martedì 25 marzo 2014

25 Marzo festa dell'Annunciazione .L'Arcangelo Gabriele alla Madre di Dio canta Gioisci



25 Marzo festa dell'Annunciazione .L'Arcangelo Gabriele alla Madre di Dio canta Gioisci



Vangelo secondo Luca:

 « L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. »   (Luca 1,26-37)
Vangelo secondo Luca: « L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. » (Luca 1,26-37)
Vangelo secondo Matteo:

 « Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. »   (Matteo 1,18-25)
Vangelo secondo Matteo: « Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. » (Matteo 1,18-25)
Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione:

 «  [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" » 
 (Protovangelo di Giacomo 11)

Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione: « [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" » (Protovangelo di Giacomo 11)
APOLYTIKION. TONO 4
OGGI E’ IL PRINCIPO DELLA NOSTRA SALVEZZA E LA MANIFESTAZIONE DEL MISTERO NASCOSTO DA SECOLI: IL FIGLIO DI DIO DIVIENE FIGLIO DELLA VERGINE, E GABRIELE PORTA LA BUONA NOVELLA DELLA GRAZIA. CON LUI DUNQUE ACCLAMIAMO ALLA VERGINE: GIOISCI, O PIENA DI GRAZIA, IL SIGNORE E’ CON TE.

APOLYTIKION. TONO 4 OGGI E’ IL PRINCIPO DELLA NOSTRA SALVEZZA E LA MANIFESTAZIONE DEL MISTERO NASCOSTO DA SECOLI: IL FIGLIO DI DIO DIVIENE FIGLIO DELLA VERGINE, E GABRIELE PORTA LA BUONA NOVELLA DELLA GRAZIA. CON LUI DUNQUE ACCLAMIAMO ALLA VERGINE: GIOISCI, O PIENA DI GRAZIA, IL SIGNORE E’ CON TE.
Σήμερον τῆς σωτηρίας ἡμῶν τὸ κεφάλαιον, καὶ τοῦ ἀπ' αἰῶνος μυστηρίου ἡ φανέρωσις· ὁ Υἷός του Θεοῦ, υἱὸς τῆς Παρθένου γίνεται, καὶ Γαβριὴλ τὴν χάριν εὐαγγελίζεται. Διὸ καὶ ἡμεῖς σὺν αὐτῷ, τῇ Θεοτόκῳ βοήσωμεν· Χαῖρε Κεχαριτωμένη, ὁ Κύριος μετά σοῦ.
Σήμερον τῆς σωτηρίας ἡμῶν τὸ κεφάλαιον, καὶ τοῦ ἀπ' αἰῶνος μυστηρίου ἡ φανέρωσις· ὁ Υἷός του Θεοῦ, υἱὸς τῆς Παρθένου γίνεται, καὶ Γαβριὴλ τὴν χάριν εὐαγγελίζεται. Διὸ καὶ ἡμεῖς σὺν αὐτῷ, τῇ Θεοτόκῳ βοήσωμεν· Χαῖρε Κεχαριτωμένη, ὁ Κύριος μετά σοῦ.
KONDAKION. TONO PL.4
A TE CONDUTTRICE DI SCHIERE CHE MI DIFENDI, IO, LA TUA CITTA’, GRAZIE A TE RISCATTATA DA TREMENDE SVENTURE, O MADRE DI DIO, DEDICO QUESTI CANTI DI VITTORIA IN RENDIMENTO DI GRAZIE. E TU CHE POSSIEDI L’INVINCIBILE POTENZA, LIBERAMI DA OGNI SPECIE DI PERICOLO, AFFINCHE’ A TE IO ACCLAMI: GIOISCI, SPOSA SENZA NOZZE.
KONDAKION. TONO PL.4 A TE CONDUTTRICE DI SCHIERE CHE MI DIFENDI, IO, LA TUA CITTA’, GRAZIE A TE RISCATTATA DA TREMENDE SVENTURE, O MADRE DI DIO, DEDICO QUESTI CANTI DI VITTORIA IN RENDIMENTO DI GRAZIE. E TU CHE POSSIEDI L’INVINCIBILE POTENZA, LIBERAMI DA OGNI SPECIE DI PERICOLO, AFFINCHE’ A TE IO ACCLAMI: GIOISCI, SPOSA SENZA NOZZE.
icona siro ortodossa
icona siro ortodossa
Τῇ ὑπερμάχῳ στρατηγῷ τὰ νικητήρια

Ὡς λυτρωθεῖσα τῶν δεινῶν εὐχαριστήρια

Ἀναγράφω σοι ἡ Πόλις σου Θεοτόκε.

