giovedì 3 aprile 2014

Il nostro Padre tra i Santi Isidoro di Siviglia

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Il nostro Padre tra i Santi Isidoro di Siviglia 

Leggiamo un brano di un suo testo, il “Lamento di un peccatore”. 
 
   “In tutti i tuoi atti, in tutte le tue opere imita i buoni; competi con i santi, guarda all’eroismo dei martiri, segui l’esempio dei giusti. Desidero che la vita e gl’insegnamenti dei santi siano per te un incoraggiamento alla virtù. Sii di buono spirito, mantieni la tua buona reputazione e non comprometterla con alcuna cattiva azione, né lascia che cada nel disonore. Fai vedere come la pensi con il portamento e il modo di camminare. Sii semplice nel modo di presentarti, puro nel cammino, grave nei gesti, onesto nei passi. Non ti sfuggano gesti lascivi, arroganti o superficiali. La postura del corpo è un segno che rivela l’anima. Pertanto il tuo modo di camminare non mostri superficialità; il tuo passo non sia un insulto per te stesso o per il tuo prossimo. Non diventare occasione di pettegolezzo per gli altri; non lasciare che il tuo onore si degradi. Non passare il tuo tempo con dei perdigiorno. Evita il cattivo; ammonisci il pigro. Fuggi la compagnia di chi perde tempo, tanto più se si mostra incline al vizio. Cerca i buoni, desidera la loro compagnia. Cerca soprattutto l’amicizia dei santi. Se imiti il loro comportamento alla fine acquisterai le loro virtù. Se cammini con i saggi diventerai un saggio; ma se cammini con gli idioti diventerai anche tu un’idiota, perché il simile cerca il simile. È pericoloso passare il tempo con i cattivi, è dannoso stare insieme ai perversi. Se sei amico di persone indegne ti nutrirai della loro infamia. È meglio sopportare l’odio dei malvagi che la loro compagnia. Così come dalla vita dei santi s’imparano molte cose buone, così molte cose cattive vengono dalla vita dei malvagi, perché chi tocca la sporcizia si sporca anche lui”




« Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro / d'Isidoro, di Beda  e di Riccardo , / che a considerar fu più che viro. » (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, X, 130-132)

Saint ISIDORE, frère de saint Léandre, de saint Fulgence et de sainte Florentine, confesseur de la foi orthodoxe dans les dernières années de l'arianisme wisigothique, évêque de Séville (600-636) et primat d'Espagne, encylopédiste (636). (Office composé en français par le père Denis Guillaume et publié au tome XIII du Supplément aux Ménées.) Ultimo dei Padri latini, S. Isidoro di Siviglia (560-636) ricapitola in sè tutto il retaggio di acquisizioni dottrinali e culturali che l'epoca dei Padri della Chiesa ha trasmesso ai secoli futuri. Scrittore enciclopedico, Isidoro fu molto letto nel medioevo, soprattutto per le sue Etimologie, un'utile "somma" della scienza antica, della quale con più zelo che spirito critico condensò i principali risultati. Questo volgarizzatore dotatissimo della scienza antica, che avrebbe esercitato su tutta la cultura medioevale un influsso considerevole, era soprattutto un vescovo zelante preoccupato della maturazione culturale e morale del clero spagnolo.
Per questo motivo fondò un collegio ecclesiastico, prototipo dei futuri seminari, dedicando molto spazio della sua laboriosa giornata all'istruzione dei candidati al sacerdozio. La santità era di casa nella nobile famiglia, oriunda di Cartagena, che diede i natali verso il 560 a Isidoro: tre fratelli furono vescovi e santi, Leandro, Fulgenzio e il nostro Isidoro; e una sorella, Fiorentina, fu religiosa e santa. Leandro, il fratello maggiore, fu tutore e maestro di Isidoro, rimasto orfano in tenera età.
Il futuro dottore della Chiesa, autore di una immensa mole di libri che trattano di tutto lo scibile umano, dall'agronomia alla medicina, dalla teologia all'economia domestica, fu dapprima uno studente svogliato e poco propenso a stare chino sui libri di scuola. Come tanti coetanei marinava la scuola e vagava per la campagna. Un giorno si accostò a un pozzo per dissetarsi e notò dei profondi solchi scavati dalla fragile corda sulla dura pietra del bordo. Comprese allora che anche la costanza e la volontà dell'uomo possono aver ragione dei più duri scogli della vita.
Tornò con rinnovato amore ai suoi libri e progredì tanto avanti nello studio da meritare la reputazione di uomo più sapiente del suo tempo. Chierico a Siviglia, Isidoro successe al fratello Leandro nel governo episcopale della importante diocesi. Come il fratello, sarebbe stato il vescovo più popolare e autorevole della sua epoca, presiedendo pure l'importante quarto concilio di Toledo (nel 633).

