venerdì 24 febbraio 2017

Quarta preghiera "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La prima preghiera "bizantina" della dedicazione-La prima preghiera "bizantina" della dedicazione

 Carino, Persone, Testo, Sfondo, Base

 

Quarta preghiera "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La prima preghiera "bizantina" della dedicazione

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https://www.academia.edu/16414192
Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina - pagina 224

  1. Ὁ Θεὸς ὁ ἄναρχος καὶ ἀΐδιος,
  2. ὁ ἐκ μὴ ὄντων εἰς τὸ εἶναι τὰ πάντα παραγαγών·
  3. ὁ φῶς οἰκῶν ἀπρόσιτον,
  4. καὶ θρόνον ἔχων τὸν οὐρανὸν, τὴν δὲ γῆν ὑποπόδιον·
  5. ὁ τῷ Μωυϋσῇ πρόσταγμα δοὺς καὶ ὑπογραμμὸν, τῷ δὲ Βεσελεὴλ πνεῦμα σοφίας ἐνθεὶς, καὶ ἱκανώ- σας αὐτοὺς πρὸς ἀπαρτισμὸν τῆς τοῦ μαρτυρίου Σκηνῆς, ἐν ᾗ λα- τρείας δικαιώματα ἦν, τῆς ἀληθεί- ας εἰκόνες καὶ προχαράγματα·
  6. ὁ τῷ Σολομῶντι πλάτος καὶ χῦμα καρδίας δωρησάμενος, καὶ δἰ αὐτοῦ τὸν πάλαι Ναὸν ἀναςήσας,
  7. τοῖς ἁγίοις δὲ καὶ πανευφήμοις Ἀποστόλοις τὴν ἐν Πνεύματι λα- τρείαν, καὶ τῆς Σκηνῆς τῆς ἀληθι- νῆς ἐγκαίνισας τὴν χάριν,
  8. καὶ δἰ αὐτῶν τὰς ἁγίας σου Ἐκκλη- σίας, καὶ τὰ θυσιαστήριά σου, Κύ- ριε, τῶν δυνάμενων, ἐν πάσῃ τῇ γῇ καταφυτούσας εἰς τὸ προσάγεσθαί σοι τὰς ἱερὰς καὶ ἀναιμάκτους θυ- σίας·
  9. ὁ καὶ τοῦτον τὸν Ναὸν νῦν εὐδοκή- σας ἐπ’ ὀνόματι οἰκοδομηθῆναι τοῦ Ἁγίου (τοῦ δεῖνος), 
     