Ἀλλ’ ὡς ἔχουσα τὸ κράτος ἀπροσμάχητον

Ἐκ παντοίων με κινδύνων ἐλευθέρωσον

Ἵνα κράζω σοι, χαῖρε Νύμφη Ἀνύμφευτε.
Τῇ ὑπερμάχῳ στρατηγῷ τὰ νικητήρια Ὡς λυτρωθεῖσα τῶν δεινῶν εὐχαριστήρια Ἀναγράφω σοι ἡ Πόλις σου Θεοτόκε. Ἀλλ’ ὡς ἔχουσα τὸ κράτος ἀπροσμάχητον Ἐκ παντοίων με κινδύνων ἐλευθέρωσον Ἵνα κράζω σοι, χαῖρε Νύμφη Ἀνύμφευτε.
EXAPOSTILARION. .

 UN CONDOTTIERO DI ANGELICHE SCHIERE FU INVIATO DA DIO ONNIPOTENTE ALLA PURA, ALLA VERGINE PER ANNUNCIARE UN SINGOLARE E INEFFABILE PRODIGIO: DIO, COME UN UOMO, DA LEI NASCEVA BAMBINO, SENZA SEME, PER RIPLASMARE TUTTO IL GENERE UMANO. DATE, O POPOLI, LA BUONA NOVELLA DELLA RIPLASMAZIONE DEL MONDO.
EXAPOSTILARION. . UN CONDOTTIERO DI ANGELICHE SCHIERE FU INVIATO DA DIO ONNIPOTENTE ALLA PURA, ALLA VERGINE PER ANNUNCIARE UN SINGOLARE E INEFFABILE PRODIGIO: DIO, COME UN UOMO, DA LEI NASCEVA BAMBINO, SENZA SEME, PER RIPLASMARE TUTTO IL GENERE UMANO. DATE, O POPOLI, LA BUONA NOVELLA DELLA RIPLASMAZIONE DEL MONDO.
GIOISCI RISCATTO DELLA MALEDIZIONE DI ADAMO, O MADRE DI DIO; GIOISCI, VENERABILE GENITRICE DI DIO; GIOISCI, ROVETO VIVENTE; GIOISCI, LAMPADA; GIOISCI, TRONO; GIOISCI, SCALA E PORTA; GIOISCI, COCCHIO DIVINO; GIOISCI, NUBE LEGGERA; GIOISCI, TEMPIO; GIOISCI, URNA TUTTA D’ORO; GIOISCI, MONTE; GIOISCI, DIMORA E MENSA; GIOISCI, LIBERAZIONE DI EVA
GIOISCI RISCATTO DELLA MALEDIZIONE DI ADAMO, O MADRE DI DIO; GIOISCI, VENERABILE GENITRICE DI DIO; GIOISCI, ROVETO VIVENTE; GIOISCI, LAMPADA; GIOISCI, TRONO; GIOISCI, SCALA E PORTA; GIOISCI, COCCHIO DIVINO; GIOISCI, NUBE LEGGERA; GIOISCI, TEMPIO; GIOISCI, URNA TUTTA D’ORO; GIOISCI, MONTE; GIOISCI, DIMORA E MENSA; GIOISCI, LIBERAZIONE DI EVA
Dalle Omelie di sant'Ambrogio al vangelo di Luca 

Expositio Evangelii sec. Luc., lib. II, 10-11.13-16. PL 15, 1556.1557-1559 

Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco. concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo. (Lc 1,15) ‑Anche di Giovanni l'angelo aveva detto: Sarà grande davanti al Signore! Ma il Battista sarebbe stato grande come uomo, mentre il Figlio di Maria lo sarà al modo di Dio, secondo quel che dice il salmo: Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare. (Sal 144,3) 

Il Signore stesso dette testimonianza della grandezza di Giovanni, dicendo di lui: Tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni. Tuttavia, Gesù aggiunge: Il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. (Lc 7,28) 

Giovanni è grande, ma alla presenza del Signore. Poiché non bevve né vino né bevanda inebriante, può ben raccogliere il merito dall'astinenza, non avendo nessun potere per natura. Cristo, al contrario, mangiò e bevve con i pubblicani e i peccatori, giacché per natura aveva il potere di rimettere i peccati. Perché dunque egli avrebbe evitato di frequentare coloro che poteva rendere migliori degli asceti? 

Giovanni è grande, ma la sua grandezza ha un principio e una fine; invece il Signore Gesù è insieme principio e fine, primo e ultimo. Non esiste nulla prima di questo primo, nulla oltre quest'ultimo. 

