domenica 6 luglio 2014

San Silvano l’Athonita (+ 1937) Attorno a ll’amore


San Silvano l’Athonita (+ 1937) Attorno a ll’amore



Fintanto che non prega per i suoi nemici l’anima non avrà mai pace. L’anima alla quale la Grazia di Dio ha insegnato a pregare, ama con compassione ogni creatura e particolarmente gli uomini. Sulla Croce, il Signore ha sofferto per gli uomini e la sua anima ha conosciuto l’agonia per ciascuno di noi. Il Signore mi ha insegnato l’amore per i nemici. Senza la Grazia divina non riusciamo ad amare i nemici ma è lo Spirito Santo che c'insegna ad amarli. Da quel momento abbiamo compassione perfino per i demoni perché si sono distaccati dal bene perdendo l’umiltà e l’amore di Dio.



Ve ne supplico, fate una prova! Se qualcuno vi offende, o vi disprezza, o vi priva di quanto vi appartiene, o perseguita la Chiesa, pregate il Signore dicendo: "Signore, noi siamo tutte creature tue; abbi pietà dei tuoi servi e volgili al pentimento". Allora avvertirai percettibilmente la Grazia nella tua anima. All’inizio devi forzare il tuo cuore ad amare i nemici. Quando il Signore vede la tua buona intenzione, t’aiuterà a compierla e la tua stessa esperienza t’istruirà. Ma colui che pensa male dei suoi nemici non ha l’amore di Dio e non Lo ha conosciuto.

Quando pregherai per i tuoi nemici, la pace scenderà su di te e, facendo ciò, una grande Grazia divina vivrà in te. Non dico che sarà perfetta ma sarà sufficiente per salvarti. Tuttavia se lanci ingiurie contro i tuoi nemici è solo segno che vive in te uno spirito malvagio il quale ti introduce malvagi pensieri dal momento che, come dice il Signore, è dal cuore che provengono i pensieri buoni e quelli malvagi.

Un uomo buono pensa: "Qualque uomo che si allontana dalla verità si perde", ed è per questo che sente pietà per lui. Ma l’uomo che non è stato istruito dallo Spirito Santo ad amare non pregherà certamente per i suoi nemici. Colui che ha imparato dallo Spirito Santo ad amare, soffrirà per tutta la sua vita per coloro che non si vogliono salvare; verserà molte lacrime per gli uomini e la Grazia divina gli darà forza per amare i suoi nemici. Se tu ancora non li ami, almeno non li rimproverare aspramente e non maledirli e questo sarà già un progresso. Ma se qualcuno li maledice e li offende, è chiaro che in esso è presente uno spirito malvagio. Se non se ne pente quando morirà andrà dove dimorano tutti gli spiriti malvagi. Possa il Signore preservare ogni anima da una simile disgrazia!


Comprendete, è molto semplice! Sono da compiangere coloro che non conoscono Dio o che vi si oppongono; il mio cuore soffre per loro e dai miei occhi cadono lacrime. Attraverso lo Spirito Santo possiamo già da ora vedere chiaramente sia il Paradiso che i tormenti. Ecco perchè il Signore stesso ha detto: "Il Regno di Dio è dentro di voi" (Lc 7,21). Così è già da qui che inizia la vita eterna. Allo stesso modo anche i tormenti eterni iniziano già da ora.
L’orgoglio ci fa perdere la Grazia e, allo stesso tempo, l’amore per Dio e l’audacia nella preghiera; l’anima è allora tormentata da malvagi pensieri e non comprende che bisogna umiliarsi e amare i nemici per poter piacere a Dio.


Ti dici: "Il nemico perseguita la nostra Santa Chiesa. Come potremo amarlo?" A questo io ti rispondo "La tua povera anima non ha conosciuto Dio; essa non ha conosciuto come Egli ci ama e con qual desiderio attende che gli uomini si pentano per essere salvati. Il Signore è amore, ha donato sulla terra il Santo Spirito che insegna all’anima ad amare i nemici e a pregare per essi affiché siano pure loro salvati. È questo l’amore. Ma se vengono giudicati solo attraverso le loro azioni meriterebbero d’essere castigati.
Gloria al Signore perché ci ama così tanto che, attraverso lo Spirito Santo, ci perdona i peccati e ci rivela i suoi misteri.

