martedì 6 giugno 2017

E Abbà disse.. Verso la Santa Pentecoste


 The Real Presence of Christ


Un anziano ha detto: « Sei giunto a serbare il silenzio? Non credere, tuttavia, di aver compiuto un atto di virtù. Di' piuttosto: « Sono indegno di parlare" ».(Detti dei Padri del Deserto)


“Mio Signore e mio Dio, governa la mia vita Tu che governi con forza tutto il creato con una ineffabile parola di sapienza, porto tranquillo di coloro che sono afflitti e fammi conoscere la via nella quale camminare. Concedi uno spirito di sapienza ai miei pensieri, donando uno spirito di intelligenza alla mia stoltezza. Adombra le mie opere con uno spirito di timore per te, e rinnova nelle mie viscere uno spirito retto e con uno Spirito che guida rafforza la mia mente vacillante, affinché ogni giorno, guidato a ciò che è utile dal tuo Spirito buono, sia reso degno di compiere i Tuoi comandamenti e di ricordare sempre la Tua venuta gloriosa, e che esaminerà ciò che abbiamo fatto. Non lasciarmi sedurre dai piaceri corruttibili di questo mondo ma fortificami nel tendere al godimento dei tesori futuri… Sì, o Signore, munifico datore buono di ogni beneficio, poiché Tu sei colui che dà oltre ciò che Ti chiediamo.”
* Preghiera dall’”Ufficio della genuflessione-Vespro della Domenica di Pentecoste

Gli dicono: “Tu sei Agatone? Abbiamo sentito dire che sei fornicatore e superbo”. Rispose: “Sì, è vero”. “Tu sei Agatone, chiacchierone e pettegolo?”. “Lo sono”. Dicono di nuovo: “Tu sei Agatone, l’eretico?”. “Non sono eretico”, risponde. Lo pregarono: “Spiegaci perché, quando ti abbiamo accusato di cose tanto gravi, tu le hai accettate, e questa solo non l’hai sopportata”. Disse loro: “Dalle prime io stesso mi accuso, ed è utile all’anima mia, ma l’eresia è separazione da Dio e io non voglio essere separato da Dio”.
* s. Agatone (Monaco ortodosso e professore del deserto - V° sec.)

 “Se ti vien meno il coraggio, prega. Prega con timore e tremore, con ardore, sobrietà e vigilanza. Così bisogna pregare, soprattutto a motivo dei nostri nemici invisibili che sono malvagi e accurati nel male, perché principalmente su questo punto essi ci porranno ostacoli.” (p. Evragrio Pontico)

 “Non abbiate eccessiva fiducia nell’istruzione superiore che avete conseguito. La civiltà nella quale viviamo è cultura della caduta.” (s. Sofronio di Essex - 1896/1993)


“Supponiamo che per terra ci sia un cerchio, cioè una linea tonda tracciata con un compasso dal centro. Centro si chiama propriamente il punto che sta in mezzo al cerchio. Adesso state attenti a quello che vi dico. Pensate che questo cerchio sia il mondo, il centro del cerchio sia Dio, e le linee che vanno dal cerchio al centro siano le vie, ossia i modi di vivere degli uomini. In quanto dunque i santi avanzano verso l’interno, desiderano avvicinarsi a Dio e si avvicinano gli uni agli altri, e quanto più si avvicinano a Dio, tanto più si avvicinano l’un l’altro, e quanto più si avvicinano l’un l’altro, tanto più si avvicinano a Dio. Similmente immaginate anche la separazione. Quando infatti si allontanano da Dio e si rivolgono verso l’esterno, è chiaro che quanto più escono e si dilungano da Dio, tanto più si dilungano gli uni dagli altri, e tanto più si dilungano anche da Dio. Ecco, questa è la natura dell’amore. Quanto più siamo fuori e non amiamo Dio, altrettanto siamo distanti dal prossimo; se invece amiamo Dio, quanto più ci avviciniamo a Dio per mezzo dell’amore per lui, altrettanto ci uniamo all’amore del prossimo, e quanto siamo uniti al prossimo, tanto siamo uniti a Dio.”
* s. Doroteo di Gaza (monaco ortodosso-antiocheno e professore del deserto - VI° sec.)


Ora che abbiamo imparato dalla Scrittura ciò che è il timore del Signore, e quali sono la sua bontà e il suo amore, convertiamoci a lui con tutto cuore… Osserviamo i suoi comandamenti; amiamoci gli uni gli altri di tutto cuore. Chiamiamo con il nome di fratelli anche coloro che ci odiano e ci detestano, affinché il nome del Signore sia glorificato e manifestato in tutta la sua esultanza. Noi che ci mettiamo alla prova a vicenda, perdoniamoci vicendevolmente… Non invidiamo gli altri, e se siamo esposti alla gelosia, non diventiamo spietati. Invece, mostriamoci pieni di compassione gli uni verso gli altri, e con la nostra umiltà guariamoci gli uni, gli altri. Non sparliamo, non dileggiamo, poiché siamo membra gli uni degli altri. Amiamoci gli uni gli altri, e saremo amati da Dio; siamo pazienti gli uni con gli altri, ed egli si mostrerà paziente con i nostri peccati. Non rendiamo il male per il male, e non riceveremo ciò che meritiamo per i nostri peccati. Infatti, otteniamo il perdono dei nostri peccati perdonando ai nostri fratelli, e la misericordia di Dio è nascosta nella misericordia per il prossimo.
* s. Massimo il Confessore

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