Il Signore Gesù è davvero grande, come l'angelo annunziò a Maria. La potenza di Dio, infatti, si estende all'infinito, la grandezza della sua natura non ha confini. La Trinità non ha limiti né frontiere, non conosce misure o dimensioni di sorta. Non la racchiude nessuno spazio, nessun pensiero la circoscrive, non c'è calcolo che possa valutarla o un'epoca che possa mutarla. 

Il Signore Gesù dette sì, una certa grandezza a qualche uomo il cui messaggio apparve su tutta la terra e la cui parola giunse ai confini del mondo. Ma la loro voce non è arrivata ai confini dell'universo né al di là dei cieli; invece del Figlio di Dio sta scritto: Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. (Col 1,16.17) 

Contempla il cielo e vi troverai Gesù; guarda la terra, Gesù vi è presente. Se sali in cielo o scendi negli inferi grazie alla parola, vi troverai Gesù. Infatti Gesù è presente sia in cielo che sotto terra. Adesso, in questo stesso istante in cui sto parlando, Gesù è qui con me. 

Non era facile conoscere il mistero nascosto da secoli in Dio, mistero che nemmeno le potenze celesti riuscirono a sapere. E tuttavia Maria non negò la sua fede, non si sottrasse al compito, ma dette l'assenso della sua volontà e promise i suoi servigi. Difatti quando domanda come ciò potrà avvenire, non mette in dubbio la parola dell'angelo, ma si informa in quale maniera essa si realizzerà. 

Quant'è più misurata questa risposta che non le parole di Zaccaria! Mentre Maria domanda in che modo sarà possibile l'annunzio ricevuto, Zaccaria risponde: Come posso conoscere questo? Maria tratta già dell'affare, Zaccaria dubita ancora dell'annunzio. Dichiarando di non sapere, egli dimostra di non credere e sembra volere ancora un altro garante per la sua fede. Maria, al contrario, si dichiara pronta e non dubita che debba avverarsi ciò che pur domanda in che modo si compirà. Leggiamo infatti: Come è possibile? Non conosco uomo. 

Per credere a un parto così incredibile e inaudito occorreva che Maria lo udisse chiaramente proclamare. Una vergine che dà alla luce un figlio è il suggello di un mistero divino, non umano. Maria aveva letto nel profeta Isaia: Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio. (Is 7,14) Maria credeva gia al compimento della profezia, ma non conosceva in che modo si sarebbe avverata, perché ciò non era stato rivelato nemmeno a un profeta importante come Isaia. Infatti l'annuncio di un tale mistero poteva proferirlo soltanto la bocca di un angelo. 

Oggi si ascoltano per la prima volta le parole: Lo Spirito Santo scenderà su di te. Appena Maria ascolta questa parola così nuova, vi crede. Perciò risponde: Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto. Notate l’umiltà e la dedizione di Maria: mentre viene scelta per madre, si dichiara serva del Signore e non si lascia esaltare dall'improvvisa promessa. Non rivendica nessun privilegio, che pur le viene da un dono così grande, ma semplicemente dice che compirà quanto le viene comandato. 

Era necessario che Maria desse prova di umiltà, poiché doveva mettere al mondo colui che è mite e umile per eccellenza. Notiamo ancora la sua obbedienza e il suo desiderio. Dicendo: Eccomi, sono la serva del Signore, ella si mostra pronta a servire; e dicendo: Avvenga di me quello che hai detto, esprime a che cosa ella anela.

In una raccolta di composizioni poetiche del II secolo, dette Oracoli Sibillini, l'Incarnazione del Figlio di Dio in Maria viene raccontata con accenti ispirati e suggestivi:
«Alla fanciulla l'arcangelo con la voce così si volse: Nel tuo seno immacolato, o Vergine, Dio ricevi. Così parlando, il Signore ispirò grazia nella dolce fanciulla; ma lei, udendo, ne fu scossa e stupita. Tremante, immobile stette, con la mente confusa e il cuore che palpitava per l'inatteso messaggio. In seguito però ne gioì e il cuore caldo si sentì con la voce. La fanciulla sorrise, le gote di rossore soffuse, nella gioia rapita e con i sensi conquisi da amabile pudore. Prese dunque coraggio e il Verbo nel suo corpo veloce discese» (VIII, 460-468).

