domenica 24 novembre 2019

E Abbà disse.. " Disma il buon ladrone"- Commemorazione del santo ladrone, che, avendo professato la fede in Cristo sulla croce, meritò di udire da lui: «Oggi con me sarai nel paradiso» Notte del 24 novembre 2019

Risultati immagini per icone del buon ladrone






versetti 39-44 del capitolo 23 di S. Luca, unico dei sinottici a riportare il dialogo fra i tre crocifissi:

“ Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: - Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi.- Ma l’altro lo rimproverava: - Neanche tu hai timore di Dio e sei condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, Egli invece non ha fatto nulla di male.- E aggiunse: - Gesù, ricordati di me, quando entrerai nel tuo regno.-Gli rispose:- In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso.-

L'immagine può contenere: testo









Cinei Tale celei de taină, Fiul lui Dumnezeu, astăzi, părtaş mă primeşte, că nu voi spune vrăjmaşilor Tăi, Tăina Ta, nici sărutare Îţi voi da ca Iuda, ci ca tîlharul mărturisindu-mă, strig Ţie: Pomeneşte-mă, Doamne, întru împărăţia Ta.

Della tua mistica cena oggi, Figlio di Dio, accoglimi partecipe, poiché non parlerò del mistero ai tuoi nemici, né ti darò un bacio come Giuda, ma come il ladrone ti confesso: ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

( preghiera di preparazione alla Partecipazione ai Santi Misteri di Cristo Dio )




INNO PER LA LITURGIA AMBROSIANA PER IL GIORNO DI PASQUA

Questo è il vero giorno di Dio,
radioso di santa luce,
nel qua.le il sacro sangue di Cristo
ha deterso i vergognosi crimini del mondo.

E’ il giorno che donò la fede agli smarriti
e illuminò con la vista i ciechi.
Il perdono concesso al ladrone
Sciolse tutti dal peso del timore.

Il ladrone, mutando la croce in premio,
con un rapido atto di fede
guadagnò lo stesso Signore Gesù
e, reso giusto, con passo più veloce,
per primo giunse nel regno di Dio.

Persino gli angeli stupiscono di questo fatto straordinario,
vedendo il reo punito nel corpo crocifisso,
ottenere la vita beata
stringendosi al Cristo.

Mistero mirabile!
La carne di Cristo lava la corruzione del mondo
e cancella i peccati di tutti
purificando i vizi della carne.

Non c’è nulla di più sublime di questo mistero:
la colpa cerca il perdono,
l’amore scioglie la paura,
la morte di Cristo ridona una vita nuova.

La morte azzanni pure il proprio amo,
e si impigli nei suoi stessi lacci:
se Cristo, Vita di tutti, muore,
di tutti risorge la vita.

Anche se la morte si diffonde tra tutti gli uomini,
tutti i morti risorgeranno:
la morte, trafitta dal suo stesso pungolo,
riconosca, gemendo, di essere lei sola perita.”



San Giovanni Crisostomo, Hom. de cruce et latrone, 2 s.)

«Vedi che gran cosa è questa proclamazione del ladro?
Acquistò tanta fiducia, che da un podio di ladro osò chiedere un regno.
Chiedi un regno?
Ma che cosa vedi che te lo faccia pensare? In faccia hai una croce e dei chiodi!
Ma la croce, egli dice, è simbolo di regno. Invoco il Re, perché vedo il Crocifisso; è proprio del re morire per i suoi sudditi. Poiché dunque diede la sua vita, lo chiamo Re: "Signore, ricordati di me, quando sarai nel tuo regno"»




