venerdì 23 maggio 2014

Dal nostro Padre tra i Santi Vincenzo di Lerins





Πιστεύομεν εἰς ἕνα Θεόν,

Πατέρα Παντοκράτορα,
ποιητὴν οὐρανοῦ καὶ γῆς,
ὁρατῶν τε πάντων καὶ ἀοράτων


Καὶ εἰς ἕνα Κύριον Ἰησοῦν Χριστόν,

τὸν Υἱὸν τοῦ Θεοῦ τὸν μονογενῆ,
τὸν ἐκ τοῦ Πατρὸς γεννηθέντα πρὸ πάντων τῶν αἰώνων·
φῶς ἐκ φωτός,
Θεὸν ἀληθινὸν ἐκ Θεοῦ ἀληθινοῦ,
γεννηθέντα οὐ ποιηθέντα,
ὁμοούσιον τῷ Πατρί,
δι' οὗ τὰ πάντα ἐγένετο


Τὸν δι' ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους

καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν
κατελθόντα ἐκ τῶν οὐρανῶν
καὶ σαρκωθέντα ἐκ Πνεύματος Ἁγίου
καὶ Μαρίας τῆς Παρθένου
καὶ ἐνανθρωπήσαντα


Σταυρωθέντα τε ὑπὲρ ἡμῶν ἐπὶ Ποντίου Πιλάτου,

καὶ παθόντα
καὶ ταφέντα.


Καὶ ἀναστάντα τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ

κατὰ τὰς Γραφάς.


Καὶ ἀνελθόντα εἰς τοὺς οὐρανοὺς

καὶ καθεζόμενον ἐv δεξιᾷ τοῦ Πατρός.


Καὶ πάλιν ἐρχόμενον μετὰ δόξης

κρῖναι ζῶντας καὶ νεκρούς,
οὗ τῆς βασιλείας οὐκ ἔσται τέλος.


Καὶ εἰς τὸ Πνεῦμα τὸ Ἅγιον,

τὸ κύριον καὶ τὸ ζωοποιόν,
τὸ ἐκ τοῦ Πατρὸς ἐκπορευόμενον,
τὸ σὺν Πατρὶ συμπροσκυνούμενον καὶ συνδοξαζόμενον,
τὸ λαλῆσαν διὰ τῶν προφητῶν.

Εἰς μίαν, Ἁγίαν, Καθολικὴν καὶ Ἀποστολικὴν Ἐκκλησίαν.
Ὁμολογοῦμεν ἓν βάπτισμα εἰς ἄφεσιν ἁμαρτιῶν.
Προσδοκοῦμεν ἀνάστασιν νεκρῶν.
Καὶ ζωὴν τοῦ μέλλοντος αἰῶνος. Ἀμήν.


Nella Chiesa Cattolica bisogna avere la più grande cura nel ritenere ciò che è stato creduto dappertutto, sempre e da tutti. Questo è veramente e propriamente cattolico, secondo l'idea di universalità racchiusa nell'etimologia stessa della parola. Ma questo avverrà se noi seguiremo l'universalità, l'antichità, il consenso generale. Seguiremo l'universalità se confesseremo come vera e unica fede quella che la Chiesa intera professa per tutto il mondo; l'antichità, se non ci scostiamo per nulla dai sentimenti che notoriamente proclamarono i nostri santi predecessori e padri; il consenso generale, infine, se, in questa stessa antichità, noi abbracciamo le definizioni e le dottrine di tutti, o quasi, i Vescovi e i Maestri.


- Come, dunque, dovrà comportarsi un cristiano cattolico se qualche piccola frazione, della Chiesa si stacca dalla comunione con la fede universale?
Dovrà senz'altro anteporre a un membro marcio e pestifero la sanità del corpo intero.
- Se, però, si tratta di una novità eretica che non è limitata a un piccolo gruppo, ma tenta di contagiare e contaminare la Chiesa intera?
In tal caso, il cristiano dovrà darsi da fare per aderire all'antichità, la quale non può evidentemente essere alterata da nessuna nuova menzogna.
- E se nella stessa antichità si scopre che un errore è stato condiviso da più persone o addirittura da una città o da una provincia intera?