http://www.santiebeati.it/dettaglio/26600 

"
La conferma definitiva di un giusto orientamento di vita Isidoro la cerca nell’esempio di Cristo e dice: “Il Salvatore Gesù ci offrì l’esempio della vita attiva, quando durante il giorno si dedicava a offrire segni e miracoli in città, ma mostrò la vita contemplativa quando si ritirava sul monte e vi pernottava dedito alla preghiera” (o.c. 134: ivi). Alla luce di questo esempio del divino Maestro, Isidoro può concludere con questo preciso insegnamento morale: “Perciò il servo di Dio, imitando Cristo, si dedichi alla contemplazione senza negarsi alla vita attiva. Comportarsi diversamente non sarebbe giusto. Infatti come si deve amare Dio con la contemplazione, così si deve amare il prossimo con l’azione. E’ impossibile dunque vivere senza la compresenza dell’una e dell’altra forma di vita, né è possibile amare se non si fa esperienza sia dell’una che dell’altra” (o.c., 135: ivi, col 91C). Ritengo che questa sia la sintesi di una vita che cerca la contemplazione di Dio, il dialogo con Dio nella preghiera e nella lettura della Sacra Scrittura, come pure l’azione a servizio della comunità umana e del prossimo. Questa sintesi è la lezione che il grande Vescovo di Siviglia lascia a noi, cristiani di oggi, chiamati a testimoniare Cristo all’inizio di un nuovo millennio."
sta in
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20080618_it.html
Preghiera allo Spirito Santo (Sant'Isidoro di Siviglia)  
Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo;
sentiamo il peso delle nostre debolezze,
ma siamo tutti riuniti del tuo nome;
vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori;
insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci tu il cammino da seguire,
compi tu stesso quanto da noi richiesto.
Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni,
perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso;
non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace;
non ci faccia sviare l’ignoranza;
non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone;
tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità;
fa’ che riuniti nel tuo santo nome, s
appiamo contemperare bontà e fermezza insieme,
così da fare tutto in armonia con te,
nell’attesa che per il fedele compimento del dovere
ci siano dati in futuro i beni eterni. Amen.
 http://luciodp.altervista.org/articoli/principe/img/25_Isidoro_miniatura.jpg

mercoledì 2 aprile 2014

Il Grande Canone di Sant’Andrea di Creta


Il Grande Canone

di Sant’Andrea di Creta

http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/testilit/canoneandrea.htm

 

http://www.johnsanidopoulos.com/2011/03/meditation-on-canon-of-st-andrew.html

http://www.johnsanidopoulos.com/2011/04/synaxarion-for-thursday-of-great-canon.html

http://www.johnsanidopoulos.com/2013/04/the-bethlehemite-is-killing-me.html
 
 
http://www.ortodossia.it/w/media/com_form2content/documents/c17/a618/f255/Grande%20Canone-%201%20per%20stampa.pdf

TRIODION GRANDE QUARESIMA
10. GIOVEDÌ DEL GRANDE CANONE
"

Il giovedì della quinta settimana, al Mattutino, udiamo ancora, ma questa volta nella sua totalità, il Grande Canone. Se all’inizio della Quaresima esso era come una porta aperta sul pentimento, ora, alla fine della Quaresima, esso appare come una sintesi del pentimento e del suo compimento. Se all’inizio l’abbiamo semplicemente ascoltato, ora speriamo! le sue parole sono diventate le nostre parole, la nostra lamentazione, la nostra speranza, il nostro pentimento, e anche il criterio del nostro sforzo quaresimale, il metro con cui misurare il cammino fino ad ora percorso."