Questi fa le veci del giudice, pur essendo condannato e comincia in verità a denunciare quei delitti che aveva confessato davanti a Pilato, dopo molte torture, poiché una cosa è l’uomo censore a cui le cose intime sfuggono e una cosa è Dio che penetra le menti ; lì certamente dopo la confessione segue la pena, qui invece  la confessione  porta alla salvezza.
Ma dichiara innocente anche Cristo quando aggiunge:- Questi in realtà non fece nulla di male-, quasi a dire:- Osserva una nuova ingiustizia: che l’onestà è condannata insieme al delitto. Noi  abbiamo ucciso i viventi, Costui ha risuscitato i morti; noi ci siamo appropriati dei beni altrui, questi comanda di offrire anche le cose proprie.-
Pertanto il ladrone beato insegnava ai presenti dicendo tali cose con le quali biasimava l’altro.
Ma quando vede che l’ascolto dei presenti è finito, torna conseguentemente a Colui che conosce i segreti dei cuori; prosegue infatti: “E diceva a Gesù:- Signore, ricordati di me, quando sarai giunto nel tuo regno”-
Guardi il Crocifisso, ma lo proclami Dio: vedi la figura di un condannato e dichiari che ha la dignità di un re: impregnato di mille mali, chiedi che la fonte della giustizia si ricordi della tua malvagità.  Tuttavia dici:- Vedo un obbrobrio apparente, ma intuisco la regalità nascosta; e tu allontani i miei delitti pubblici e accetti la fede dell’intenzione nascosta.- La malvagità si è impossessata del discepolo della Verità e la Verità non trasformerà il discepolo della malvagità?”-
Catechesi che  mi obbliga al silenzio, senza pregare, né pensare: solo contemplare la realizzazione della profezia di Isaia: “Ecco, faccio una cosa nuova: proprio adesso germoglia, non ve ne accorgete?”
Disma si scioglie e denuncia i suoi delitti, smette di difendersi.  E’ figura del  convertito, che ha la gioia di  una visione  ribaltata della vita, la  sorpresa di vivere  una sorta di rivoluzione copernicana del suo esistere: dall’io al Tu. Come Gesù, compie lo Schemà: ama Dio con tutto il cuore, affidandosi totalmente; con tutte le forze, annunciando negli ultimi attimi di vita, il perdono di Dio; con tutta la mente, lasciandosi trasportare dall’esempio del Cristo innocente torturato da una morte che spettava agli ultimi della terra. “



“Vedere dunque il Salvatore in mezzo ai ladroni era come vedere la bilancia della giustizia che pesava la fedeltà e l’infedeltà. Il diavolo fece cacciare Adamo dal paradiso, Cristo ci spinse il ladrone prima di tutto il mondo e prima degli Apostoli. Poni mente alla celerità dalla Croce verso i cieli, dalla condanna verso il paradiso, affinché tu riconosca che Cristo ha fatto tutto non secondo la devozione di lui, ma secondo la clemenza di Dio. Con la sola parola, con la sola fede, entrò nel Paradiso, affinché non disperasse dell’ingresso dopo i peccati ….”




“Sulla croce i chiodi fissarono le mani e i piedi di Lui e niente in Lui rimase libero dai tormenti eccetto il cuore e la parola. Su ispirazione di Dio , offrì a Lui tutto ciò che trovò libero in sé.
Affinché secondo quanto è stato scritto (Rom 10, 10,) con il cuore credesse per ottenere la giustizia
e con la bocca professasse la fede per avere la salvezza”.
Riempito improvvisamente dalla grazia, il ladrone ricevette e conservò sulla croce le tre virtù che l’apostolo ricorda.

E infatti ricevette la fede colui che vide pazientemente morire con lui sulla croce; ebbe speranza colui che chiese l’ingresso nel Suo regno; ebbe la carità colui che sul punto di morte con ardore ammoniva il fratello ladrone che a causa della sua malvagità , insieme a lui, moriva per un simile delitto.”(San GREGORIO NAZIANZENO  Moralium 18,25 )