In questo caso avrà la massima cura di preferire alla temerità e all'ignoranza di quelli, i decreti, se ve nesono, di un antico concilio universale. 

- E se sorge una nuova opinione, per la quale nulla si trovi di già definito? 
Allora egli ricercherà e confronterà le opinioni dei nostri maggiori, di quelli soltanto però che, pur appartenendo a tempi e luoghi diversi, rimasero sempre nella comunione e nella fede dell'unica Chiesa Cattolica e ne divennero maestri approvati. Tutto ciò che troverà che non da uno o due soltanto, ma da tutti insieme, in pieno accordo, è stato ritenuto, scritto, insegnato apertamente, frequentemente e costantemente, sappia che anch'egli lo può credere senza alcuna esitazione. 



Copertina di 'Commonitorio - Estratti'



giovedì 22 maggio 2014

Prima del Santo Battesimo Preghiera del Catecumenato


Prima del Santo Battesimo
Preghiera del Catecumenato


Terzo Esorcismo
Preghiamo il Signore.

Signore degli eserciti, Dio d’Israele, che guarisci ogni male ed ogni malessere, guarda il tuo servo, scrutalo, provalo, allontana da lui ogni operazione diabolica. Castiga gli spiriti impuri e cacciali, purifica l’opera delle tue mani e per la tua azione penetrante getta prontamente Satana sotto i suoi piedi e donagli la vittoria sul diavolo e sui suoi spiriti impuri, affinché, dopo aver ricevuto da te la misericordia, sia giudicato degno dei tuoi celesti ed immortali misteri, e che ti glorifichi, Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.
Preghiera
Preghiamo il Signore.

Tu che sei Colui che è, Sovrano Signore, che hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza e gli hai donato il potere di arrivare alla vita eterna e in seguito non l’hai disprezzato quando cadde nel peccato, ma hai salvato il mondo con l’Incarnazione di tuo Figlio;

 Tu stesso dopo aver liberato dalla schiavitù del nemico la tua creatura che è qui, ricevila nel tuo Regno celeste; apri gli occhi alla sua intelligenza, affinché la luce del tuo Vangelo possa brillare in lei; 

unisci alla sua vita un Angelo di luce che la liberi da tutte le insidie dell’avversario, dall’incontro col maligno, dal demonio meridiano e dalle illusioni perverse.
Il Sacerdote gli soffia tre volte sulla bocca, la fronte e il petto, dicendo:

Scaccia da lui ogni spirito maligno e impuro che si nasconde e che batte nel suo cuore (3). Lo spirito dell’errore, lo spirito della cattiveria, lo spirito dell’idolatria e della bramosia insaziabile, lo spirito della menzogna e di ogni impurità ispirata dalle istigazioni del diavolo. E fà di lui una pecorella intelligente del Santo Gregge del tuo Cristo, un membro onorevole della tua Chiesa, un figlio ed erede del tuo Regno, affinché, dopo aver vissuto secondo i tuoi comandamenti, conservato intatto il tuo sigillo e salvaguardata intatta la sua veste immacolata, riceva la felicità dei tuoi Santi nel tuo Regno.

Ekfònisis:
Per la grazia, la compassione e l’amore per gli uomini del tuo Figlio Unigenito, con il Quale Tu sei benedetto, insieme col santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.


mercoledì 21 maggio 2014

20 Maggio 325 Concilio di Nicea I


20 Maggio 325 Concilio di Nicea

File:Boyana Angel.jpg

Affresco medievale raffigurante san Nicola dalla Chiesa di Bojana, presso Sofia (Bulgaria).

PROFESSIONE DI FEDE DEI 318 PADRI
Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisibili. Ed in un solo Signore, Gesù Cristo, figlio di Dio, generato, unigenito, dal Padre, cioè dalla sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre [secondo i Greci: consustanziale], mediante il quale sono state fatte tutte le cose, sia quelle che sono in cielo, che quelle che sono sulla terra. Per noi uomini e per la nostra salvezza egli discese dal cielo, si è incarnato, si è fatto uomo, ha sofferto e risorse il terzo giorno, salì nei cieli, verrà per giudicare i vivi e i morti. Crediamo nello Spirito Santo. 