da A. Schmemann, Great Lent, St. Vladimir’s Seminary Press 1974

sta in

http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/commentilit/giovedigrandecanoneschmemann.htm 


Il Grande Canone

di Sant’Andrea di Creta

 

 
 http://www.paoline.it/images/8_icona_cristo_re_universo_bongiorno_splendore_fede_paoline_2013.jpg
Irmòs
M’ha soccorso il Signore e protetto, m’ha salvato.
Egli è il mio Dio. La sua lode proclamerò.
Dei nostri padri è il Dio, l’esalterò
poiché la sua gloria rende manifesta. (2 volte)
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.


Tropari1. Su quale gesto di mia vita
darò inizio al pianto?
Quali note scriverò a preludio
di questo mio lamento?
Nella tua misericordia, o Cristo,
dei miei peccati dammi il perdono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

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2. Anima mia, col tuo corpo vieni
a glorificare il Creatore d’ogni cosa.
La saggezza ritrova
e a Dio presenta
lacrime di pentimento.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

 
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3. I miei progenitori seguii
nella loro rivolta,
e della grazia divina
come Adamo fui spogliato;
il Regno persi e la sua gioia senza fine
a causa del mio peccato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

http://www.oltrefreepress.com/public/uploads/2011/03/cripta-peccato-originale-matera.jpg 
4. Infelice e triste anima mia,
perché la prima Eva imitasti?
I tuoi stessi cupidi occhi
infersero su di te ferite.
All’albero tendesti la mano,
mangiasti il frutto e assenzio ne gustasti.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
5. Nel profondo del mio essere
una nuova Eva
ha preso dell’antica il posto,
bramosia che di dolcezza s’ammanta
e senza sosta l’amaro cibo assapora.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
6. Per un solo comando trasgredito
Adamo fu giustamente scacciato
dal Paradiso.
Che sarà di me
che ogni giorno irrido
le tue parole di vita?
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

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7. Le orme di Caino ricalco
per libera scelta
e assassino diventai
dell’anima mia,
poiché schiavo di morte vissi
nelle mie azioni perverse.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
8. La giustizia non imitai di Abele
né doni graditi ti offersi, Gesù,
gesti secondo il volere di Dio
e il sacrificio di un’integra vita.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me


9. Al Creatore dell’universo
opere corrotte abbiamo offerto
quali nuovi Caini,
o misera anima mia,
un vile sacrificio, una vana vita,
e meritammo giusta condanna.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
10. O mio Creatore, quale vasaio
che docile argilla plasma,
carne e ossa, alito e vita
mi donasti.
Signore che mi creasti,
mio Giudice e mio Salvatore,
a te oggi riconducimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

http://u.jimdo.com/www32/o/sd66c66edcd7e6339/img/i8fdc95d9e5860154/1304263800/std/ritorno-del-figliol-prodigo-40x35cm-euro-200-00.jpg 
11. Davanti a te le mie colpe grido,
o mio Salvatore.
Ai colpi del nemico ho prestato il fianco.
Le piaghe guarda che i miei pensieri di morte
come briganti su strada deserta
l’anima mia hanno lacerato e il mio corpo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

12. Peccai, mio Salvatore,
eppure so che l’uomo ami.
Per tenero amore tu ci colpisci
e con ardore di fiamma brucia la tua misericordia.
Le mie lacrime vedi e a me affrettati
come il Padre che tra le braccia
il figlio dissoluto accoglie.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

13. Fin dalla mia giovinezza
i tuoi comandamenti disprezzai,
o mio Salvatore,
e i giorni di mia vita dipanai
tra passioni e dissoluta incoscienza.
A te il mio grido innalzo:
salvami, prima che morte giunga.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

14. Sulla soglia della tua casa giaccio,
o mio Salvatore.
Anche se vento di deserto sono
non gettarmi nell’inferno
al termine dei miei giorni,
ma prima che morte mi ghermisca
i miei peccati perdona,
o amico degli uomini.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