Alcuni vangeli apocrifi (ripresi da diversi autori cristiani) tracciano una vaga biografia di Disma il pagano (l’egiziano), che in alcuni testi è chiamato Tito. Secondo queste biografie, egli nacque in Egitto da un famigerato ladro e fu addestrato in questa professione e nel suo esercizio. Fu a capo di malfattori che derubavano viandanti, privandoli a volte anche della vita.
I testi narrano anche che la santa Vergine, mentre fuggiva in Egitto con Gesù e Giuseppe, si imbatté in Disma e nei suoi complici decisi a derubare la Sacra Famiglia. Ma l’uomo, intenerito dalla bellezza e dall’umiltà di Maria, sopraffatto dallo stupore, li ospitò addirittura nella propria casa e se ne prese cura. Uno di questi vangeli narra ancora che Disma aveva un figlioletto lebbroso; egli chiese alla Madonna di poter immergere il suo bambino nella stessa acqua dove poco prima Ella aveva lavato Gesù. Fu una speranza ispirata da Dio perché le carni piagate del figlio del ladro risanarono. Mentre la Sacra Famiglia si allontanava, Gesù avrebbe fissato i suoi occhi in quelli del buon ladrone, uno sguardo che sarebbe tornato più là, in tutt’altre circostanze, una promessa di Paradiso. Sono racconti leggendari e insieme poetici, che sono stati cari a tanta tradizione cristiana, tanto da trovarne eco negli scritti di alcuni santi. Secondo questi testi, abituato al vizio, Disma non abbandonò la sua scellerata professione; fu catturato e rinchiuso nelle prigioni di Pilato, crocefisso alla destra di Gesù, anche lui, come il Nazareno, con una iscrizione che ne indicava il motivo della condanna: Hic est Disma latronum dux (Questo è Disma, comandante dei ladri – o assassini -). Teofilo, uno degli autori che riprende gli apocrifi, racconta che, agonizzante, Disma fu prima bestemmiatore, ma che in un attimo, volgendo lo sguardo al Nazareno si fece predicatore dell’innocenza di Cristo e per questo conquistò il Paradiso.

Sant’Ambrogio, in un commento al passo del Vangelo di Luca: «Disma chiese a Gesù solo che si ricordasse di lui. Nella sua umiltà si credette indegno di chiedere di più. Ma Gesù sorpassò la preghiera e gli concesse molto di più della domanda, perché Nostro Signore concede sempre più di quanto gli si chiede



Dalle Omelie di SANT’ASTERIO di AMASEA, vescovo


…”a coloro che ascoltarono la sua parola, concesse un pronto perdono dei peccati, li santificò, lo Spirito li rese saldi, l’uomo vecchio venne sepolto nell’acqua e fu generato l’uomo nuovo che fiorì nella grazia.
Dopo cosa seguì? Colui che era stato nemico diventò amico, l’estraneo diventò figlio, l’empio diventò santo e pio….
Imitiamo l’esempio che ci ha dato il signore, il Buon Pastore…
Non è giusto considerare gli uomini come dannati e senza speranza, non dobbiamo trascurare coloro che si trovano nei pericoli, né essere pigri nel portare loro il nostro aiuto, ma che è nostro dovere ricondurre sulla retta via coloro che da essa si sono allontanati e si sono smarriti”