lunedì 24 marzo 2014

25 Marzo i Padri per la festa dell'Annunciazione


25 Marzo  i Padri per la festa dell'Annunciazione
http://www.istitutoaveta.it/90499.JPG
Dall'Omelia per la Festa del Patriarca Sofronio di Gerusalemme(+639)


http://www.reginamundi.info/icone/0112aAkathistos.jpg
E certamente, quale gioia, quale diletto si può mai trovare che
superi di gran lunga l'annunzio fatto a quella Vergine beata e Madre
della gioia?
Gioisci o Madre della gioia soprannaturale! Gioisci, o nutrice
dell'eccelsa gioia!
Gioisci sede capitale della gioia della salvezza! Gioisci, o
cooperatrice dell'immortale gioia!
Gioisci, o mistica dimora dell'ineffabile gioia! Gioisci, o
beatissima fonte dell'inesauribile gioia!
Gioisci, o tesoro di gioia eterna che porti Dio! Gioisci, o
rigogliosissimo albero della gioia vivificatrice!
Gioisci, o Madre di Dio che non hai conosciuto nozze! Gioisci, o
Vergine integerrima dopo il parto!
Gioisci, spettacolo fra tutti il più ammirabile!
Chi potrà mai esprimere il tuo splendore? Chi mai potrà narrare a
parole la tua straordinaria bellezza? Chi avrà il coraggio di
annunziare la tua grandezza



http://img369.imageshack.us/img369/38/saintephremlesyrien5vi.jpg
SAN EFREM SIRO Preghiere alla Santissima Madre di Dio per ogni ora
del giorno e della notte 

Ora Ventesima Prima
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Purissima Madre di Dio, difesa mia, accogli la supplica del tuo
servo indegno. Credo che tu puoi farlo e salvami. O Signora, che sei
la mia speranza, poiché sono il più misero tra tutti, da prova nei
miei confronti della tua meravigliosa misericordia. Tu conosci i
miei pensieri ed il mio modo d'agire ed a te non è sco-nosciuta la
mia debolezza. A te affido la mia anima macchiata dai peccati. Tu
vedi le mie ferite, Signora, guariscile versando su loro una goccia
della tua misericordia. La tua intercessione per la mia anima caduta
nella disperazione è accolta con benevolenza dal Figlio tuo e Re di
tutti, il quale ha fatto di te il rifugio dei peccatori. A lui si
addice la gloria e l'adorazione assieme al Padre suo senza principio
ed al Santissimo Spirito clemente ad apportatore di vita, ora e
sempre, ed in tutti i secoli. Amìn.


 



Dalle Omelie di Nicola Cabàsilas. Omelia per l'Annunciazione, 

Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. La
Vergine parla e la sua parola è efficace: E il Verbo si fece carne e venne ad
abitare in mezzo a noi (Gv 1, 14).
Dopo la sua risposta a Dio, Maria riceve lo Spirito che trae da lei la carne
tutta impregnata di divinità. Voce della potenza di Dio! Il Verbo divino
s'incarna grazie alla parola della madre; il Creatore assume una natura creata
in seguito alla parola della creatura. Sia la luce! (Gn 1, 3) aveva detto Dio. E
la luce fu. Allo stesso modo, dopo che la Vergine ebbe parlato, la vera luce
apparve. Colui che illumina ogni uomo (Gv 1, 9) che viene al mondo, prese carne
e fu portato nel suo seno. Le parole della Vergine hanno fatto della terra un
paradiso, svuotando gli inferi dei suoi prigionieri. Il cielo è diventato dimora
dell'uomo, che si è congiunto con gli angeli, sicché terra e cielo formano un
unico coro attorno a colui che appartiene ad entrambi nello stesso tempo, è
eterno e tuttavia entrò nel divenire.

25 Marzo L'Annunciazione Omelia di Sant'Ambrogio


25 Marzo L'Annunciazione  Omelia di Sant'Ambrogio

Dal vangelo  secondo Luca.
1,26-38
 
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.
  
http://www.mirabileydio.it/SITOULTIMO2/images/Ambrogio%202008.jpg
 
Dalle Omelie di sant'Ambrogio su questo vangelo.
 
Expositio Evangelii sec.Luc.,lib.II,10-11.13-16. PL 15,1556.1557 1559.
  
 
http://www.simonospetras.org/wp-content/uploads/2012/06/S.-Giovanni-Battista-Nikolla-figlio-di-Onufri-Museo-Nazionale-Onufri-di-Berat-Albania.jpg
Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco. concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo. (Lc 1,15) ‑Anche di Giovanni l'angelo aveva detto: Sarà grande davanti al Signore! Ma il Battista sarebbe stato grande come uomo, mentre il Figlio di Maria lo sarà al modo di Dio, secondo quel che dice il salmo: Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare. (Sal 144,3)
Il Signore stesso dette testimonianza della grandezza di Giovanni, dicendo di lui: Tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni. Tuttavia, Gesù aggiunge: Il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. (Lc 7,28)
Giovanni è grande, ma alla presenza del Signore. Poiché non bevve né vino né bevanda inebriante, può ben raccogliere il merito dall'astinenza, non avendo nessun potere per natura. Cristo, al contrario, mangiò e bevve con i pubblicani e i peccatori, giacché per natura aveva il potere di rimettere i peccati. Perché dunque egli avrebbe evitato di frequentare coloro che poteva rendere migliori degli asceti?
Giovanni è grande, ma la sua grandezza ha un principio e una fine; invece il Signore Gesù è insieme principio e fine, primo e ultimo. Non esiste nulla prima di questo primo, nulla oltre quest'ultimo.
 