15. Le ricchezze dell’anima mia
nel vuoto senza fondo dissipai.
Frutti di buon volere non posseggo
e la fame mi attorciglia le viscere.
Io grido: Vieni, Padre di tenerezza
e nella tua misericordia abbracciami.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

16. Sono io il misero che i ladri assalirono
e ladri sono i miei pensieri
che mi colpiscono e feriscono.
Ma chinati su di me, Cristo Salvatore,
e guariscimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
17. Mi scorse il sacerdote
e da me gli occhi distolse.
nudo e dolorante mi vide il levita
e affrettò oltre il passo.
Ma tu, Gesù, da Maria nato,
accanto a me ti arresti
e il soccorso mi presti.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 

 
18. Agnello di Dio
che del peccato del mondo ti carichi
il greve peso del mio peccato
togli dalle mie spalle
e nel tuo grande amore
avvolgimi nel tuo perdono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

19. Ai tuoi piedi mi getto, Gesù,
contro il tuo amore ho peccato.
Liberami da questo troppo greve peso
e nella tua misericordia accoglimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

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20. Contro di me non intentare processi,
non svelare le mie azioni
né moventi soppesa e desideri.
Ma nella tua misericordia, Onnipotente,
gli occhi distogli dai miei peccati
e salvami.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

È tempo di pentimento e a te vengo.
Liberami dal greve peso dei miei peccati e fammi dono,
nel tuo tenero amore, di lacrime di pentimento.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me. 

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21. O Maria  che in cielo partecipi
della divina tenerezza,
luce di grazia donami
perché alle tenebrose passioni mi sottragga
e possa cantare con cuore gioioso
la tua vita costellata d’opere pure.
Santa di Dio, prega per noi.
22. Alle sante leggi di Cristo ti sottomettesti
e rinunciasti per andare a lui
all’ebbrezza delle passioni.
E così praticasti tutte le virtù
che nell’amore s’unificano di Dio.

Santo di Dio, prega per noi

Tropario di Sant’Andrea
23. Con le tue preghiere, sant’Andrea,
da noi le passioni allontana.
Rendici degni del Regno di Cristo,
noi che con fede e amore
il tuo divino poema cantiamo.

Gloria al Padre, e al Figlio e al Santo Spirito. 

 
 DoxasticònTrinità sovraessenziale, nell’Unità t’adoro,
liberami dal greve peso del mio peccato
e fammi dono, nella tua misericordia,
di lacrime di pentimento.

E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn. 

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TheotokìonMadre di Dio, speranza e protezione di chi ti celebra,
liberami dal greve peso del mio peccato
e coinvolgimi, Vergine Sovrana.
nella trasformazione del pentimento.

 



martedì 1 aprile 2014

Verso l'Inno Akhatistos di Venerdi 4 Marzo con Sant'Efrem



Verso l'Inno Akhatistos di Venerdi 4 Marzo con Sant'Efrem 

Inno di sant'Efrem sulla nascita di Cristo.
Sebastian BROCK, “L’œil de lumière”, Bellefontaine, 1991, 301-304. “La teologia dei Padri”, Roma, 1975, v. II, 162-163.

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Volgi lo sguardo a Maria, la mia diletta.
Quando Gabriele entrò da lei,
vedi com'ella lo interrogò:
"In che modo avverrà quanto mi dici?"
e come il ministro dello Spirito le rispose:
"Facile è questo per Dio,
facile è tutto per lui".
Vedi com'ella credette all'ascolto e gli disse:
Eccomi, sono la serva del Signore.
E il Verbo discese nella maniera a lui nota,
si librò e venne nella maniera che volle.
In Maria egli entrò e dimorò a insaputa di lei,
e senza nulla soffrire ella lo accolse.
In grembo le stava come un piccino,
eppure il mondo era pieno di lui.
Spinto dall'amore egli discese,
per rinnovare la senescente figura di Adamo.
Quando dunque tu senti parlare della nascita di Dio,
resta in silenzio!
Lascia che l'annunzio dell'angelo
si imprima nel tuo spirito
e pensa che nulla può essere arduo
per quella eccelsa grandezza
che per salvarci si abbassò e per salvarci si rialzò.
Così nacque fra noi
colui che solo per amore si fece uno di noi.