    1. πρὸς δόξαν σὴν, καὶ τοῦ μονο- γενοῦς σου Υἱοῦ, καὶ τοῦ Ἁγίου Πνεύματος·
    2. αὐτὸς, ἀθάνατε, μεγαλόδωρε Βασι- λεῦ, μνήσθητι τῶν οἰκτιρμῶν σου, καὶ τὰ ἐλέη σου, ὅτι ἀπὸ τοῦ αἰῶ- νός εἰσι·
    3. καὶ μὴ βδελύξῃς ἡμᾶς πλήθει με- μολυσμένους ἁμαρτιῶν, καὶ μὴ βε- βηλώσῃς τὴν διαθήκην σου διὰ τὴν ἡμετέραν ἀκαθαρσίαν·
    4. ἀλλὰ πάριδε καὶ νῦν τὰ παραπτώ- ματα ἡμῶν,
    5. καὶ ἐνίσχυσον ἡμᾶς, καὶ ἱκάνωσον, τῇ χάριτι καὶ ἐπιφοιτήσει τοῦ ἁγί- ου σου καὶ ζωοποιοῦ Πνεύματος, ἐκτελέσαι ἀκατακρίτως τὸν Ἐγκαι- νισμὸν τοῦ Ναοῦ τούτου, καὶ τοῦ ἐν αὐτῷ Θυσιαστηρίου ποιήσασθαι τὴν καθιέρωσιν·
    6. ἵνα, καὶ ἐν τούτῳ εὐλογοῦντες σε ψαλμοῖς καὶ ὕμνοις καὶ μυστικαῖς λειτουργίαις, τὴν σὴν εὐσπλαγηνί- αν διαπαντὸς μεγαλύνωμεν.
    7. Ναὶ, Δέσποτα Κύριε, ὁ Θεὸς ὁ Σο- τὴρ ἡμῶν, ἡ ἐλπὶς πάντων τῶν πε- ράτων τῆς γῆς,
    8. ἐπάκουσον ἡμῶν τῶν ἁμαρτωλῶν δεομένων σου,
    9. καὶ κατάπεμψον τὸ πανάγιόν σου Πνεῦμα, τὸ προσκυνητὸν καὶ πα- ντοδύναμον,
    10. καὶ ἁγίασον τὸν Οἶκον τοῦτον·
    11. πλήρωσον αὐτὸν φωτὸς αϊδίου·
    12. αἱρέτισον αὐτὸν εἰς κατοικίαν σήν·
    13. ποίσον αὐτὸν σκήνωμα δόξης σου·
    14. κατακόσμησον αὐτὸν τοῖς θείοις σου καὶ ὑπερκοσμίοις χαρίσμασι·
    15. κατάστησον αὐτὸν λιμένα χειμαζο- μένων, ἰατρεῖον παθῶν, καταφυγὴν ἀσθενῶν, δαιμόνων φυγαδευτή- ριον, 
       
      1. ἐν τῷ εἶναι τοὺς ὀφθαλμούς σου ἀνεωγμένους ἐπ’ αὐτὸν ἡμέρας, καὶ νυκτὸς, καὶ τὰ ὦτα σου προσέχοντα εἰς τὴν δέησιν τῶν ἐν φόβῳ σου καὶ εὐλαβείᾳ ἐν αὐτῷ εἰσιοντων, καὶ ἐπικαλουμένων τὸ πάντιμον καὶ προσκυνητὸν ὄνομα σου·
      2. ὅσα ἂν αἰτήσωνταί σε, καὶ σὺ ἀκούσεις ἐν τῷ οὐρανῷ ἄνω,
      3. καὶ ποιήσεις ἔλεος,
      4. καὶ ἵλεως ἔσῃ αὐτοῖς.
      5. Φύλαξον αὐτὸν ἕως τῆς συντελείας τοῦ αἰῶνος ἀσάλευτον,
      6. καὶ τὸ ἐν αὐτῷ Θυσιαστήριον, Ἅγι- ον Ἁγίων ἀνάδειξον, τῇ δυνάμει καὶ ἐνεργείᾳ τοῦ Ἁγίου σου Πνεύ- ματος·
      7. δόξασον αὐτὸν ὑπὲρ τὸ κατὰ νόμον ἰλαστήριον, ὥςε, τὰς ἐν αὐτῷ τε- λουμένας ἱερουργίας, εἰς τὸ ἁγιον καὶ ὑπερουράνιον καὶ νοερόν σου Θυσιαστήριον καταντᾷν, καὶ τὴν χάριν ἡμῖν κομίζειν τῆς σῆς ἀχρά- ντου ἐπισκιάσεως·
      8. θαῤῥοῦμεν γὰρ, οὐκ εἰς τὴν τῶν ἡμετέρων ἀναξίων χειρῶν ὑπουρ- γίαν, ἀλλ’ εἰς τὴν σὴν ἄφατον ἀγα- θότητα. 

