venerdì 11 luglio 2014

San Giovanni Damasceno canta la Madre di Dio





Sono diventata
lo spavento
dei demoni, la città
di rifugio per coloro
che ricorrono a me.
Appressatevi con fede,
o popoli, e attingete
come a un fiume
di grazie. Venite a me
con fede, senza
incertezze e attingete
il fiotto potentissimo
ed efficace della grazia.



(Giovanni Damasceno)





Sono diventata
lo spavento
dei demoni, la città
di rifugio per coloro
che ricorrono a me.


Appressatevi con fede,
o popoli, e attingete
come a un fiume
di grazie.


 Venite a me
con fede, senza
incertezze e attingete
il fiotto potentissimo
ed efficace della grazia.




(Giovanni Damasceno)




San Giovanni Damasceno nel suo libro,”OKTOICHOS”, oggi usato nelle funzioni dei Vesperi e dei Mattutini,scrive così per la Deipara : “Cantiamo, fedeli, la gloria dell’universo. La porta del cielo, la Vergine Maria, il Fiore della stirpe umana e la Madre di Dio, colei che è il cielo e il tempio della divinità, colei che ha atterrato le barriere del peccato, che è la conferma della nostra fede.
Il Signore che da lei è nato, combatte per noi. Sii pieno di forza e coraggio,o popolo di Dio,perché Egli, l’Onnipotente, ha vinto i nemici”.




Giovanni Damasceno per la Dormizione della Madre di Dio 


 "Adorna di divina gloria, o Vergine, la tua sacra e illustre memoria ha convocato alla festa tutti i fedeli che, preceduti da Maria con danze e timpani, cantano al tuo unigenito: Si è reso grandemente glorioso".



 "Vergini giovinette, insieme alla profetessa Maria, cantate ora il canto dell'esodo: perché la Vergine, la sola Madre di Dio, è trasferita all'eredità celeste. Accogli da noi il canto per il tuo esodo, o madre del Dio vivente". 



"Degnamente, come cielo vivente ti hanno accolta, o tutta pura, le divine tende celesti: e tu, nella tua radiosa bellezza, hai preso posto come sposa tutta immacolata presso colui che è re e Dio".


"Quale sorgente viva e copiosa, o Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale, e nel giorno della tua divina gloria di corone di gloria rendili degni. La folla dei teologi dai confini della terra, la moltitudine degli angeli dall'alto, tutti si affrettavano verso il monte Sion al cenno della divina potenza, per prestare ben doverosamente, o sovrana, il loro servizio alla tua sepoltura. Da tutte le generazioni ti diciamo beata, o Madre di Dio vergine, perché in te si è compiaciuto dimorare il Cristo Dio nostro, che nessuna dimora può ospitare. Beati siamo anche noi, che abbiamo te quale protezione: giorno e notte, infatti, tu intercedi per noi".



 "Da te è sorta la vita, senza sciogliere i vincoli della tua verginità. Come ha dunque potuto l'immacolata dimora del tuo corpo, origine di vita, aver parte all'esperienza della morte? Tu che sei stata sacrario della vita hai raggiunto l'eterna vita: attraverso la morte, infatti, sei passata alla vita, tu che hai partorito colui che è la vita. Tomba e morte non hanno trattenuto la Madre di Dio, sempre desta con la sua intercessione. Quale madre della vita, alla vita l'ha trasferita colui che nel suo grembo sempre vergine aveva preso dimora".



 "Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, ha salvato nella fornace i fanciulli intemerati; ma ora che si è attuato convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore, e sovresaltatelo per tutti i secoli".

 "Oh, le meraviglie della sempre vergine e Madre di Dio! Ha reso paradiso la tomba che ha abitata, e noi oggi attorniandola cantiamo gioiosi". 



"Il potentissimo angelo di Dio mostrò ai fanciulli come la fiamma irrorasse di rugiada i santi e bruciasse invece gli empi; e così ha reso la Madre di Dio fonte vivificante dalla quale insieme zampillano la distruzione della morte e la vita per quanti cantano: Noi redenti celebriamo l'unico creatore, e lo sovresaltiamo per tutti i secoli".


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