DALL’ OMELIA DI GIOVANNI CRISOSTOMO sulla croce e il buon ladrone

“Il paradiso era chiuso da migliaia d’anni: oggi la croce ce lo ha aperto. In questo giorno, infatti e in quest’ora, Dio vi ha fatto entrare il ladrone, compiendo così due cose meravigliose: ha aperto il paradiso e vi ha introdotto un ladro. Oggi Dio ci ha restituito la nostra patria d’origine, oggi ci ha ricondotto alla città del padre e ha offerto in dono a tutta l’umanità la sua stessa dimora. Dice infatti: Oggi tu sarai con me in Paradiso (Lc.23,43). Ma che dici Signore? Sei lì appeso in croce, confitto con chiodi e prometti il paradiso? Sì- mi rispondi perché tu conosca qual è la mia potenza perfino sulla croce.
Lo spettacolo era molto triste. E perché non ti arrestassi allo spettacolo esteriore della croce, ma giungessi invece a conoscere la potenza del Crocifisso, Gesù compie  sulla croce questo miracolo, che più di ogni altro mette in evidenza tutta la sua forza.
Si dimostra infatti capace di cambiare l’animo malvagio del ladrone, non già resuscitando i morti o rimproverando il mare e i venti, non mettendo in fuga i demoni, ma proprio stando lì crocifisso, inchiodato, oltraggiato, sputacchiato, fatto oggetto di scherno e di riso, perché tu potessi vedere i due aspetti della sua potenza. Ha sconvolto infatti tutta la creazione, ha squarciato le rocce e attratto a sé l’anima del ladrone, più insensibile delle rocce stesse.
Facendogli dono della sua stima gli ha detto:”Oggi sarai con me in paradiso!.
“E’ vero ci sono dei cherubini a difesa del paradiso, ma egli è padrone anche dei cherubini. E se là è posta a difesa una spada infuocata e roteante, egli ha potere sul fuoco  e sulla geenna, sulla vita e sulla morte.
Nessun re potrebbe tollerare che un ladro o qualcuno dei suoi servi facesse con lui il suo ingresso in città, seduto al suo fianco. Ma Cristo  lo ha fatto: entrando nella sua patria santa,  ha introdotto   il ladrone. Facendo così, non ha disonorato il paradiso con la presenza di un ladro, né lo ha profanato : piuttosto gli ha reso onore , perché è una gloria per il paradiso avere un Signore che è capace di rendere degno della beatitudine del cielo perfino un ladro.
Così pure quando Cristo introduce meretrici nel regno dei cieli non lo fa per disonorare questo luogo, ma per la sua gloria…

Che cosa ha fatto di così eccezionale il ladrone da meritare il paradiso dopo la croce?  Proprio mentre Pietro negava, egli sulla croce professava la sua fede. Non dico questo per accusare Pietro – lungi da me! Ma voglio dimostrare la grandezza d’animo del ladrone. Il discepolo non  sopportò le minacce di una serva ; il ladrone invece, pur vedendo un intero popolo adunato lì attorno gridare e lanciare bestemmie e insulti,  non pensò alla presente spregevolezza del crocifisso, ma passando sopra a tutte queste cose con gli occhi della fede, non considerò un impedimento quelle circostanze  e riconobbe il Re dei cieli; anzi, prostrandosi davanti a lui con il cuore diceva: “Ricordati di me , Signore, quando sarai nel tuo regno.”

venerdì 22 novembre 2019

Saint Jean de Cronstadt:- Preghiera per la Grazia di poter pregare- Prière pour obtenir la grâce de pouvoir prier


Visualizza immagine di origine

Ô Seigneur très miséricordieux !


Accorde-moi 
le don divin d'une sainte prière,
 qui coule du plus profond de mon cœur.

Rassemble les pensées dispersées 
de mon esprit, 
afin qu'il puisse toujours
 tendre vers son Créateur 
et Son Sauveur.

Détruis les flèches brûlantes du Malin,
 qui m'arrachent à Toi.

Eteins la flamme 
des pensées passionnées
 qui me dévorent 
pendant la prière.

Couvre-moi de la grâce
 de Ton Esprit Très Saint, 
afin que, jusqu'à la fin de ma vie de pécheur,
 je T'aime seul 
de tout mon cœur,
 de toute mon âme
 et de toute ma pensée,
 et de toute ma force,
 et à l'heure où mon âme
 prend congé de mon corps mortel,
 O doux Jésus, 
prends entre Tes mains 
mon esprit 
quand Tu viendras dans Ton Royaume.

Amen!


O Signore molto misericordioso!

Concedimi  il 
dono divino di una santa preghiera,
 che scorra e nasca  dal profondo del mio cuore.