         
        1. Dio eterno e senza principio,
        2. tu dal nulla hai condotto ogni realtà ad esistere,
        3. abiti una luce inaccessibile,
        4. hai il cielo come trono e la terra a sgabello dei piedi!
        5. Tu hai dato aMosè istruzioni e progetto e hai riempito Bezaleel di spirito sapiente, mettendoli così in grado di portare a compimento la tenda della Testimonianza, dove vigevano norme per il culto, imma- gini ed abbozzo della verità.
        6. Tu hai donato a Salomone lar- ghezza e profondità di cuore e per mezzo suo hai innalzato l’antico tempio,
        7. ma nei tuoi santi e gloriosi apostoli hai rinnovato l’adorazione in spiri- to e la grazia della vera tenda,
        8. e per mezzo loro hai come piantato in tutta la terra le tue sante chiese e i tuoi altari, Signore degli eserci- ti, affinché si rechino a te sacrifici spirituali ed incruenti

        9. ed ora ti compiaci di questo tempio costruito, nel nome di san (nome),
        a gloria tua, del tuo Figlio unigeni- to e del tuo Spirito Santo.
        Tu stesso, re immortale e munifico, ricordati della tua bontà e miseri- cordia che sono da sempre:
        non respingerci, macchiati come siamo da così tanti peccati, e non violare la tua alleanza a motivo del- la nostra impurità
        ma ignora, anche ora, le nostre col- pe,
        donaci forza e rendici idonei, con la grazia e la venuta del tuo Spiri- to Santo e vivificante, di celebrare, senza subire condanna, la dedica- zione di questo tempio e di com- pierne la consacrazione dell’altare,
        per benedirti con salmi, cantici e liturgie sacramentali e celebrare sempre la grandezza della tua mi- sericordia.
        Si, Sovrano Signore, Dio, nostro salvatore, speranza dei confini del- la terra,
        ascolta noi peccatori che ti invo- chiamo,
        e manda il tuo Spirito santissimo, potentissimo e adorabile,
        e santifica questa casa:
        riempila di luce perenne,
        eleggila a tua dimora,
        fanne tenda della tua gloria,
        ornala con i tuoi doni divini e cele- sti;
        rendila porto per naufraghi, rime- dio nelle sofferenze, rifugio dei malati, in grado di mettere in fuga i demoni. 
        25. Qui i tuoi occhi siano aperti notte e giorno, e i tuoi orecchi siano at- tenti alla preghiera di chi vi entra con timore e devozione ed invoca il tuo Nome degno di onore e di ado- razione:
        26. ascolta dall’alto del cielo quanto ti chiederanno,
        27. sii misericordioso
        28. e concedilo loro.
        29. Conserva incrollabile (questo luo- go) fino alla fine dei tempi,
        30. e con la potenza e la forza del tuo Spirito santissimo, fanne dell’altare il Santo dei Santi:
        31. rendilo più glorioso di propiziatorio della Legge, in modo che le cele- brazioni che vi si svolgono giunga- no sul tuo altare celeste e spirituale, e ci accompagni la grazia della tua immacolata protezione,
        32. noi infatti non contiamo nell’opera delle nostre indegne mani, ma nella tua indicibile bontà.
         

mercoledì 22 febbraio 2017

Terza preghiera "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La preghiera di benedizione dell'acqua Tradizione Latina




Carino, Persone, Testo, Sfondo, Base

 Terza preghiera  "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La preghiera di benedizione dell'acqua  Tradizione Latina

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https://www.academia.edu/16414192
Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina - pagina 217 
 
 
  1. Deus, per quem omnis creatura ad vitæ prodit lumen,
  2. tanta homines prosequeris dilectione ut eos non solum paterna alas cura,
  3. sed caritatis rore a peccatis clemen- ter emundes et ad Christum Caput constanter reducas:
  4. misericordi enim consilio statuisti ut qui in sacram descendissent un- dam peccatores, Christo commortui, insontes resurgerent eiusque membra erent atque æterni præmii coheredes.
  5. Hanc ergo creaturam aquæ tua be- nedictione sancti ca,
  6. ut, in nos et huius ecclesiæ parietes aspersa, signum existat illius salutaris lavacri, quo, in Christo abluti, templum Spiritus tui sumus effecti,
  7. nos autem cum omnibus fratribus, qui in hac ecclesi divina celebra- bunt mysteria, ad cælestem Ierusalem pervenire concedas.
  8. Per Christum Dominum nostrum. 