Ma quelli che dicono: Vi fu un tempo in cui egli non esisteva; e: prima che nascesse non era; e che non nacque da ciò che esisteva, o da un’altra ipostasi o sostanza che il Padre, o che affermano che il Figlio di Dio possa cambiare o mutare, questi la chiesa cattolica e apostolica li condanna. 


File:Hosius of Cordoba.jpg

canone XX. Che non si debba, nei giorni di domenica e di Pentecoste, pregare in ginocchio. 

Poiché vi sono alcuni che di domenica e nei giorni della Pentecoste si inginocchiano, per una completa uniformità è sembrato bene a questo santo sinodo che le preghiere a Dio si facciano in piedi.




File:THE FIRST COUNCIL OF NICEA.jpg

22 Maggio Commemoration of the Holy Fathers of the Second Ecumenical Council


Commemoration of the Holy Fathers of the Second Ecumenical Council





http://www.chiesadicefalu.it/wp-content/uploads/2012/08/I-Concilio-Costantinopoli.pdf

Dalla  LETTERA DEI VESCOVI RADUNATI A COSTANTINOPOLI A PAPA DAMASO E AI
VESCOVI OCCIDENTALI (382


Ai signori illustrissimi e reverendissirni fratelli e colleghi Damaso, Ambrogio, Brittone, Valeriano, Acolio, Anemio, Basilio, e agli altri santi vescovi raccolti nella grande Roma, il santosinodo dei vescovi che professano la vera fede, riuniti nella grande Costantinopoli, salute nelSignore


.......
Questa fede, infatti, dev'essere approvata da voi, da noi e da quanti non distorcono
il senso della vera fede essendo essa antichissima e conforme al battesimo; essa ci insegna a
credere nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cioè in una sola divinità, potenza, sostanza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in una uguale dignità, e in un potere coeterno, in tre perfettissime ipostasi, cioè in tre perfette persone, ossia tali, che non abbia luogo  in esse né la follia di Sabellio con la confusione delle persone, con la soppressione delle proprietà personali, né prevalga la bestemmia degli Eunomiani, degli Ariani, dei Pneumatomachi, per cui, divisa la sostanza, o la natura, o la divinità, si aggiunga all'increata, consostanziale e  coeterna Trinità una natura posteriore, creata, o di diversa sostanza. Riteniamo anche, intatta, la dottrina dell'incarnazione del Signore; non accettiamo, cioè l'assunzione di una carne senza anima, senza ntelligenza, imperfetta, ben sapendo che il verbo di Dio, perfetto prima dei secoli, è divenuto perfetto uomo negli ultimi tempi per la nostra salvezza.
Queste sono, in sintesi, le principali verità della fede, che senza ambagi predichiamo. Esse vi  procureranno anche una maggior soddisfazione, se vi degnerete di leggere
il tomo composto  dal sinodo di Antiochia, e quello pubblicato dal concilio ecumenico, a Costantinopoli, lo scorso  anno. In essi abbiamo esposto la nostra fede assai ampiamente, ed abbiamo sottoscritto i  nostri anatemi contro le recenti novità delle eresie







http://oca.org/saints/lives/2014/05/22/101462-commemoration-of-the-holy-fathers-of-the-second-ecumenical-counc

IL SIMBOLO DEI CENTOCINQUANTA PADRI
Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, 
di tutte le cose visibili e di quelle invisibili: e in un solo signore Gesù Cristo, figlio unigenito di Dio, generatodal Padre prima di tutti i secoli, luce da luce,
Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose. Per noi uomini eper la nostra salvezza egli discese dal cielo, prese carne dallo Spirito Santo e da Maria vergine, e divenne
uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, fu sepolto e risuscitò il terzo
giorno secondo le Scritture, salì al cielo, si sedette alla destra del Padre: verrà nuovamentenella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Crediamo anche nelloSpirito Santo, che è signore e dà vita, che procede dal Padre; che col Padre e col Figlio deve essere adorato e glorificato, ed ha parlato per mezzo dei Profeti. Crediamo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Crediamo un solo battesimo per la remissione dei peccati e aspettiamo la resurrezione dei morti, e la vita del secolo futuro. Amen.