 https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD-LEa33oJlrd-aKx8RkuZzj0jvlCuCu5ANRr-BSK3AnCSRLZToXNAahz9VEvF_HuYVxIRU8ony2iwzFvxJbsgcPLOlzrmB5t4gfS563zxSVWEc1HV6FyR3gDwJe-zLhAjYkEqGih_WkZE/s1600/%CF%80%CE%B1%CE%BD%CE%B1%CE%B3%CE%AF%CE%B1+%CE%B7+%CF%80%CE%BB%CE%B1%CF%84%CF%85%CF%84%CE%AD%CF%81%CE%B1.jpg

Da quel giorno Maria è diventata
il cielo che porta Dio.
È disceso ad abitare in lei
l'altissimo Dio.
In lei si fece piccino per renderci grandi,
pur senza che la sua natura ne patisse.
In lei egli si è tessuto una veste,
che sarà per la nostra salvezza.
In lei le promesse dei profeti e dei giusti
sono tutte compiute.
Da lei brillò colui che essendo la luce del mondo
scacciò le tenebre del paganesimo.
Molti sono i titoli di Maria.
È giusto che io li presenti.
Ella è il palazzo ove risiede il potente Re dei re,
Egli da lei prese quel corpo umano
di cui era privo quando vi entrò.
Così Maria è il nuovo cielo ove dimora il Re dei re.
In lei egli entrò e poi ne uscì,
prendendo una forma in tutto simile alla nostra.
Eppure Maria è la vite che ha dato un frutto
tanto superiore al suo essere pianta mortale;
anche se di questa pianta Egli, per essere tra noi,
rivestì forma e colori mortali.
Maria è la sorgente da cui è zampillata
l'acqua viva per chi è assetato.
E quelli che ne hanno bevuto
portano frutti centuplicati.

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Questo è il giorno che richiama il primo,
quello della creazione.
Allora fu stabilita la terra,
oggi essa è rinnovata;
allora fu maledetta a causa di Adamo,
oggi è benedetta in considerazione di Adamo.
Col peccato, Eva e Adamo portarono la morte nel mondo,
In Maria il Signore dell'universo
ci ha dato una vita  nuova.
Attraverso il serpente,
il maligno instillò il veleno nell'orecchio di Eva.
Nella sua bontà, il Compassionevole è sceso
fin nell’orecchio di Maria ed entrò in lei.
Per la stessa porta da cui entrò la morte
è entrata la vita, che ha ucciso la morte.
Portato sulle ali dei cherubini,
discese colui che le braccia di Maria hanno sorretto.
Il Dio, che niente può stringere e racchiudere,
Maria in sé strinse e racchiuse.
Il Re davanti a cui tremano gli angeli,
come pure fiamme spirituali,
riposa nel seno di una vergine,
che lo culla come un fanciullino.
Il cielo è il trono della sua gloria,
eppure egli siede sulle ginocchia di Maria.
La terra è lo sgabello dei suoi piedi,
ed egli è un bimbo che sgambetta lì con lei.
Con il cavo della mano egli misura
la polvere della terra,
ed eccolo su questa polvere
tentare i primi passi di bimbo.

 http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5a/Christ_the_True_Vine_icon_(Athens,_16th_century).jpg

Adamo esulta alla nascita di Cristo:
per lui ritrova la gloria che aveva perduto.
Chi ha mai veduto il vasaio
coprirsi di argilla come di una veste?
Chi ha mai veduto il fuoco stesso avvolto in fasce?
Questa è la misura impronunziabile
dell'abbassamento di Dio per amore dell'uomo.
Dio umiliò se stesso fino a tal punto
per salvare il suo schiavo,
che si era follemente esaltato
e su consiglio del  Maligno omicida,
aveva trasgredito il precetto divino.
Colui che aveva dato il comandamento
si è abbassato per rialzarci.
Lode a questa Compassione dell'alto
che per gli uomini è scesa in terra,
perché il mondo malato
fosse guarito dal Medico, apparso fulgido in terra.
Fedeli, lodiamo questo Medico divino,
lodiamo il Padre che lo ha mandato,
lodiamo lo Spirito a noi dato
per avere la vita in abbondanza.
Lode ai Tre nei secoli dei secoli.
Amen.

