lunedì 22 dicembre 2014

La Nascita in carne nella meditazione dei Santi Padri..elogio iconografico


La Nascita in carne nella meditazione dei Santi Padri..elogio iconografico


 Deponiamo dunque «l'uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4, 22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (Disc. 1 per il Natale, 1-3; PL 54, 190-193)


Deponiamo dunque «l'uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4, 22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo. Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (Disc. 1 per il Natale, 1-3; PL 54, 190-193)


Nato dal Padre al di fuori di ogni tempo, nato dalla madre in questo giorno. Ha scelto di nascere in questo giorno che lui stesso ha creato, come è nato da una madre che lui stesso ha fatto nascere. Infatti questo giorno, a cominciare dal quale la luce del giorno aumenta sempre più, è figura pure dell'opera di Cristo, dal quale il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Cor 4, 16). E giustamente l'eterno Creatore, nato nel tempo, non poteva non scegliere come suo giorno natalizio quello che veniva riferito al sole, creatura non eterna

Agostino, Discorsi, 186 (PL 38, 999-1000)

NATALE DEL SIGNORE

Nato dal Padre al di fuori di ogni tempo, nato dalla madre in questo giorno. Ha scelto di nascere in questo giorno che lui stesso ha creato, come è nato da una madre che lui stesso ha fatto nascere. Infatti questo giorno, a cominciare dal quale la luce del giorno aumenta sempre più, è figura pure dell'opera di Cristo, dal quale il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Cor 4, 16). E giustamente l'eterno Creatore, nato nel tempo, non poteva non scegliere come suo giorno natalizio quello che veniva riferito al sole, creatura non eterna Agostino, Discorsi, 186 (PL 38, 999-1000) NATALE DEL SIGNORE



Dobbiamo ringraziare, cari fratelli, Dio Padre attraverso il suo Figlio e nello Spirito Santo, perché per la grande misericordia con cui ci ha amato, ha avuto compassione di noi e da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo, per divenire poi in lui una nuova creatura, da lui riplasmata. Spogliamoci dunque dell'uomo vecchio e delle sue azioni, e poiché siamo stati ammessi a partecipare alla nascita di Cristo, rinunciamo alle opere della carne.

Dai Discorsi di san Leone Magno

Homilia XXI, 1-3, in SC 22,66-74.

Dobbiamo ringraziare, cari fratelli, Dio Padre attraverso il suo Figlio e nello Spirito Santo, perché per la grande misericordia con cui ci ha amato, ha avuto compassione di noi e da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo, per divenire poi in lui una nuova creatura, da lui riplasmata. Spogliamoci dunque dell'uomo vecchio e delle sue azioni, e poiché siamo stati ammessi a partecipare alla nascita di Cristo, rinunciamo alle opere della carne. Dai Discorsi di san Leone Magno Homilia XXI, 1-3, in SC 22,66-74.



il Figlio di Dio - il suo vero Figlio - ha accettato di essere chiamato figlio di Davide, lui che è senza principio, per fare di te un figlio di Dio.

Dalle omelie di san Giovanni Crisostomo sul vangelo di Matteo

In Mt. hom. II, 2, in PG 57, 25-26il Figlio di Dio - il suo vero Figlio - ha accettato di essere chiamato figlio di Davide, lui che è senza principio, per fare di te un figlio di Dio. Dalle omelie di san Giovanni Crisostomo sul vangelo di Matteo In Mt. hom. II, 2, in PG 57, 25-26



Affrettiamoci anche noi, fratelli miei, non coi passi dei piedi ma con l'avanzare nel bene; contempleremo la sua umanità glorificata insieme con i suoi ministri ricompensati con giusta mercede del loro servizio. Affrettiamoci a vedere il Signore, che risplende nella divina maestà, sua e del Padre.

Affrettiamoci, dico: non dobbiamo cercare tanta beatitudine nella pigrizia e nel torpore, ma dobbiamo seguire le orme di Cristo con alacrità.

 

Dalle Omelie di Beda il Venerabile

Homilia VI, In aurora Nativitatis Domini, in PL 94,35-36.


Affrettiamoci anche noi, fratelli miei, non coi passi dei piedi ma con l'avanzare nel bene; contempleremo la sua umanità glorificata insieme con i suoi ministri ricompensati con giusta mercede del loro servizio. Affrettiamoci a vedere il Signore, che risplende nella divina maestà, sua e del Padre. Affrettiamoci, dico: non dobbiamo cercare tanta beatitudine nella pigrizia e nel torpore, ma dobbiamo seguire le orme di Cristo con alacrità. Dalle Omelie di Beda il Venerabile Homilia VI, In aurora Nativitatis Domini, in PL 94,35-36.



Come il Padre si rende visibile nel Figlio, così il Figlio si rende presente nello Spirito. Perciò l'adorazione nello Spirito indica un'attività del nostro animo, svolta in piena luce. Lo si apprende dalle parole dette alla Samaritana. Essa infatti, secondo la concezione errata del suo popolo, pensava che si dovesse adorare in un luogo particolare, ma il Signore, facendole mutare idea, le disse: Bisogna adorare nello Spirito e nella Verità (cfr. Gv 4, 23), chiaramente definendo se stesso «la Verità».