martedì 20 maggio 2014

Le preghiere del mattino e della sera del cristiano ortodosso




Le preghiere 
del mattino e della sera 
del cristiano ortodosso 


http://www.ortodossiatorino.net/TestoTrilingue.php?id=231


Preghiera 2a, di Sant'Antiochio, al Signore nostro Gesù Cristo



Onnipotente, Verbo del Padre, tu stesso sei perfetto, Gesù Cristo, per la tua grande misericordia non allontanarti mai da me, servo tuo, ma sempre riposa in me.

49-Buon-Pastore-Ravenna




Gesù, buon Pastore delle tue pecore, non mi abbandonare agli inganni del serpente e ai desideri di satana e non lasciarmi, perché è in me il seme della corruzione.


 Tu dunque, Signore, Dio adorabile, Re Santo, Gesù Cristo, custodiscimi nel sonno con la luce assidua, il tuo santo Spirito, per mezzo del quale hai santificato i tuoi discepoli.


 Dà anche a me, tuo servo indegno, Signore, la tua salvezza sul mio giaciglio;


illumina la mia mente con la luce dell'intelligenza del tuo santo Vangelo, 


la mia anima con l'amore della tua Croce, il mio cuore con la purezza della tua parola, il mio corpo con la tua passione impassibile, custodisci il mio pensiero con la tua umiltà e rialzami, a tempo opportuno, per la tua glorificazione.

Poiché tu sei sommamente glorificato con il tuo eterno Padre e con il tuttosanto Spirito nei secoli. Amen.

lunedì 19 maggio 2014

L'episodio della Samaritana nella meditazione di Sant'Agostino

Towards a Great Pictorial Synthesis: Interview with Ioan Popa – Orthodox Arts Journal

6. Gesù, dunque, stanco per il viaggio, stava così a sedere sul pozzo. Era circa l'ora sesta (Gv 4, 6). Cominciano i misteri. Non per nulla, infatti, Gesù si stanca; non per nulla si stanca la forza di Dio; non per nulla si stanca colui che, quando siamo affaticati, ci ristora, quando è lontano ci abbattiamo, quando è vicino ci sentiamo sostenuti. Comunque Gesù è stanco, stanco del viaggio, e si mette a sedere; si mette a sedere sul pozzo, ed è l'ora sesta quando, stanco, si mette a sedere. Tutto ciò vuol suggerirci qualcosa, vuol rivelarci qualcosa; richiama la nostra attenzione, c'invita a bussare. Ci apra, a noi e a voi, quello stesso che si è degnato esortarci dicendo: Bussate e vi sarà aperto (Mt 7, 7). E' per te che Gesù si è stancato nel viaggio. Vediamo Gesù pieno di forza, e lo vediamo debole; è forte e debole: forte perché in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio; questo era in principio presso Dio. Vuoi vedere com'è forte il Figlio di Dio? Tutto fu fatto per mezzo di lui, e niente fu fatto senza di lui; e tutto senza fatica. Chi, dunque, è più forte di lui che ha fatto tutte le cose senza fatica? Vuoi vedere ora la sua debolezza? Il Verbo si è fatto carne e abitò fra noi (Gv 1, 1 3 14). La forza di Cristo ti ha creato, la debolezza di Cristo ti ha ricreato. La forza di Cristo ha chiamato all'esistenza ciò che non era, la debolezza di Cristo ha impedito che si perdesse ciò che esisteva. Con la sua forza ci ha creati, con la sua debolezza è venuto a cercarci.