Raccogli Tu e dai ordine ai pensieri 
della mia mente, 
in modo che possa sempre
orientarsi verso il suo Creatore 
e il Suo Salvatore.

Distruggi le frecce ardenti del Male,
 che mi stanno strappando via da Te.

Spegni del tutto  la fiamma  dei 
pensieri  che mi tengono alle passioni 
 che mi divorano 
durante la preghiera.

Coprimi di grazia
 Del tuo Spirito Santo, 
sempre  fino alla fine della mia vita di peccatore,
 

Solo te amo 
con tutto il cuore,
 con tutta la mia anima
 e con tutto il mio pensiero,
 e con tutte le mie forze,


 e nel  momento in cui la mia anima
 si congederà  dal mio corpo mortale,


 O dolce Gesù, 
Prendi le mani 
la mia mente 
quando mi vedrai venire  nel  Tuo  Regno.

Amen!

venerdì 15 novembre 2019

15 Novembre ..Abbà disse....

sempre con il Grazie al fratello Antonio Marra 



L'immagine può contenere: 1 persona
I VASI D’ARGILLA E I VASI D’ORO *
“È meglio che un uomo diventi un vaso di argilla, utile per tutte le persone e per tutti i tipi di lavoro quotidiano, per cibo, acqua e così via. Ma i vasi d'oro vengono messi in cassaforte e chiusi in armadi. Per paura dei ladri vengono usati raramente, forse solo una volta all'anno. Una nave di argilla ha il suo uso quotidiano e il servizio all'uomo. Così è anche un uomo umile che non cerca onori e gradi. Rimane insignificante anche tra uomini di rango inferiore, ma beneficia, consiglia e aiuta tutti, e tutti lo cercano e gioiscono con lui. L'umiltà è un grande dono per i monaci e tutti i cristiani! ”
* L'Anziano Paisius Olaru di Sihla Skete (ieromonaco ortodosso-rumeno - 1897-1990)

“Tu parli teologicamente. A cosa ci serve? A nulla. Hai abbandonato il cammino dell’umiltà e hai preso la via degli alti concetti teologici. Lascia questa strada e segui il cammino monastico, dì: “Signore Gesù, abbi pietà di me”.
* Sant’ Efrem di Katounakia (ieromonaco aghiorita – 1912/1998)

"Non ha il Cristo colui che lo ha solo sulla lingua, né ha il Cristo chi lo ha solo sulla carta, né lo ha chi lo tiene solo sul muro, né, infine, lo ha colui che lo tiene solo nel museo del passato. Lo ha veramente colui che lo ha nel cuore […] Se il Cristo ti è nel cuore, egli ti è Dio. Se lo hai solo sulla lingua, o sulla carta o sul muro o nel museo del passato, sebbene tu lo chiami Dio, egli è per te un giocattolo. Sta’ attento allora, o uomo, poiché nessuno può giocare con Dio impunemente." (S. Nikolaj Velimirović)

“Si assiste ad una grande paura delle prove e vanto smisurato nelle parole”. *
* san Josif l’esicasta (mn. aghiorita e professore del deserto-1898/1959)


in un'occasione l’Anziano Paisios l’aghiorita (1924/1994) stava scendendo dalla barca a Ouranoupolis (la cittadina greca porticciolo per la partenza verso il Monte Athos) con un giovane monaco, e quest'ultimo espresse il suo shock per lo stato di nudità di alcune turiste. L’Anziano Paisios gli disse: 'Dio le ha fatte così in modo che possano allattare i loro figli. Se ti dà fastidio, questo è un tuo problema'.
* James W. Lillie (Un ricordo personale di San Paisios)