     
    1. Dio, per cui tutto il creato raggiunge la luce della vita,
    2. che circondi gli uomini coll’amore così immenso che non solo li sostieni con la tua cura paterna,
    3. ma li purifichi amorevolmente dai peccati e li conduci sempre a Cristo, colui che è il loro capo:
    4. nella tua misericordia hai voluto, che i peccatori, immersi nelle sa- cre acque [del Battesimo], muoiano con Cristo e risorgano innocente alla vita nuova, fatti membri del suo corpo ed eredi del premio eterno.
    5. Santifica quest’acqua con la tua benedizione,
    6. perché, aspersa su di noi e sulle pareti di questa chiesa, sia segno del lavacro battesimale nel quale lavati in Cristo, siamo diventati tempio del tuo Spirito.
    7. Concedi che noi con tutti fratelli, che in questa chiesa celebreranno i misteri divini, giungiamo nella Gerusalemme celeste.
    8. Per Cristo nostro Signore.




 


martedì 21 febbraio 2017

Seconda preghiera "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La preghiera di Inizio della dedicazione


Carino, Persone, Testo, Sfondo, Base

Seconda  preghiera  "Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina"- Le preghiere-La preghiera di Inizio della dedicazione

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Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina - pagina 216


  1. Ὁ Θεὸς καὶ Πατὴρ τοῦ Κυρίου ἡμῶν Ιησοῦ Χριστοῦ, ὁ ὢν εὐλογη- τὸς εἰς τοὺς αἰῶνας·
  2. ὁ διὰ τοῦ καταπετάσματος τῆς σαρ- κὸς αὑτοῦ ἐγκαὶνίσας ἡμῖν τῆς τῶν προπατόρων Ἐκκλησίας, τῶν ἐν οὐρανοῖς ἀπογεγραμμένων,  
3. τὴν εἴσοδον, ἔνθα ἦχος ἑορταζόντων, καὶ φωνὴ ἀγαλλιάσεως·  
4. αὐτὸς φιλάνθρωπε Δέσποτα,
5. ἐπίβλεψον ἐφ’ ἡμᾶς τοὺς ἁμαρτωλοὺς καὶ ἀναξίους δούλους σου,
6. τοὺς τὸν Ἐγκαὶνισμὸν ἐπιτελοῦντας τοῦ σεβασμίου Ναοῦ (τοῦ δεῖ- νος),
7. εἰς σύμβολον τῆς ἁγιωτάτης σουἘκκλησίας,
  1. τουτέστιν, αὐτοῦ τοῦ σκήνους ἡμῶν, ὅπερ καὶ Ναόν σου, καὶ μέλη Χριστοῦ σου, διὰ τοῦ πανευφήμον Ἀποστόλου Παύλου, ὀνομάσαι κα- τηξίωσας·
  2. καὶ τοῦτον στερέωσον μέχρι τῆς συντελείας τοῦ αἰῶνος ἀσάλευτον, καὶ δεδοξασμένον ἐν σοί·
  3. καὶ ἀξίωσον ἡμᾶς ἐν αὐτῷ αἰνέσεις καὶ δοξολογίας ἀκαταγνώστους προσάγειν τῇ δόξῃ σου,
  4. καὶ τῷ μονογενεῖ σου Υἱῷ τῷ Κυ- ριῷ ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστῷ, καὶ τῷ Ἁγίῳ σου Πνεύματι, ἐν ἐπιγνώσει, καὶ πάσῃ αἰσθηήει·
  5. καὶ προσκυνοῦντας σε ἐν φόβῳ σου, τῶν θείων δειχῆναι ἀξίους οἰ- κτιρμῶν,  
    13.εὐπροσδέκτους τε τῇ σῇ ἀγαθότη- τι γενέσθαι τὰς δεήσεις ταύτας, ἃς ὑπὲρ ἡμῶν, καὶ παντὸς τοῦ λαοῦ σου, τῇ ἀφάτῳ σου εὐσπλαγχνίᾳ προσάγομεν· 
     