Icona "Samaritana al pozzo"
10. Arriva una donna. E' figura della Chiesa, non ancora giustificata, ma già in via di essere giustificata: questo il tema della conversazione. Arriva senza sapere nulla e trova Gesù, il quale attacca discorso con lei. Vediamo su che cosa e con quale intenzione. Arriva una donna samaritana ad attingere acqua (Gv 4, 7). I Samaritani non appartenevano al popolo giudeo: erano stranieri, benché abitassero una terra vicina. Sarebbe lungo raccontare l'origine dei Samaritani; per non diffonderci troppo, magari trascurando il necessario, vi basti sapere che i Samaritani erano stranieri. 

Non vi sembrerà arbitraria questa mia affermazione, se tenete conto di quanto lo stesso Signore Gesù dice a proposito di quel samaritano, uno dei dieci lebbrosi che egli aveva mondati, e che fu il solo a tornare indietro per ringraziarlo: Non sono stati mondati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato uno che tornasse per dare gloria a Dio al di fuori di questo straniero? (Lc 17, 17-18). E' significativo il fatto che questa donna, che rappresentava la Chiesa, provenisse da un popolo straniero per i Giudei: la Chiesa infatti sarebbe sorta dai Gentili, che per i Giudei erano stranieri. Ascoltiamo, allora, noi stessi in lei, in lei riconosciamoci e in lei rendiamo grazie a Dio, per noi. Ella infatti era una figura, non la verità: prefigurava la verità che lei stessa diventò; poiché credette in colui che voleva farne la figura di noi. Dunque, viene ad attingere acqua. Era venuta soltanto per attingere acqua, come son soliti fare gli uomini e le donne.



11. Gesù le dice: Dammi da bere. I suoi discepoli erano andati in città per acquistare provviste. La donna samaritana, dunque, gli dice: Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? I Giudei, infatti, non sono in buoni rapporti con i Samaritani (Gv 4, 7-9). Ecco la prova che i Samaritani erano stranieri. I Giudei non si servivano assolutamente dei loro recipienti; e la donna, che portava con sé un recipiente per attingere l'acqua, si stupì che un giudeo le chiedesse da bere, cosa che i Giudei non erano soliti fare. Ma, in realtà, colui che chiedeva da bere, aveva sete della fede di quella donna.

Samaritaine
12. Ascolta, adesso, chi è colui che chiede da bere. Gesù rispose: Se conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice "dammi da bere", l'avresti pregato tu, ed egli ti avrebbe dato un'acqua viva (Gv 4, 10). Chiede da bere, e promette da bere. E' bisognoso come uno che aspetta di ricevere, ed è nell'abbondanza come uno che è in grado di saziare. Se conoscessi - dice - il dono di Dio. Il dono di Dio è lo Spirito Santo. 


30. La donna, dunque, lasciò la sua anfora. Dopo aver udito: Sono io, io che ti parlo e dopo aver accolto nel cuore Cristo Signore, che altro avrebbe potuto fare se non abbandonare l'anfora e correre ad annunziare la buona novella? Gettò via la cupidigia e corse ad annunziare la verità. Imparino quanti vogliono annunciare il Vangelo: gettino la loro idria nel pozzo. Ricordate quello che vi ho detto prima a proposito dell'idria? Era un recipiente per attingere l'acqua; in greco si chiama perché in greco acqua si dice idor come se noi dicessimo: acquaio. La donna, dunque, gettò via l'idria che ormai non le serviva più, anzi era diventata un peso: era avida ormai di dissetarsi solo di quell'acqua. Liberatasi del peso ingombrante, per annunziare il Cristo corse in città a dire alla gente: Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto! Con discrezione, per non provocare ira e indignazione, e magari persecuzione. Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non sarà lui il Messia? La gente uscì, allora, dalla città e si dirigeva verso di lui (Gv 4, 28-30).