POI, DISARMATO, STUPEFATTO, MI SONO FERMATO” *
San’Efrem il Siro (IV° sec.) disse: «La Chiesa è un’assemblea di peccatori che si pentono». Ecco cos’è la Chiesa. Tutti i nostri peccati in un oceano di misericordia divina fanno un granello di sabbia. Il Signore accoglie tutti e perdona tutti: gli assassini, le persone più spaventose, se soltanto il nostro cuore si rivolge totalmente a lui. Nella vita ciò accade spesso e vicinissimo a noi. E’ successo a me, a colui che è di fronte a lei. Ecco la ragione della mia certezza quando ne parlo. Facevo un sacco di scemenze e poi il mio cuore si è completamente rivolto a Dio. Il Signore mi ha perdonato tutto e mi ha ricoperto del suo amore. Poi, disarmato, stupefatto, mi sono fermato”.
* (Пётр Мамонов) Pyotr Mamonov (attore ortodosso-russo)

"Non permettere mai, mai, mai la disperazione nella tua anima. Che la tua Fede sia grande , grande nella misericordia del Signore!"
s. Avva Justin Popovic

martedì 12 novembre 2019

12 Novembre Ed Abbà disse..

Con il solito ed usuale Grazie al caro fratello Antonio Marra




«Diventate ciò che già siete.
Trovate Colui che è già vostro.
Ascoltate Colui che non cessa mai di parlarvi.
Possedete Colui che vi possiede già».
(s. Gregorio il Sinaita)

BADA A TE STESSO *
Invece di passare il tuo tempo a prestare attenzione ai peccati altrui, perché non guardi ai tuoi peccati? Come insegnano i nostri santi Padri "ti renderai conto di non avere il tempo di guardare i peccati degli altri". Così, come tu pretendi la santità dagli altri, perché non ti metti all'opera, per diventare santo? Sbaglio o siamo tutti chiamati alla santità? Dice il Signore: "Siate santi perché io sono Santo". Come vedi l'invito è rivolto a tutti.
* p. Andrej (mn. ortodosso-russo)

IL CUORE PIENO DI RABBIA NON PUO’ RICEVERE LO SPIRITO SANTO *
Il più grande problema dei nostri tempi è l'inimicizia. Il cuore pieno di rabbia non può ricevere lo Spirito Santo!
Quando sei sopraffatto dal ricordo dei torti, il tuo cuore è pieno di rabbia e la tua anima sente che è all'inferno. Per il meglio delle nostre possibilità, non vendicarci di chi ci offende. Non ricordiamo il male da nessuno; e se qualcuno ci turba, preghiamo per lui: "O Signore, perdona chi mi ha turbato!"
Il modo migliore per sconfiggere il diavolo è con la pazienza . Finché resistiamo e non ci vendichiamo, lo spirito di pace ci calma. Nella misura in cui preghiamo per i nostri nemici e ci prendiamo tutta la colpa, sentiremo una grande pace nelle nostre anime. E se i nostri pensieri ci dicono che "e così e così, la colpa non è solo mia", e questo pensiero ci conquista, allora lo Spirito Santo ci lascia, cominciamo a sentire pesantezza nelle nostre anime, e non possiamo sopportare più.
Se una persona non ha umiltà , dopo molte punizioni, botte e dolori, inizia a riconoscere che non è altro che un animale, una bestia e, a volte, persino inferiore a una bestia. Quindi inizia a cercare la Verità, la Luce, e si vergogna di aver peccato. E se ha ancora giorni nella sua vita, comincia a pentirsi. Ma se non lo fa ... Dio ci preservi!
I dolori e le difficoltà ci aiutano ad acquisire il dono del distacco e dell'umiltà. Il dono del distacco è acquisito soprattutto da coloro che non vogliono vendicarsi.
Se voglio aiutare qualcuno, ho bisogno di aiutarlo con pietà, devo avere pietà per lui, e tutto ciò che gli dico deve essere detto con misericordia. Non raggiungerò nulla digrignando i denti, perché è il comandamento del Signore fare tutto con amore.
[…] Se vediamo che qualcuno ci guarda con rabbia, abbiamo bisogno di pregare pensando che il Buon Dio gli porti pace. Questo aiuta molto a conquistare una persona che ha inimicizia verso di te. Un nemico può essere vinto in questo modo: con doni e una parola gentile. Allora lo Spirito Santo scaccia gli spiriti maligni che lo hanno preso prigioniero, e fa pace…. Non combattere contro una persona; dobbiamo combattere contro lo spirito del male. La nostra lotta è così: non possiamo fare nulla delle nostre forze, ma lo Spirito Santo ci aiuta a misurare la nostra preghiera con umiltà.
* p. Proclu Nicau (mn. ortodosso-rumeno – 1928/2017