    1. πρεσβείας τῆς ἀχράντου Δεσποίνης ἡμῶν Θεοτόκου, καὶ ἀειπαρθένου Μαρίας.
    2. Ὅτι Ἅγιος εἶ, ὁ Θεὸς ἡμῶν ἐν Ἁγί- οις ἐπαναπαύῃ, καὶ σοὶ τὴν δὸξαν ἀναπέμπομεν, τῷ Πατρὶ, καὶ τῷ Υἱῷ, καὶ τῷ Ἁγίῳ Πνεύματι.

 

1. Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che sei benedetto nei secoli,
2. che per il velo del suo corpo, hai inaugurato per noi l’entrata alla Chiesa dei primogeniti iscritti nei cieli, 
3. lì dove risuonano i canti festivi e le voci di gioia; 
4. tu stesso, Signore che ami gli uomini, 
5. abbassa il tuo sguardo su di noi peccatori, tuoi servi indegni,
6. che stanno per celebrare la dedicazione di questo venerabile tempio (il nome),
7 come simbolo della tua Santissima Chiesa
8. ossia dei nostri corpi, che, per la bocca del glorioso apostolo Paolo, hai reso degni di chiamare tuoi templi le membra del tuo Cristo.
9. Rafforzala fino alla fine del mondo, incrollabile e glorificato in te;
10. rendici degni di offrirla a te, in buona coscienza ed intelligenza, con impeccabili lodi e dossologie,
11. come pure al tuo unigenito Figlio nostro Signore Gesù Cristo e al tuo Spirito Santo;
12. che, penetrati dal tuo timore ci prostreremo davanti a te, siamo giudicati degni del tuo amore divino;
13. e che siano gradite alla tua bontà queste preghiere che noi inviamo alla tua ineffabile misericordia, per noi stessi e per tutto il tuo popolo;
14. per l’intercessione di nostra Signora immacolata, la Madre di Dio e sempre vergine Maria.
15. Poiché tu sei santo, nostro Dio, e riposi tra i santi, e noi ti diamo glo- ria, al Padre e al Figlio e al Santo Spirito...

 

 

lunedì 20 febbraio 2017

Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina- Le preghiere-preghiere per la benedizione del campo edile ,area della fondazione della nuova chiesa


Carino, Persone, Testo, Sfondo, Base

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Consacrare un luogo a Dio. Il rito della dedicazione di una chiesa secondo la tradizione bizantina e latina - pagina 202

Nella tradizione del testo eucologico "bizantino"

Κύριε ὁ Θεὸς ἡμῶν, ὁ ἐρασθεὶς καἐπὶ ταύτῃ πέτρᾳ οἰκοδομηθῆναί σοι  Eκκλησίν·αὐτὸς, Δέσποτα, τοὺς τὰ σὰ ἐκ τῶν σῶν   σοὶ προσκομίζοντας ἔπιδεκαὶ τοῦ πρὸς τὴν σὴν δοξολογίαν  ἀνοικοδομουμένου (ἣ κτιζομένου) Οἴκου, ἐν πλήθει τῶν σῶν ἐπουρανί   ων   ἀγαθῶν      ἀντάμειψαι,
 καὶ τοὺς ὑπουργοῦντας ἐνίσχυσον,ἀβλαβεῖς   διαφυλάττων
Τὰ θεμέλια αὐτοῦ ἀῤῥαγῆ καὶ ἀσάλευτα        διατήρησον
 καὶ τέλειον   ἀνάδειξον      Οἶκόν σουὅπως ἂν καὶ ἐν αὐτῷ πανευφήμοις ᾠδαῖς καὶ δοξολογίαις ἀνυμνοῦμεν σὲ τὸν ἀληθιὸν  Θεὸν  ἡμῶν·
Ὅτι πρέπει σοι πᾶσα δόξα, τιμὴ καὶ  προσκύνησις, τῷ Πατρὶ, καὶ τῷ Υἱῷ,καὶ τῷ Ἁγίῳ Πνεύματι