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Il Signore Gesù è davvero grande, come l'angelo annunziò a Maria. La potenza di Dio, infatti, si estende all'infinito, la grandezza della sua natura non ha confini. La Trinità non ha limiti né frontiere, non conosce misure o dimensioni di sorta. Non la racchiude nessuno spazio, nessun pensiero la circoscrive, non c'è calcolo che possa valutarla o un'epoca che possa mutarla.
Il Signore Gesù dette sì, una certa grandezza a qualche uomo il cui messaggio apparve su tutta la terra e la cui parola giunse ai confini del mondo. Ma la loro voce non è arrivata ai confini dell'universo né al di là dei cieli; invece del Figlio di Dio sta scritto: Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. (Col 1,16.17)
Contempla il cielo e vi troverai Gesù; guarda la terra, Gesù vi è presente. Se sali in cielo o scendi negli inferi grazie alla parola, vi troverai Gesù. Infatti Gesù è presente sia in cielo che sotto terra. Adesso, in questo stesso istante in cui sto parlando, Gesù è qui con me.
 
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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6c/Annunciation_to_Zechariah_British_Library_Add._MS_59874_Ethiopian_Bible.jpg/220px-Annunciation_to_Zechariah_British_Library_Add._MS_59874_Ethiopian_Bible.jpg
 
Non era facile conoscere il mistero nascosto da secoli in Dio, mistero che nemmeno le potenze celesti riuscirono a sapere. E tuttavia Maria non negò la sua fede, non si sottrasse al compito, ma dette l'assenso della sua volontà e promise i suoi servigi. Difatti quando domanda come ciò potrà avvenire, non mette in dubbio la parola dell'angelo, ma si informa in quale maniera essa si realizzerà.
Quant'è più misurata questa risposta che non le parole di Zaccaria! Mentre Maria domanda in che modo sarà possibile l'annunzio ricevuto, Zaccaria risponde: Come posso conoscere questo? Maria tratta già dell'affare,  Zaccaria dubita ancora dell'annunzio. Dichiarando di non sapere, egli dimostra di non credere e sembra volere ancora un altro garante per la sua fede. Maria, al contrario, si dichiara pronta e non dubita che debba avverarsi ciò che pur domanda in che modo si compirà. Leggiamo infatti: Come è possibile? Non conosco uomo.
 
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http://www.mirabileydio.it/vetr/Nuova%20cartella/content/Mad-Saluspopuli10.jpg
 
Per credere a un parto così incredibile e inaudito occorreva che Maria lo udisse chiaramente proclamare. Una vergine che dà alla luce un figlio è il suggello di un mistero divino, non umano. Maria aveva letto nel profeta Isaia: Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio. (Is 7,14) Maria credeva gia al compimento della profezia, ma non conosceva in che modo si sarebbe avverata, perché ciò non era stato rivelato nemmeno a un profeta importante come Isaia. Infatti l'annuncio di un tale mistero poteva proferirlo soltanto la bocca di un angelo.
Oggi si ascoltano per la prima volta le parole: Lo Spirito Santo scenderà su di te. Appena Maria ascolta questa parola così nuova, vi crede. Perciò risponde: Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto. Notate l’umiltà e la dedizione di Maria: mentre viene scelta per madre, si dichiara serva del Signore e non si lascia esaltare dall'improvvisa promessa. Non rivendica nessun privilegio, che pur le viene da un dono così grande, ma semplicemente dice che compirà quanto le viene comandato.
Era necessario che Maria desse prova di umiltà, poiché doveva mettere al mondo colui che è mite e umile per eccellenza. Notiamo ancora la sua obbedienza e il suo desiderio. Dicendo: Eccomi, sono la serva del Signore, ella si mostra pronta a servire; e dicendo: Avvenga di me quello che hai detto, esprime a che cosa ella anela.