“L'umanità ha inventato la cortesia anziché l'amore, e sotto questa cortesia nasconde la vanità, l'ipocrisia, l'astuzia, la rabbia e le altre passioni dell'anima”. *
)p. John Alexeev di Valaam (igumeno ortodosso-russo – 1873/1958)

Se qualcosa ti rattrista, pensa: “Il Signore conosce il mio cuore: se questa è la sua volontà, tutto concorrerà al bene mio e degli altri” (cf. Rm 8,28). Così dimorerai sempre nella pace. Se invece cominci a lamentarti e a dire: “Questo non va, non è cosa buona”, allora, per quanto tu digiuni e preghi, il tuo cuore non conoscerà mai la pace.
(s. Silvano del monte Athos)

L’OPERA DELLA CHIESA *
“L'opera della Chiesa non è quella di "inviare" le persone in Paradiso o all'inferno, ma di prepararle per i Giudizio finale. Il lavoro del clero è terapeutico e non moralistico o modellatore di caratteri, nel senso temporale della parola. Lo scopo della terapia offerta dalla Chiesa non è creare cittadini "utili" ed essenzialmente "produttivi", ma cittadini del regno celeste (non creato). Tali cittadini sono i confessori e i martiri, i veri fedeli, i santi”.
* p. Giorgio Metallinos (sacerdote ortodosso-greco - 1940)

“Quando desideri e aspetti di essere unito a Dio, quando forzi Dio, non viene. Ma viene "in un giorno che non è previsto, e nell'ora che non conosci." È un modo santissimo, ma non puoi impararlo dall'esterno”.
* s. Porfirios kafsokalyvia (ieromonaco aghiorita – 1906/1991)


Non sono importanti i dettagli della confessione, ma la compunzione del cuore. "Il Signore vede il cuore".     * s. Nektario di Optina (monaco ortodosso-russo - 1782/1862)





*




venerdì 8 novembre 2019

OFFICIO DELLA SANTA COMUNIONE CON IL NOSTRO PADRE TRA I SANTI SIMEONE IL METAFRASTE


 

Al mattino del giorno della Santa Comunione


 Preghiera di San Simeone il Metafraste
Signore, solo puro e senza macchia, tu che nell'indicibile compassione del tuo amore per gli uomini, hai preso la nostra natura tutta intera dal sangue puro e virginale di colei che ti ha partorito, per l'opera dello Spirito divino e per la condiscendenza dell'Eterno Padre, Cristo Gesù, sapienza di Dio, sua pace e sua potenza, che ti sei degnato di aggravare la tua incarnazione con le tue sofferenze vivifiche e salvatrici, la croce, i chiodi, la lancia, la morte, annienta le passioni carnali che uccidono la mia anima. Tu che con la tua sepoltura hai spogliato il regno infernale, seppellisci i miei malvagi pensieri con le tue buone ispirazioni e disperdi gli spiriti malvagi. Tu che con la tua risurrezione vivificante al terzo giorno, hai prelevato il nostro primo padre che era caduto, preleva anche me, caduto nel peccato, offrendomi i mezzi per far penitenza. Tu che con la tua gloriosa ascensione, hai divinizzato la carne assunta da te e l'hai onorata con un trono alla destra del Padre, rendimi degno, con la comunione ai tuoi santi misteri, di prendere posto alla tua destra in mezzo ai salvati. Tu che, con la discesa dello Spirito consolatore, hai fatto dei tuoi discepoli consacrati dei vasi d'onore, fa' di me un albergo degno della sua venuta. Tu che devi venire di nuovo a giudicare l'universo con piena giustizia, permetti anche a me, di venire davanti a te, mio giudice e mio creatore, con tutti i tuoi Santi: per lodarti e cantarti incessantemente con il tuo eterno Padre e il tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

