lunedì 11 febbraio 2019

San FILOTEO SINAITA - Filocalia Tomo III - Dall'opera "Quaranta capitoli sulla sobrietà

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5.I danni della loquacità

Non c’è nulla di più rovinoso della loquacità e nulla di più deleterio di una lingua non controllata per distruggere l’edificio spirituale. Quanto ogni giorno veniamo edificando, questa ce lo rovina (cfr. Gal.2,18); quanto a prezzo di fatiche riusciamo a mettere insieme, con la loquacità l’anima lo disperde. Cosa mai vi può essere di peggiore?
 È un male incontrollabile (Giac.3,8)[6]. Dobbiamo assolutamente fissare dei limiti invalicabili alla nostra lingua, farle violenza e tenerla a freno e, per così dire, servircene unicamente in caso di vero bisogno. Chi potrebbe descrivere tutto il danno che la lingua è capace di provocare all’anima?

nota 6  
6] Il testo di Giac. 3,8 presenta due lezioni: ἀκατάσχετον κακόν e ἀκατάστατον κακόν. Filoteo segue la prima lezione e quindi abbiamo tradotto ‘male incontrollabile’, mentre la Bibbia Marietti segue la seconda e traduce ‘male irrequieto’.

Riporto la  prima traduzione in Italiano del capitolo 3 versetto 8 della Lettera di San Giacomo nella traduzione italiana della Bibbia  di Giovanni Diodati,pastore protestante, pubblicata a Ginevra nel 1607
"ma niun uomo può domar la lingua; ella è un male che non si può rattenere; è piena di mortifero veleno.

L'intero testo dell'opera di San Filoteo  in pdf al seguente link
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