25 Marzo l'Annunciazione nelle meditazioni dei Padri




25 Marzo l'Annunciazione nelle meditazioni dei Padri


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4c/Grigorii_chudotvoretz.jpg/225px-Grigorii_chudotvoretz.jpg

Dalle Omelie attribuite a Gregorio il Taumaturgo.
Homilia II in Annunciatione, PG 10,1156‑1169.
 
 
http://www.webalice.it/giovanni.fabriani/icone/annunciazione-costant-ocrida-xiv-sec.jpg 
Bisogna che noi offriamo a Dio come sacrificio di lode ogni celebrazione festiva; la prima di tutte le solennità deve essere quella dell'Annunciazione della santissima Madre di Dio, quando l'angelo la chiamò piena di grazia.
Questa salutazione angelica è nel Nuovo Testamento l'inizio di ogni sapienza e dottrina di salvezza. A noi, infatti, si rivolge questo saluto del Padre dei lumi: Ti saluto, o piena di grazia. (Lc 1,28 2)
Con queste parole Iddio abbraccia l'intera natura umana. Ti saluto, o piena di grazia, nel santo concepimento, nella tua maternità di gloria, perché ti annunzio una buona novella, una grande gioia per tutto il popolo.
Osservate dunque, carissimi, come il Signore, dappertutto invisibile, ci ha fatto dono di una gioia perenne, che eccede ogni pensiero umano.
http://www.tralci-niklima.com/wp-content/uploads/2013/11/annunciazione2.jpg 
2
 
Mentre era sulla terra, Maria conduceva una vita purissima, inghirlandata di ogni genere di virtù, ben al di là dei consueti atteggiamenti umani.
Il Verbo dell'eterno Padre volle allora assumere da lei la carne e farsi totalmente uomo. Attraverso la carne il peccato era entrato nel mondo e con il peccato era venuta la morte. Ma l'incarnazione condanna il peccato, quasi seppellendolo nel santo corpo di Maria. Così fu vinto il tentatore del peccato.
Con l'incarnazione, Dio volle che la stessa vita eterna trovasse nel mondo la sua dimora e con l'apparire dell'inizio della risurrezione un'intimità nascesse tra Dio e gli uomini.
Chi sarà in grado di narrare l'imperscrutabile mistero? Che cosa dire e che cosa lasciare in silenzio?
 
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Gabriele fu inviato alla castissima Vergine: lui, incorporeo, si presenta a lei che nel corpo vive una vita incorrotta e osserva la castità con le altre virtù. Giunto da Maria, per prima cosa le annunzia la buona novella: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. Veramente sei colma di grazia, poiché hai indossato una veste senza macchia e ti sei cinta di purezza e temperanza. La tua vita ti rende degna della vera gioia.
Ti saluto, o piena di grazia: tu che sei vaso e scrigno della letizia celeste. Ti saluto, o piena di grazia: per mezzo tuo la gioia viene concessa a ogni creatura e il genere umano recupera l'antica dignità. Ti saluto, o piena di grazia: sulle tue braccia sarà portato il Creatore di tutte le cose.
Maria a queste parole rimane turbata: non è avvezza a discorrere con gli uomini, anzi ama la quiete solitaria, madre della continenza e della castità. E poiché ella è immagine immacolata di purezza e di integrità, non ha paura dell'apparizione dell'angelo, così come successe di solito ai profeti: l'autentica verginità ha, infatti, varie somiglianze con lo stato angelico.
 
 
L'arcangelo annunzia a Maria una gioia certa e indubitabile: Non temere, Maria perché hai trovato grazia presso Dio. (Lc 1,30)  Queste poche parole ti dimostreranno che non devi nutrire nessun timore, anzi ti indicheranno la ragione di aver fiducia. Attraverso la mia voce tutte le potenze celesti salutano in te la Vergine santa; anzi lo stesso Dominatore delle potenze ipercosmiche fra tutte le creature ha scelto te, perché sei santa e ornata di grazia.
Attraverso il tuo seno puro, casto e incorruttibile, uscirà la fulgidissima perla, destinata a salvare il mondo intero. Tu sei divenuta più gloriosa, più pura, più santa di ogni creatura umana. Hai una mente più candida della neve e un corpo più puro dell'oro raffinato nel crogiolo.
Ezechiele ti scorse nella sua visione, quando descrisse così: Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve qualcosa come pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù mi apparve come di fuoco. (Ez 1,26‑27).
Nella sua chiaroveggenza, il profeta vide sotto quel simbolo il figlio nato dalla Vergine. Maria non avrebbe potuto portare un tale figlio se fin da quel tempo non fosse apparsa fulgente di ogni gloria e virtù.
 