 Signore nostro Dio, che hai voluto  
che su questa pietra sia costruita la 
tua chiesa, tu stesso, Sovrano, su coloro che ti offrono 
quello che è tuo e a te  appartiene volgi lo sguardo,
 e su questa casa edificata per la celebrazione della tua gloria  
ricompensa la moltitudine dei tuoi beni celesti,e rafforza gli operai che lavoreranno qua   conservandoli   dagli incidenti    Preserva le fondamenta salde e immobili
 e fai vedere il completamento della tua casa  affinché, per i canti e le sante dossologie, siamo in grado di magnificarti come  nostro  vero Dio
 Poiché ogni gloria, onore e adorazione si addice a Te Padre Figlio e Spirito Santo


Nella tradizione del testo eucologico "latino "
Deus qui tua sancitate ita universum mundum perfundis
ut nomen tuum ubique clarificetur,benedic hos filios tuos  qui hanc aream 
vel donatione facta  vel praestito labore  ecclesiae tibi aedificandae paraverunt:
et fac ut qua cordium unitate animorumque laetitia  haec hodie  incepta frequentant,divina 
aliquando in templo suo mysteris celebrent teque in caelis  sine fine collaudent
Per Christum Dominum nostrum.


O Dio, che effondi la tua santità sul mondo intero  . perché in ogni luogo sia glorificato il tuo nome,benedici i tuoi figli, che ti offrono quest’area frutto della generosità e dell’impegno comune per edificarvi una chiesa in tuo onore:
 concedi a quanti oggi con gioia unanime partecipano a questo rito  di celebrare i divini misteri nel tuo tempio e di lodarti senza fine nella dimora eterna del cielo
 Per Cristo nostro Signore.


 

   

giovedì 16 febbraio 2017

Dalle Rogationes del Benedizionale Romano che la Santa Nostra Tradizione assegna al nostro padre tra i Santi Gregorio il Dialogo Papa di Roma Antica il Magno



Benedizione al Mare
   
Noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie,  Dio di provvidenza infinita,  per i grandi segni del tuo amore  profusi nel corso dei secoli  sulle generazioni umane  che hanno solcato le vie del mare.  Per tua grazia, Signore,
i nostri padri  che ci trasmisero i segreti del navigare,  ci hanno insegnato a vedere nell'immensità delle acque  le orme della tua presenza;  e con gli strumenti di questa difficile arte  ci hanno consegnato  la bussola della fede e il timone della speranza. Nei giorni di bonaccia e di tempesta  tu hai confortato la solitudine degli uomini del mare,  hai sostenuto il loro sforzo laborioso e tenace  e li hai guidati ad un approdo sicuro. Noi ti preghiamo, Dio onnipotente ed eterno:  infondi in tutte le coscienze il tuo santo timore,  perché sia preservato da ogni inquinamento  questo scenario di bellezza  e questa sorgente di energia e di vita. Sii tu, o Padre, la guida sicura
che traccia la nostra rotta 
+ in mezzo ai flutti dell'esistenza terrena.  Veglia sulle famiglie dei marinai e dei portuali; copri con la tua protezione + gli scafi che galleggiano sulle acque e le dimore della terraferma.  Ogni imbarcazione
che attraversa i fiumi, i mari e gli oceani,  porti al mondo un messaggio di civiltà e di fratellanza per un avvenire di giustizia e di pace. Intercedano per noi
la Vergine Maria, stella del mare, san Nicola di Myra e il nostro patrono
N. e tutti i testimoni del Vangelo  i cui nomi sono nel libro della vita. Risplenda il tuo volto, o Padre,  su coloro che sono morti in mare;  la tua benedizione + ci accompagni tutti  nell'itinerario del tempo verso il porto dell'eterna quiete. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.