 http://www.ortodossia.it/w/media/com_form2content/documents/c17/a2790/f255/COMUNIONE%20IN%20FORMATO%20PDF.pdf

Quando è venuto il momento di ricevere la comunione, si recitano i seguenti versetti di Simeone il Metafraste:
Ecco io mi accosto alla divina comunione, o mio Creatore! Non consumarmi per questa partecipazione; perché tu sei un fuoco che brucia gli indegni, ma purificami da ogni sozzura.
E quindi: Della tua mistica cena oggi, Figlio di Dio, accoglimi partecipe, poiché non parlerò del mistero ai tuoi nemici, né ti darò un bacio come Giuda, ma come il ladrone ti confesso: ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

E quindi questi versi:
Vedendo questo sangue divinizzante, trema, o uomo.Perché è un carbone ardente che brucia gli indegni.
Il corpo divino rende divini e nutre.
Esso rende divino lo spirito e nutre il pensiero in maniera incomprensibile.

E poi questi tropari:
O Cristo, con il tuo amore mi hai condotto alle delizie e con la tua protezione mi hai trasformato in un altro uomo: brucia i miei peccati con un fuoco immateriale e degnati di ricolmarmi delle tue delizie, affinché, pieno di gioia, io glorifichi, o buono, la tua venuta.
Come entrerò, io indegno, nello splendore dei tuoi santi? Se oso penetrare nella sala delle nozze, il mio abito mi accusa, perché non è un abito nuziale, e, incatenandomi, gli angeli mi cacceranno. Lava dunque, o Signore, le sozzure della mia anima e salvami, amico degli uomini.

E anche questa preghiera:
Maestro, amico degli uomini, Signore Gesù Cristo, mio Dio, che i tuoi santi doni non mi siano di giudizio a causa della mia indegnità: ma purificazione e santificazione dell'anima e del corpo e pegno della vita e del regno eterno. È bene per me avvicinarmi a Dio e riporre nel Signore la speranza della mia salvezza.




RINGRAZIAMENTO DOPO LA DIVINA COMUNIONE


PREGHIERA DI SAN SIMEONE IL METAFRASTE
Tu volente mi hai dato in cibo la tua carne, Tu sei fuoco e bruci gli indegni: non bruciar me, mio Plasmatore, piuttosto passa per l'insieme delle mie membra, in tutte le giunture, nelle viscere, nel cuore. Brucia le spine di tutte le mie colpe, purifica l'anima, santifica i pensieri, le compagini rafforza con l'ossa insieme; illumina i cinque sensi, configgi tutto me con il timore per te. Sempre proteggimi, guardami e custodiscimi da ogni opera e parola corruttrici dell'anima; casto rendimi, e puro, e regolato, bello, intelligente e luminoso; rendimi dimora dello Spirito unico e mai più dimora del peccato, affinché, reso tua casa per l'accesso alla tua comunione, come fuoco mi fugga ogni malfattore e ogni passione. Ti presento intercessori tutti i Santificati e i capischiera degli Incorporei, il tuo Precursore, i sapienti Apostoli, e innanzi a loro, la tua intemerata e casta Madre: accetta le loro impetrazioni, benigno Cristo mio, e fa' del tuo servo un figlio della luce. Sei Tu infatti la santificazione, l'unico che conta per le nostre anime, o Buono, e il loro splendore, ed è a te, come s'addice, Dio e Sovrano, che tutti noi gloria rendiamo per ogni giorno.