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Con quali elogi descriveremo la dignità verginale? Con quali lodi e con quali inni celebreremo il suo volto immacolato? Con quali espressioni e con quali canti spirituali potremo onorare colei che è più magnifica degli angeli?
Maria fu piantata nella casa del Signore come un olivo fruttifero; lo Spirito Santo la coprì della sua ombra e per mezzo di lei ci chiamò figli ed eredi del regno di Cristo.
La Vergine è il paradiso sempre verde della nostra eternità, nel quale l'albero della vita, che lì vi cresce, dà a tutti frutti di immortalità.
Maria è vanto delle vergini, giubilo delle madri, sostegno dei credenti, icona perfetta del fedele. E' indumento di luce e dimora della virtù; è la fonte perenne da cui l'acqua viva ha fatto scaturire l'incarnazione del Signore. Maria è baluardo di giustizia e chiunque sarà innamorato della sua nobiltà e purezza verginale, godrà della grazia degli angeli.
 
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Coloro che in modo degno celebreranno l'Annunciazione della vergine Madre di Dio otterranno una più ricca ricompensa dalle parole dell'angelo: Ti saluto, o piena di grazia. Celebriamo perciò solennemente questa festività che ha riempito il mondo intero di gioia e di letizia. Celebriamola con salmi, inni e cantici spirituali.
L'annunciazione della vergine Maria piena di grazia è divenuta per noi il principio di ogni bene, il mirabile piano di salvezza del Salvatore, il suo divino ed eccelso insegnamento. Da Maria si diramano con splendore i raggi della luce spirituale. Da qui scaturiscono per noi le fonti della sapienza e dell'immortalità, le quali effondono limpidi e puri ruscelli di amore. Da qui risplenderanno per noi i tesori della divina conoscenza, perché questa è la vita eterna: conoscere il vero Dio e colui che ha mandato, Gesù Cristo. (Cf Gv 17,3)
 
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Dio nella sua grande bontà, quando vide la sua o pera assoggettata alla morte, non distolse completamente lo sguardo dall'uomo che aveva foggiato a sua immagine; non lo abbandonò e ad ogni generazione venne a visitarlo in terra.
Manifestandosi dapprima nei patriarchi, proclamandosi nella legge e rivelandosi nei profeti, annunziò il suo piano di salvezza. Ma quando giunse la pienezza dei tempi in cui doveva venire in tutta la sua gloria, mandò l'arcangelo Gabriele dalla vergine Maria per darle il lieto annunzio.
L'angelo scese dalle ineffabili potenze celesti e si rivolse alla santissima Vergine dicendo:Ti saluto, o piena di grazia. Non appena ella ebbe ascoltato quel saluto, ecco che lo Spirito Santo entrò nel virgineo tempio immacolato, santificandone il corpo e lo spirito. Le leggi della natura e del matrimonio stettero in disparte a guardare con stupore il Signore della natura operare in quel corpo un prodigio al di là della natura, o meglio, sopra la natura.
Con tutt'altre armi da quelle che il diavolo usò per farci la guerra, Cristo ci ha salvati: egli ha assunto il nostro corpo soggetto al patire, per dare una grazia maggiore alla nostra indigenza. (Rm 5,20) Laddove ha abbondato il peccato. ha sovrabbondato la grazia.
 
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La tua lode, o santissima Vergine, senz'altro supera ogni lode, perché in te Dio ha preso carne ed è nato uomo. Te venera ogni creatura nei cieli, sulla terra e negli inferi e a te offre il culto che ti si addice. Tu sei davvero il trono degno dei cherubini e dalla sommità del regno spirituale tu brilli nel fulgore della tua luce.
In te è glorificato il Padre che non ha inizio, lui che ha disteso su di te la sua ombra. In te è adorato il Figlio, che tu hai generato secondo la carne. In te è celebrato lo Spirito Santo, che nel tuo seno portò a compimento la nascita del gran Re. Per mezzo di te, o piena di grazia, la santa e consostanziale Trinità è conosciuta nel mondo intero.
Degnati di rendere partecipi anche noi della tua perfetta grazia, in Cristo Gesù nostro Signore, insieme col quale sia gloria al Padre e allo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
 

domenica 23 marzo 2014

Le annunciazioni del Signore ..dall'Antico al Nuovo Testamento



Le annunciazioni  del Signore ..dall'Antico al Nuovo testamento 
 
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Daniele 9,20-27

20 Mentre io stavo ancora parlando, pregando e confessando il mio peccato e il peccato del mio popolo d'Israele e presentavo la mia supplica davanti all'Eterno, il mio DIO, per il monte santo del mio DIO, 21 sì, mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell'uomo Gabriele, che avevo visto in visione all'inizio, mandato con rapido volo, mi raggiunse verso l'ora dell'oblazione della sera. 22 Egli mi ammaestrò, mi parlò e disse: «Daniele, io sono venuto ora per metterti in grado di intendere. 23 All'inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per fartela conoscere, perché tu sei grandemente amato. Fa' dunque attenzione alla parola e intendi la visione: 24 Settanta settimane sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità, per far venire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. 25 Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane; essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. 26 Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un'inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni. 27 Egli stipulerà pure un patto con molti per una settimana, ma nel mezzo della settimana farà cessare sacrificio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore»..