OMELIA 15

Gesù al pozzo di Giacobbe.

sta in 
http://www.augustinus.it/italiano/commento_vsg/index2.htm

domenica 18 maggio 2014

Dall'OFFICIO DELL'OLIO SANTO


OFFICIO DELL'OLIO SANTO

Sacramento dell'Olio (in tutte le chiese ortodosse si celebra solennemente il pomeriggio del mercoledì santo)



http://www.ortodossiatorino.net/TestoTrilingue.php?id=222


http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=2178:sacramento-dell-olio&catid=189:grande-efcolojio&Itemid=334&lang=it


PER una  presentazione teologico-pastorale


https://luceortodossamarcomannino.blogspot.com/2019/04/lufficio-dellolio-santo.html






Prima Preghiera





 O Santo dei Santi, eterno Iddio, che hai mandato il tuo Figlio unigenito a guarire ogni malattia e infermità delle anime e dei corpi nostri, manda il tuo Santo Spirito e santifica quest'olio, e fa' che sia per il(la) tuo(a) servo(a) (...), che con esso viene unto(a), di piena liberazione dai suoi peccati e di conseguimento del Regno dei cieli.




Tu infatti sei Dio grande e mirabile, che mantieni fede alla tua alleanza e usi misericordia con chi ti ama; e concedi la liberazione dai peccati per mezzo del tuo Figlio Gesù Cristo; e ci hai rigenerato dal peccato; e illumini i ciechi e rialzi i caduti; e ami i giusti e hai compassione dei peccatori; e ci hai liberati dalle tenebre e dall'ombra della morte e hai detto a quelli che erano in catene: Uscite!, e a quelli che erano nelle tenebre: Venite alla luce! 


Infatti è brillata nei nostri cuori la luce della conoscenza del tuo Unigenito, da quando per noi è apparso sulla terra e ha vissuto tra gli uomini. A quanti l'hanno accolto ha dato la potestà di divenire figli di Dio, ha concesso la figliolanza per mezzo del lavacro della rigenerazione, e ci ha sottratti dalla tirannia del demonio; poiché non ha voluto purificarci col sangue, ma con l'olio santo ci ha dato la figura della sua croce per farci gregge di Cristo, regale sacerdozio, nazione santa, e ci ha purificati con l'acqua e santificati con lo Spirito Santo.


Tu, Sovrano Signore, da' la grazia per questo tuo ministero, come la desti al tuo servo Mosè e a Samuele, da te amato, e a Giovanni, il tuo eletto, e a tutti quelli che a te sono stati accetti di generazione in generazione. Così fa' che anche noi diveniamo ministri del Nuovo Testamento del tuo Figlio, per quest'olio, che hai acquistato col suo prezioso sangue, affinché, deposto ogni desiderio mondano, moriamo al peccato e viviamo per la giustizia, rivestiti del Signore nostro Gesù Cristo, per l'unzione santificante di quest'olio. 


Divenga, o Signore, quest'olio, olio di allegrezza, olio di santificazione, veste regale, corazza di potenza, allontanamento di ogni azione diabolica, sigillo non soggetto ad insidie, gaudio del cuore, letizia eterna, affinché quelli che vengono unti con quest'olio della rigenerazione, siano temibili ai nemici, e risplendano nella gloria dei tuoi santi, senza macchia o ruga, e siano accolti nel tuo eterno riposo e ricevano il premio della celeste chiamata.


È da te infatti l'aver misericordia di noi e darci salvezza, o Dio nostro, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.


