patriarchi, profeti, apostoli, martiri, confessori, vescovi, santi giusti, e ogni anima giusta che ha perseverato sino alla fine.] In modo particolare ricordati, Signore, della tutta santa, purissima, più che benedetta, gloriosa Signora nostra e sempre vergine Maria.
T   Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, perché hai partorito il Salvatore delle anime nostre.
Mentre il diacono legge i dittici, il sacerdote continua:
S   [Sovrano Signore, Dio nostro, concedi riposo a tutti questi defunti nelle tende dei tuoi santi, nel tuo regno, e largisci loro i beni da te promessi, che occhio non ha mai visto, né orecchio mai sentito e in cuor d’uomo non sono mai entrati e che tu, o Dio, hai preparato per chi ama il tuo santo nome. Dona riposo alle loro anime, rendile degne del regno dei cieli, concedi a noi una morte cristiana benaccetta, senza peccato, e una parte di eredità assieme a tutti i tuoi santi. Accetta, o Dio, sul tuo santo altare, sovraceleste e spirituale, nell’alto dei cieli, per la mano del tuo santo arcangelo, le azioni di grazie, le offerte e i sacrifici di chi ti offre molto o poco, di nascosto o in pubblico, ma anche di chi vorrebbe, ma non possiede, e di chi oggi ha portato la sua offerta, come hai accettato i doni di Abele il giusto, il sacrificio di Abramo nostro padre, l’incenso di Zaccaria, l’elemosina di Cornelio e le due monetine della vedova. Accetta ciò che ti offrono in azione di grazie: essi ti offrono beni terreni: da’ loro beni celesti; essi ti offrono cose che si consumano: da’ loro beni eterni. Conserva il nostro santo vescovo N. che hai destinato a reggere la tua santa Chiesa cattolica e apostolica: conservalo in pace per molti anni perché possa esercitare il santo sacerdozio che gli hai affidato secondo la tua santa e beata volontà, dispensando con ortodossia la tua parola di verità. Ricordati di tutti gli ortodossi vescovi, sacerdoti, diaconi, ipodiaconi, lettori, cantori, monaci, monache, vedove e laici. Ricordati dalla pace e della sicurezza di Gerusalemme, la santa città di Gesù Cristo nostro Dio, della capitale, di questa città, di ogni città e  paese, e di chi vi abita con ortodossa fede cristiana. Ricordati, Signore, di ogni anima afflitta e tribolata che invoca l’aiuto e la misericordia divina, e riporta sulla retta via gli erranti. Ricordati, Signore, dei nostri fratelli in prigionia e concedi loro di aver la compassione di chi li tiene in prigione. Ricordati, Signore, nella tua misericordia e compassione, di noi tutti, peccatori e indegni tuoi servi e cancella i nostri peccati, o Dio buono e amico degli uomini. Ricordati anche di me, misero peccatore e indegno tuo servo e cancella i miei peccati, o Dio buono e amico degli uomini e sii presente in mezzo a noi che in questa liturgia celebriamo il tuo santo nome, e benedici le nostre assemblee. Estirpa dal mondo le radici dell’idolatria; poni sotto i nostri piedi Satana con le sue azioni e malvagità, umilia ancor oggi, Signore, come hai fatto un tempo, i nemici della tua Chiesa, rivela la loro superbia e fa’ loro presto capire la loro debolezza: rendi inutili le insidie, gli artifizi e le astuzie con le quali ci tentano. Svegliati, Signore: siano sconfitti e fuggano i tuoi nemici che odiano il tuo santo nome; invece al tuo popolo fedele che compie la tua volontà, da’ mille migliaia e diecimila migliaia di benedizioni. Libera i carcerati, da’ sollievo agli oppressi, sazia gli affamati, consola gli scoraggiati, riconduci gli erranti, illumina chi giace nelle tenebre, rialza i caduti, sostieni i vacillanti, sana i malati, o Buono, e dirigi tutti sulla strada della salvezza, radunali nel tuo santo ovile e liberaci dalla nostra sregolatezza, tu che sei nostro protettore e difensore in tutto. Tu sei al di sopra di ogni autorità e potenza, di ogni principato e dominazione; al di sopra di ogni nome che possa esistere non solo in questo mondo ma anche in quello futuro. Innanzi a te stanno centinaia e centinaia e infinite migliaia di santi angeli e le schiere degli arcangeli; davanti a te stanno i due venerabili esseri viventi, i cherubini dai molti occhi e i serafini dalle sei ali: con due si coprono il volto, con due i piedi, con due volano; gridano l’un l’altro con voce incessante inni divini che non tacciono mai, e cantano, acclamano, glorificano e gridano il tre volte santo inno della vittoria alla tua magnifica gloria.] Tutti proclamano la tua santità: ricevi anche la nostra santificazione, che uniti a loro cantiamo e diciamo:
T   Santo, santo, santo, il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della sua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.





sabato 28 ottobre 2017

La guarigione dell'emorroissa nella meditazione del nostro padre tra i Santi Pier Crisologo,vescovo di Ravenna



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"La lettura evangelica di oggi compendia tutto ciò che concerne la speranza ed esclude ogni motivo di disperazione  ......In mezzo alla folla la donna si avvicinò senza essere notata, pensando dipoter strappare la guarigione soltanto con la fede, senza manifestare lo stato del proprio corpo. Si accostò alle spalle di Gesù, perché si giudicava indegna di essere vista. E in un istante la fede le donò quella guarigione che in dodici anni di sforzi tutta la scienza umana non era stata in grado di procurarle.  La donna toccò il mantello di Gesù e fu guarita, fu liberata dal suo male. Noi invece tocchiamo e riceviamo ogni giorno il corpo del Signore, ma le nostre ferite non guariscono. Se siamo deboli, non dobbiamo attribuirlo al Cristo, ma alla nostra mancanza di fede. Se infatti un giorno, passando per la strada, egli restituì la salute a una donna che si nascondeva, è evidente che oggi, dimorando in noi, egli può guarire le nostre ferite" S.Pietro Crisologo,Sermone 3)