"su traduzione del cristiano ortodosso  Marco Giorgi "




venerdì 3 febbraio 2017

4 febbraio e Abbà Isidoro di Pelusio diceva ...



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/13/Isidore_of_Pelusium.jpg





Abba Isidoro di Pelusio era solito dire che una vita senza parola può giovare di più che tante parole senza la vita: c’è chi tacendo edifica, c’è chi gridando disturba; ma se parola e vita convergono insieme, formano l’intera filosofia.

Abba Isidoro di Pelusio era solito dire: “Stima le virtù e non cercare i successi, poiché quelle costituiscono un possesso immortale, questi invece si spengono subito”.

Abba Isidoro di Pelusio era solito ripetere: “Poiché grande è l’altezza dell’umiltà e l’abisso dell’orgoglio, vi consiglio di abbracciare l’una e di non cadere nell’altro”.

 Da una lettera di Santo Isidoro di Pelusio, monaco del deserto di Lychnos (sec. V), al Vescovo di Theon.

Siamo ugualmente colpevoli, tanto nel voler vendicare le offese fatte a noi, quanto nel non sentirci attinti da quelle fatte a Dio. Se si tratta di noi, molto bene: usiamo la mansuetudine e l’indulgenza quando ci offendono; ma quando è Dio l’oltraggiato, non conviene assolutamente tollerarlo. Bisogna manifestare la nostra indignazione per quel fatto.

Vedete, tuttavia, quale è la nostra debolezza! Siamo sensibili tanto da non volere perdonare i nostri nemici, eppure non abbiamo che affabilità verso coloro che insorgono contro Dio. Mosè non agiva così, benché fosse il più affabile degli uomini. Egli non rinunciò ad incollerirsi contro gli israeliti quando questi fecero il vitello d’oro, e la sua collera, in quell’occasione, fu molto più santa di tutta la mansuetudine che egli avesse potuto manifestare.



ed ancora....

Elia si ribellò contro gli idolatri, Giovanni Battista contro Erode, San Paolo contro Elima. Questo non fu altro che per vendicare gli oltraggi fatti a Dio; per quanto riguardava loro stessi, dimenticavano facilmente quelli diretti a loro.

È ben vero che Dio è assai potente da farSi giustizia; ma Egli vuole che gli operatori di bene detestino il peccato e lo facciano detestare ed è in questa condotta zelante che i santi facevano consistere la virtù e la vera filosofia.

(“Esprit de Saints illustres” – Abbé L. Grimes – Sagnier et Bray, Librairies-Èditeurs, Paris, 1853 – vol. I, pp.149-150)



«A mio avviso, le eresie sono frutto o dell'amore del potere o della presunzione, due mali difficili da combattere. Gli uni perché si rifiutavano di sottomettersi, gli altri perché, a causa di una presunzione, non accettavano che si insegnasse loro, hanno gettato i germi di una nuova dottrina, rifiutando di attenersi a ciò che era stabilito» (Lettere 1533)



mercoledì 1 febbraio 2017

1 Efrem il Siro Inno : "Ho guardato stupito Maria che allatta colui che nutre tutti i popoli, ma s ’ è fatto bimbo. Dimorò nel seno d ’ una fanciulla, colui che di sé riempie il mondo."