Officio del Vespro Le preghiere del Lucernale-dalla quarta alla settima


Officio del Vespro  Le preghiere del Lucernale-dalla quarta alla settima

http://www.ortodossiatorino.net/TestoTrilingue.php?id=237 



Quarta preghiera
S. Tu che sei celebrato dalle sante potenze con inni mai silenti e con canti di gloria incessanti, ricolma della tua lode la nostra bocca, per farci dare magnificazione al tuo santo nome; e donaci di aver parte ed eredità con tutti quelli che ti temono nella verità e che custodiscono i tuoi comandamenti. Poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZ23lt1B4tm7ZzuMi2jawXaAci0zZWRWkNfMyy-MNHIRIsee-MKjaOdv_fV5DnVB9rvLhqMvo50BBuXSYv0agzqwsON0r6R1J-uNlcW0e2vWQd083ji1_NNaDct_Q4L_9fjI1aR41CpMQ/

Quinta preghiera
S. Signore, Signore, tu che sostieni l'universo nella tua purissima mano, che sei longanime verso noi tutti e ti dispiaci delle nostre cattiverie, ricorda le tue indulgenze e la tua misericordia, visitaci nella tua bontà, donaci di sfuggire per il resto del giorno agli scaltri intrighi del maligno, e custodisci libera da insidie la nostra vita con la grazia del tuo Spirito tuttosanto. Per la misericordia e l'amore per gli uomini del Figlio tuo unigenito, con cui sei benedetto, insieme al tuo Spirito tuttosanto, buono e vivifico, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

http://www.airesis.net/Immagini/sposodivino/orioli_primannomille_03.jpg

Sesta preghiera
S. Dio grande e mirabile, tu con bontà inesprimibile e con copiosa provvidenza governi l'universo, ci hai donato i beni di questo mondo e ci hai assicurato un pegno del regno promesso con i beni di cui ci hai finora gratificati; tu che ci hai fatto evitare ogni male anche nella parte trascorsa del giorno, donaci anche di portare a termine il rimanente senza macchia, innanzi alla tua santa gloria, inneggiando a te, solo Dio nostro, buono e amico degli uomini. Poiché sei tu il nostro Dio, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

http://www.tatarte.it/gherardi/CD/Storia/frame/accarisi/fotoicone/Ora-Sign.jpg

Settima preghiera
S. Dio grande ed eccelso, tu che solo possiedi l'immortalità e abiti nella luce inaccessibile, che hai fatto con sapienza tutto il creato, che hai separato la luce dalle tenebre, che hai posto il sole a dominio sul giorno, e la luna e le stelle a dominio sulla notte; tu che anche in quest'ora hai reso noi peccatori degni di accostarci al tuo volto nella confessione, e di offrirti il canto di gloria della sera: tu stesso, Signore amico degli uomini, dirigi la nostra preghiera, come l'incenso, al tuo cospetto, e accoglila in odore di fragranza. Concedici pace in questa sera e nella notte che viene; rivestici delle armi della luce; liberaci dalla paura notturna e da ogni cosa che si insinui nella tenebra; e fa' che il sonno che ci hai donato a ristoro della nostra debolezza sia libero da ogni fantasia diabolica. Sì, Sovrano dispensatore di beni, fa' che di notte, anche nei nostri letti, con compunzione, ci ricordiamo del tuo nome, e, illuminati dalla meditazione dei tuoi comandamenti, ci rialziamo in esultanza d'animo per glorificare la tua bontà, offrendo alla tua misericordia preghiere e suppliche per i nostri peccati e per quelli di tutto il tuo popolo (visitalo in misericordia per le preghiere della santa Madre-di-Dio!) Poiché tu sei Dio buono e amico degli uomini, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.