Il Signore ci ha comandato: "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44). Ma com’è possibile amarli quando fanno del male? E come amare coloro che perseguitano la Santa Chiesa?
Quando il Signore camminava verso Gerusalemme i samaritani rifiutarono d’accoglierlo. Giovanni il Teologo e Giacomo erano pronti a fare scendere fuoco dal cielo per punirli per questo. Ma il Signore disse loro con bontà: "Non sono venuto per condannare gli uomini ma per salvarli" (Lc 9, 54-56). Così pure noi non dobbiamo avere altro pensiero: che tutti siano salvati. L’anima ha compassione per i nemici e prega per loro perché si sono allontanati dalla verità e vanno all’inferno. Ecco cos’è l’amore per i nemici. Quando Giuda pensava di tradire il Signore, il Signore lo riprese con bontà. Così pure noi dobbiamo agire con bontà verso coloro che si perdono e saremo salvati dalla misericordia di Dio.


Si conosce l’amore solo attraverso lo Spirito Santo. L’anima conosce lo Spirito Santo per la caratteristica della sua pace e della sua dolcezza. Oh, come dobbiamo ringraziare Dio per il suo grande amore per noi! Pensate, allora, fratelli amatissimi, è ad un’anima peccatrice che il Signore dona lo Spirito Santo e permette di conoscere la sua bontà. Per conoscere Dio non occorre possedere ricchezze, bisogna solamente amare il proprio prossimo con spirito umile. Il Signore ci donerà di poterLo conoscere. Cosa esiste di più prezioso di questa conoscenza? Conoscere Dio, sapere come Egli ci ama, come Egli ci eleva spiritualmente?
Si potrà mai trovare un padre disposto a morire su una croce per i crimini dei suoi figli? Normalmente un padre è rattristato e piange per i figli che devono essere castigati a causa di crimini commessi. Ma, nonostante abbia pietà per i propri figli, dirà loro: "Non avete agito bene, è giusto che siate puniti per le vostre azioni malvage".


Il Signore non ci dirà mai questo. A noi, come all’Apostolo Pietro, dirà: "Mi ami?". Ugualmente, in Paradiso, chiederà a tutti. "Mi amate?". E tutti risponderanno: "Sì, Signore, noi ti amiamo. Ci hai salvato per le tue sofferenze e ora ci hai dato il Regno dei Cieli".
E in Cielo nessuno si vergognerà, come si vergognarono Adamo ed Eva dopo la caduta. Non ci sarà che dolcezza, amore e umiltà. Non un’umiltà che vediamo ora dal momento che ci umiliamo quando sentiamo dei rimproveri o quando ci sentiamo peggio di tutti. Tutti avranno l’umiltà di Cristo che è inconcepibile agli uomini tranne a coloro che l’hanno conosciuta attraverso lo Spirito Santo.

Non arrivo a capire perché gli uomini non chiedono la pace del Signore. Il Signore ci ama talmente che non ci rifiuterà nulla. Un tempo non lo sapevo e pensavo: Può mai il Signore occuparsi di me dal momento che l’ho così offeso? Ma la mia anima è stata riempita dall’amore divino e dalla dolcezza dello Spirito Santo e con una tale profusione che il Signore mi ha chiesto: "Vuoi che ti doni ancora il mio amore e la Grazia dello Spirito Santo?". La mia anima ha detto: "Vedi, Signore, non lo posso sopportare altrimenti morirò". E se la meravigliosa bontà del Signore è così generosa per un peccatore cosa diremo per i Santi? Che genere di Grazia devono possedere?

Qualcuno forse si domanderà: "Perché il Signore non mi ama così e non dona pure a me una simile Grazia?". Un eremita domandò a Sant’Antonio: "Perché Abba Antonio tu fai meno sforzi di me ma ha una gloria maggiore della mia?" A ciò Sant’Antonio rispose: "Perchè amo Dio più di te".
Anche noi dobbiamo pensare a questo e ricordarci che colui che ama Dio ama pure il suo fratello come dice San Giovanni il Teologo (I Gv 4, 21). Così quando qualcuno ci offende bisogna pregare per lui come per se stessi fintanto che divenga un’abitudine. Per noi stessi non possiamo fare nulla ma il Signore ci assiste perché ci ama.



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