Risultati immagini per icona della Madre di Dio che allatta

Ho guardato stupito Maria che allatta colui che nutre tutti i popoli, ma s’è fatto bimbo. 
Dimorò nel seno d’una fanciulla, colui che di sé riempie il mondo. 
Una figlia di poveri è diventata madre del Ricchissimo, che si fece portare dall’amore. 
C’è un fuoco nel seno della vergine, ma la vergine non vien bruciata da quella fiamma. 
Un carbone acceso ha abbracciato Maria; essa lo porta in braccio e non ne è lesa. 
La fiamma riveste il corpo ed è portata sulle mani da Maria. 
Un gran sole si è raccolto e nascosto in una nube splendida. 
Una fanciulla è diventata madre di colui che ha creato l’uomo e il mondo. 
Essa portava un bambino, lo carezzava, lo abbracciava, lo vezzeggiava con le più belle parole e lo adorava dicendogli: «Dimmi, maestro mio, di abbracciarti». 
Poiché sei mio figlio, ti cullerò con le mie cantilene; sono tua madre, ma ti onorerò. Figlio mio, ti ho generato, ma sei più antico di me; mio Signore, ti ho portato in seno, ma tu mi reggi in piedi. La mia mente è sconvolta da timore, dammi la forza di lodarti. 
Non so dire come tu stia zitto, quando so che in te rintronano i tuoni. 
Sei nato da me come un bimbo, ma sei forte come un gigante; sei l’Ammirabile come ti chiamò Isaia, quando profetizzò di te. 
Ecco sei tutto con me, eppure stai tutto nascosto nel Padre tuo. 
Tutte le altezze del cielo son piene della tua maestà, eppure il mio seno non è stato troppo piccolo per te. 
La tua casa è in me e nei cieli. Ti loderò coi cieli. I celesti mi guardano con ammirazione e mi chiamano benedetta. Mi sostenga il cielo col suo abbraccio, perché più di esso io sono stata onorata. 

Il cielo, infatti, non ti è stato madre; ma tu lo facesti tuo trono. La madre del re quant’è più venerabile del suo trono! Ti benedirò, Signore, perché hai voluto che fossi tua madre, ti celebrerò con belle cantilene. 
O gigante che sorreggi la terra e volesti ch’essa ti sorreggesse, sii benedetto. Gloria a te, o ricco, che ti sei fatto figlio d’una poverella. Il mio magnificat per te, che sei più antico di tutti, eppure, fatto bambino, scendesti in me. 

Siedi sulle mie ginocchia; eppure su di te sta sospeso il mondo, le più alte vette e gli abissi più profondi. Stringi il mio seno e sorreggi la terra, i mari e tutto ciò ch’è in essi. Ecco il tuo cocchio è nei cieli, ed io ti porto sulle mie braccia. Tu stai con me, e tutti i cori degli angeli ti adorano. Mentre te ne stai stretto tra le mie braccia, sei portato dai Cherubini.
 I cieli son pieni della tua gloria, eppure il seno d’una figlia della terra ti tiene tutto. Tra i celesti abiti nel fuoco, e non bruci i terrestri. I Serafini ti proclamano tre volte santo: cosa potrei, Signore, dirti di più? I Cherubini ti benedicono tremando e puoi essere onorato dai miei canti? 

Mi senta adesso e venga da me l’antica Eva, l’antica nostra madre; si sollevi il suo capo, il capo che fu abbassato sotto la vergogna dell’orto. Scopra il suo viso e si rallegri con te, perché hai portato via la sua vergogna; senta la parola di pace piena, perché una sua figlia ha pagato il suo debito. 
Il serpente, che la sedusse, è stato stritolato da te, germoglio che sei nato dal mio seno. 
Il Cherubino e la sua spada per te sono stati rimossi, perché Adamo possa tornare nel paradiso, dal quale era stato espulso. 
Eva e Adamo ricorrano a te e prendano da me il frutto della vita; per te si farà dolce quella loro bocca, che il frutto vietato aveva fatto amara. 
I servi espulsi tornino per te, perché possano ottenere quei beni dei quali erano stati spogliati. 
Sarai tu per loro una veste di gloria, per ricoprire la loro nudità». 

Da Hymn. 18, 1-23

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