Settima  Preghiera


S Sovrano Signore Dio nostro, medico delle anime e dei corpi, tu curi le persistenti sofferenze, e guarisci ogni malattia e infermità nel popolo. Tu vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità; non vuoi la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Tu infatti, o Signore, nell’Antico Testamento hai portato a conversione i peccatori:  David, i Ninivit, quelli che li hanno preceduti e seguiti. Anche durante la tua dimora quaggiù, grazie al disegno dell’incarnazione, non hai chiamato alla conversione i giusti, ma i peccatori: il gabelliere, la prostituta, il ladro e quel bestemmiatore e persecutore ch’era stato il grande Paolo; con la conversione hai accolto anche il corifeo Pietro che, sebbene tuo apostolo, ti aveva rinnegato per tre volte, e gli hai fatto la promessa col dire: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa, e a te darò le chiavi del regno dei cieli. Perciò noi, o buono e amico degli uomini, confidando nelle tue infallibili promesse, ti preghiamo e ti supplichiamo in questa ora: ascolta la nostra preghiera e accoglila come incenso a te offerto; visita i tuoi servi qui presenti e, se hanno commesso qualche peccato in parole, o in opere, o con la mente, di notte o di giorno, o se sono incorsi nella maledizione propria o di un sacerdote, o hanno provocato la tua ira con giuramento o spergiuro, ti preghiamo e ti supplichiamo: rimetti, condona. Perdona, o Dio, non riguardando le loro iniquità e i loro peccati, sia che abbiano peccato coscientemente o per ignoranza; e, se hanno trasgredito qualcuno dei tuoi comandamenti, o hanno peccato, perché rivestiti di carne e abitano in questo mondo, o per istigazione del diavolo, tu, come Dio buono e amico degli uomini, perdonali, poiché non c’è uomo che viva e non pecchi. Tu solo infatti sei senza peccato, la tua giustizia è giustizia per sempre, e la tua parola è verità; tu non hai formato l’uomo perché si perdesse, ma perché compisse i tuoi comandamenti ed ereditasse la vita incorruttibile, e noi rendiamo gloria a te: Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amin.



S Preghiamo il Signore.

T Kirie, elèison.

S Chinate il vostro capo al Signore.

T Si, Kirie

Il sacerdote tiene il Vangelo sui presenti, aperto, e dice:

S Re santo, pieno di pietà e di misericordia, Signore Gesù Cristo, Figlio e Logos del Dio vivente, che non vuoi la morte del peccatore, ma che si converta e viva, non  impongo io la mano peccatrice sulla testa di chi con peccati si avvicina a te per chiedere per mezzo nostro il perdono: stendi tu la tua mano forte e potente, che è in questo tuo santo Vangelo. Ti prego, e supplico la tua misericordia piena di compassione e di benignità. Dio e Salvatore nostro, che per mezzo del profeta Natan hai concesso il perdono a David pentito dei propri peccati, e hai accolto la preghiera di pentimento di Manassì, accogli con la tua consueta misericordia anche i tuoi servipentiti dei propri peccati, e non tener conto di nessuna delle loro colpe. Perché tu sei il nostro Dio, che ci hai comandato di perdonare fino a settanta volte sette a quelli che cadono nei peccati, poiché la tua misericordia è pari alla tua grandezza, e a te s’addice ogni gloria, onore e adorazione, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

T Amin.

PREGHIERA  DELL'UNZIONE


S Padre Santo, medico delle anime e dei corpi, tu hai mandato il tuo unigenito Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, a guarire ogni malattia e a liberarci dalla morte: guarisci anche i tuoi servi qui presenti da ogni loro infermità corporale e spirituale, per mezzo della grazia del tuo Cristo, e da’ loro vita secondo il tuo beneplacito, affinché possano renderti il dovuto ringraziamento con le buone opere; per le preghiere della santissima Signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria, per la virtù della preziosa e vivificante Croce, per la protezione delle venerande e celesti Potestà incorporee, del venerando glorioso profeta, precursore e battista Giovanni, dei gloriosi e santi Apostoli, dei santi gloriosi e vittoriosi Martiri, della santa martire Anastasia Sciogliveleni, dei nostri santi Padri portatori di Dio, dei santi medici anargiri Cosma e Damiano, Ciro e Giovanni, Pantaleo ed Ermolao, Sansone e Diomede, Mozio e Aniceto, Tallaleo e Trifone, dei nostri santi padri Calogero del Monte Cranio, Filippo Cacciaspiriti e Cipriano il Medico, dei santi e giusti progenitori di Dio Gioacchino e Anna, e di tutti i tuoi santi; poiché tu sei la fonte di ogni guarigione, Cristo Dio nostro, e noi rendiamo gloria a te, Padre, Figlio e Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli dei secoli.

T Amin.



Il sacerdote unge fronte, (narici, guance, mento, petto,) palmo (e dorso) delle mani (e altre parti che si ritiene opportuno ungere)