Dal trattato «Sullo Spirito Santo» di san Basilio, vescovo

(Cap. 26, 61. 64; PG 32, 179-182. 186)

Come il Padre si rende visibile nel Figlio, così il Figlio si rende presente nello Spirito. Perciò l'adorazione nello Spirito indica un'attività del nostro animo, svolta in piena luce. Lo si apprende dalle parole dette alla Samaritana. Essa infatti, secondo la concezione errata del suo popolo, pensava che si dovesse adorare in un luogo particolare, ma il Signore, facendole mutare idea, le disse: Bisogna adorare nello Spirito e nella Verità (cfr. Gv 4, 23), chiaramente definendo se stesso «la Verità». Dal trattato «Sullo Spirito Santo» di san Basilio, vescovo (Cap. 26, 61. 64; PG 32, 179-182. 186)



Perciò, pieno di Spirito Santo, Giovanni sapeva che il principio non rientra nel tempo, ma è al di sopra dei tempi: lasciò i secoli e salendo con lo spirito al di sopra di ogni principio, disse: In principio era il Verbo.

Dalle opere di S. Ambrogio, vescovo

De Incarnationis dominicae sacramento, III, 15-18Perciò, pieno di Spirito Santo, Giovanni sapeva che il principio non rientra nel tempo, ma è al di sopra dei tempi: lasciò i secoli e salendo con lo spirito al di sopra di ogni principio, disse: In principio era il Verbo. Dalle opere di S. Ambrogio, vescovo De Incarnationis dominicae sacramento, III, 15-18


Non vedete che colui che ci ha

liberato dalla maledizione della legge, facendosi per noi lui stesso

maledizione, e prendendo su di sè le nostre piaghe per sanarci,

costui nasce schiavo per spezzare le odiose catene che avvincono gli

uomini tributari della morte? Il Signore nasce in una grotta, perchè

essa è figura della nostra esistenza oscura e sotterranea, e lui

viene a illuminare quelli che sono immersi nelle tenebre e

nell'ombra di morte. Gesù è avvolto nelle fasce a simboleggiare che egli si è

rivestito dei legami dei nostri peccati.

 

Omelia di san Gregorio di Nissa.

Non vedete che colui che ci ha liberato dalla maledizione della legge, facendosi per noi lui stesso maledizione, e prendendo su di sè le nostre piaghe per sanarci, costui nasce schiavo per spezzare le odiose catene che avvincono gli uomini tributari della morte? Il Signore nasce in una grotta, perchè essa è figura della nostra esistenza oscura e sotterranea, e lui viene a illuminare quelli che sono immersi nelle tenebre e nell'ombra di morte. Gesù è avvolto nelle fasce a simboleggiare che egli si è rivestito dei legami dei nostri peccati. Omelia di san Gregorio di Nissa.



Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece Figlio dell'uomo, per abituare l'uomo a comprendere Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell'uomo secondo la volontà del Padre. Per questo Dio stesso ci ha dato come «segno» della nostra salvezza colui che, nato dalla Vergine, è l'Emmanuele: poiché lo stesso Signore era colui che salvava coloro che di per se stessi non avevano nessuna possibilità di salvezza.

al trattato Contro le eresie di santo Ireneo, vescovo

Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece Figlio dell'uomo, per abituare l'uomo a comprendere Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell'uomo secondo la volontà del Padre. Per questo Dio stesso ci ha dato come «segno» della nostra salvezza colui che, nato dalla Vergine, è l'Emmanuele: poiché lo stesso Signore era colui che salvava coloro che di per se stessi non avevano nessuna possibilità di salvezza. al trattato Contro le eresie di santo Ireneo, vescovo



Esultino gli uomini, esultino le donne: Cristo è nato uomo, è nato da una donna; ambedue i sessi sono stati da lui onorati. Si trasformi nel secondo uomo chi nel primo era stato precedentemente condannato (Cf. 1 Cor 15, 49). Una donna ci aveva indotti alla morte; una donna ci ha generato la vita. È nata una carne simile a quella del peccato (Cf. Rm 8, 3), perché per suo mezzo venisse mondata la carne del peccato

Agostino, Discorsi, 184 (PL 38, 995-997)


Esultino gli uomini, esultino le donne: Cristo è nato uomo, è nato da una donna; ambedue i sessi sono stati da lui onorati. Si trasformi nel secondo uomo chi nel primo era stato precedentemente condannato (Cf. 1 Cor 15, 49). Una donna ci aveva indotti alla morte; una donna ci ha generato la vita. È nata una carne simile a quella del peccato (Cf. Rm 8, 3), perché per suo mezzo venisse mondata la carne del peccato Agostino, Discorsi, 184 (PL 38, 995-997)

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