 

Luca 1,5-25

 

5 Ai giorni di Erode, re della Giudea, vi era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia; sua moglie era discendente da Aaronne e si chiamava Elisabetta. 6 Erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e le leggi del Signore. 7 Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed entrambi erano già avanzati in età. 8 Or avvenne che, mentre Zaccaria esercitava il suo ufficio sacerdotale davanti a Dio nell'ordine della sua classe, 9 secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per bruciare l'incenso. 10 Intanto l'intera folla del popolo stava fuori in preghiera, nell'ora dell'incenso. 11 Allora un angelo del Signore gli apparve, stando in piedi alla destra dell'altare dell'incenso. 12 Al vederlo Zaccaria fu turbato e preso da paura. 13 Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, al quale porrai nome Giovanni. 14 Ed egli sarà per te motivo di gioia e di allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita. 15 Perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà né vino né bevande inebrianti e sarà ripieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre. 16 E convertirà molti dei figli d'Israele al Signore, loro Dio. 17 Ed andrà davanti a lui nello spirito e potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto». 18 E Zaccaria disse all'angelo: «Da che cosa conoscerò questo? Poiché io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». 19 E l'angelo, rispondendo, gli disse: «Io sono Gabriele che sto alla presenza di Dio, e sono stato mandato per parlarti e annunziarti queste buone novelle. 20 Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo». 21 Intanto il popolo aspettava Zaccaria e si meravigliava che egli si trattenesse così a lungo nel tempio. 22 Ma, quando uscì, non poteva parlare loro; allora essi compresero che egli aveva avuto una visione nel tempio; egli faceva loro dei cenni, ma rimase muto. 23 E avvenne che, quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli ritornò a casa sua. 24 Ora, dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì; e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25 «Ecco cosa mi ha fatto il Signore nei giorni, in cui ha volto il suo sguardo su di me per rimuovere la mia vergogna tra gli uomini».

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Luca 1,26-38

26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 E l'angelo, entrato da lei, disse: «Salve, o grandemente favorita, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne». 29 Ma quando lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un tale saluto. 30 E l'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; 33 e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 E Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?». 35 E l'angelo, rispondendo, le disse: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà; pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco Elisabetta, tua parente, ha anch'ella concepito un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile, 37 poiché nulla è impossibile con Dio». 38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.


Matteo 1:18-25

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18 Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente. 20 Ma, mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perché ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo. 21 Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati». 22 Or tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice: 23 «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: "Dio con noi"». 24 E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; 25 ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.

 

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Luca 2,8-20

8 Ora in quella stessa regione c'erano dei pastori che dimoravano all'aperto, nei campi, e di notte facevano la guardia al loro gregge. 9 Ed ecco, un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore risplendette intorno a loro, ed essi furono presi da grande paura. 10 Ma l'angelo disse loro: «Non temete, perché vi annunzio una grande gioia che tutto il popolo avrà; 11 poiché oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore. 12 E questo vi servirà di segno: Voi troverete un bambino fasciato, coricato in una mangiatoia». 13 E ad un tratto si unì all'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio, dicendo: 14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini, su cui si posa il suo favore». 15 E avvenne che, quando gli angeli si allontanarono da loro per ritornare in cielo, i pastori dissero tra loro: «Andiamo fino a Betlemme, per vedere ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono quindi in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino, che giaceva in una mangiatoia. 17 Dopo averlo visto, divulgarono quanto era stato loro detto a proposito di quel bambino. 18 E tutti coloro che li udirono si meravigliarono delle cose raccontate loro dai pastori. 19 Maria custodiva tutte queste parole, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori se ne ritornarono, glorificando e lodando Dio per tutte le cose che avevano udito e visto, come era stato loro detto.

Matteo 2,19-23

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19 Ora, morto Erode, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, 20 e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele, perché coloro che cercavano la vita del bambino sono morti». 21 Ed egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre e venne nel paese d'Israele; 22 ma, avendo udito che Archelao regnava in Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di andare là. E, divinamente avvertito in sogno, si rifugiò nel territorio della Galilea, 23 e, giunto là, abitò in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti: «Egli sarà chiamato Nazareno».